ANIMALI

Non si sentiva da anni (e mai così bene): il canto di una balenottera registrato in Sicilia

Da molto tempo che non ciò accadeva o veniva segnalato alla comunità scientifica. Le registrazioni sono state effettuate con una nuova tecnologia sperimentale

Aurelio Sanguinetti
Esperto di scienze naturali
  • 19 agosto 2026

Una balenottera physalus

Dopo un lungo periodo senza rilevazioni, il canto di una balenottera comune è stato nuovamente intercettato nelle acque dello Ionio meridionale, al largo della Sicilia. Era da tempo che non ciò accadeva o veniva segnalato alla comunità scientifica. Le registrazioni sono state effettuate grazie all'infrastruttura sottomarina dei Laboratori Nazionali del Sud dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), che ha integrato diverse tecnologie di rilevamento a microfoni di solito utilizzati dai biologi marini.

Accanto ai tradizionali idrofoni, infatti, capaci di captare i suoni prodotti sott'acqua, sono stati utilizzati sensori basati sulla fibra ottica, una soluzione che apre nuove prospettive nello studio dell'ambiente marino e della fauna che lo popola. L'analisi dei suoni captati ha consentito di ricostruirne il movimento nell'area situata a sud-est della Sicilia, mentre la conferma che questi versi erano stati prodotti da una balenottera comune è arrivata dall'impiego della tecnologia Distributed Acoustic Sensing (DAS), sperimentata per la prima volta proprio nel Mediterraneo, nell'ambito del progetto "Vongola".

Questa tecnologia, tra l’altro, dopo essere stata provata è stata anche utilizzata anche all'interno del progetto europeo Lownoiser, dedicato allo studio delle strategie per ridurre l'inquinamento acustico provocato dal traffico navale. Secondo i ricercatori, questa è la prima occasione in cui il canto di una balenottera viene registrato contemporaneamente da sistemi di monitoraggio così differenti.

L'integrazione delle informazioni ottenute dai diversi strumenti consente potenzialmente infatti di migliorare la precisione delle osservazioni e offre nuove possibilità per seguire la presenza dei cetacei nel Mediterraneo. La scoperta assume un valore particolare anche dal punto di vista della conservazione.

La popolazione mediterranea di balenottera comune è infatti considerata vulnerabile e la sua distribuzione nel Mar Ionio è ancora poco conosciuta. Ogni nuova registrazione contribuisce quindi ad arricchire le conoscenze sulle abitudini di questa specie e sulle aree frequentate durante le diverse fasi del suo ciclo vitale.

Andando un po’ sul tecnico, il verso della balenottera comune è uno dei più profondi presenti in natura. Le vocalizzazioni sono spesso associate ai maschi, soprattutto durante le stagioni riproduttive, anche se molti aspetti della loro funzione restano ancora da chiarire. Per diversi scienziati, infatti, questi versi servono anche come elemento identificativo.

Ogni balenottera “parla” in maniera diversa e il suo suono, oltre a comunicare stati d’animo e stato di salute, permette anche di capire, dalla distanza, le dimensioni dell’animale.

Considerando l’importanza di questi suoni per i cetacei, gli studiosi evidenziano come il rumore prodotto dal traffico marittimo possa interferire con la comunicazione di questi animali. L'impiego delle nuove tecnologie di rilevamento potrà quindi aiutare gli esperti a comprendere meglio l'impatto dell'inquinamento sonoro e fornire indicazioni utili per sviluppare strategie di tutela di una delle specie più affascinanti che popolano il Mediterraneo.
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