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Raccolta differenziata a rilento: parte una petizione contro il degrado a Palermo

La questione rifiuti torna a farsi sentire in diversi quartieri del capoluogo, dal centro storico alle zone periferiche, dove da giorni i residenti segnalano disservizi

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • 29 luglio 2026

Cumuli di immondizia sui marciapiedi, raccolta differenziata che salta, e istituzioni che non rispondono. La questione rifiuti torna a farsi sentire in diversi quartieri di Palermo, dal centro storico alle zone periferiche, dove da giorni i residenti segnalano disservizi sempre più frequenti nella raccolta operata dalla Rap.

Nel cuore della città la situazione appare particolarmente critica. Secondo il vicepresidente della Prima Circoscrizione Antonio Nicolao, il problema si sarebbe aggravato dopo l'avvio del nuovo step della raccolta notturna. «Non so se il personale, già affaticato e oberato dai servizi della differenziata, sia stato dirottato su questo nuovo turno notturno, sguarnendo così il centro storico», racconta a Balarm Nicolao. Una zona dove il porta a porta – il PAP 4 – è partito il 27 febbraio 2025, ma dove oggi tornano ad accumularsi i rifiuti.

A pesare, secondo il vicepresidente, è soprattutto la mancanza di controlli: «Dov'è stata l'ultima sanzione? È possibile che non ci sia stato un condominio che ha sbagliato la raccolta differenziata? Mi sembra impossibile», osserva, denunciando la carenza di ispettori ambientali e sollevando dubbi sull'affidabilità delle nuove tecnologie – droni e fototrappole – introdotte al posto del lavoro sul campo. «Il nodo sono anche i carrellati lasciati H24 in strada e utilizzati impropriamente da chiunque», aggiunge.

Ma la denuncia più forte riguarda il rapporto con le istituzioni. La Circoscrizione, racconta il vicepresidente, ha inviato numerose email nei mesi scorsi, chiedendo un incontro all'Assessorato all'Ambiente e alla Rap per fare il punto della situazione. La risposta? «Non c'è stata. Non ci hanno nemmeno detto se sono interessati a venire in aula - afferma il vicepresidente, parlando di un modus operandi che ormai da anni relega le circoscrizioni ai margini -. Se non si presentano nell'istituzione che sta alla base, cioè la Circoscrizione, evidentemente non sono interessati a rendere conto ai cittadini».

Sul possibile peggioramento recente, il vicepresidente segnala che da circa dieci giorni in alcune strade del centro storico – come via Torino e piazza Santa Chiara – sarebbe cambiata l'organizzazione della raccolta, con l'area ora affidata a una squadra proveniente da Brancaccio, forse ancora insufficiente dal punto di vista numerico. Da qui le lamentele che continuano ad arrivare da più punti, da via Torino a piazza dell'Origlione.

Sullo sfondo resta anche la questione economica: la Rap avrebbe chiesto ulteriori risorse – si parla di circa 20 milioni di euro – ritenendo insufficienti i fondi erogati finora. «La Rap è un'azienda sotto la direttiva del Comune - ricorda il vicepresidente -. Ogni scelta che viene presa va concordata con l’Assessorato e con il Sindaco», conclude.

Intanto, in un'altra zona della città, la mobilitazione assume forme diverse. In via Calcante i residenti, supportati da Michele Melichiorre Sorrentino, componente della commissione Ambiente della Consulta comunale per la pace, insieme alla consigliera comunale Concetta Amella, hanno promosso una raccolta firme indirizzata al Comune e alla Rap, per denunciare l’emergenza igienica in corso.

«L’iniziativa nasce da un’esigenza esasperata dei residenti che non possono più tollerare questo stato di degrado. Ci sono famiglie, anziani, bambini: la situazione sta diventando inaccettabile» racconta a Balarm Sorrentino, spiegando che i cassonetti troppo piccoli risultano inadeguati alle esigenze della zona.

La racconta firme portata avanti dall’organo consultivo è già partita, e secondo i promotori sta avendo un riscontro rilevante.
«Tutte le firme che stiamo raccogliendo sono sintomo di un malessere condiviso sperimentato da tutti i residenti della zona, che hanno manifestato a gran voce la volontà di voler trovare una soluzione concreta a questo degrado».

L'iniziativa, precisano, riguarda esclusivamente via Calcante; zona segnalata come problematica. Ma l’organo consultivo resta a disposizione per segnalazioni future. Una volta conclusa la raccolta firme, invece, la consulta avvierà tutte le azioni di propria competenza, insieme al Consiglio comunale.

Due fronti diversi, dunque, ma un unico filo conduttore: la richiesta di risposte concrete da parte delle istituzioni e la volontà, tanto degli organismi di prossimità quanto dei cittadini, di non lasciare che (ancora una volta) il degrado diventi la nuova normalità.
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