SCUOLA E UNIVERSITÀ

"Scuole pericolanti e senza fondi": a Palermo la protesta degli studenti al liceo Einstein

Questa mattina i ragazzi non sono entrati in classe per denunciare le criticità del sistema scolastico e rivendicare il diritto a una scuola pubblica. Le interviste

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • Pubblicato il
    16 ottobre 2026

Liceo Einstein

Striscioni, cori, megafoni e cartelli: questi gli strumenti di cui si sono serviti gli studenti del liceo scientifico Albert Einstein di Palermo per organizzare la protesta di questa mattina (16 ottobre). I ragazzi, infatti, non sono entrati a scuola, restando in presidio davanti l’ingresso dell’istituto, per denunciare le criticità del sistema accademico e rivendicare il loro diritto alla scuola pubblica capace di rispondere alle reali esigenze di chi la vive ogni giorno.

La protesta al liceo Einstein

La mobilitazione, organizzata dal collettivo studentesco Punto Zero, nasce innanzitutto dalla denuncia del progressivo definanziamento dell’istruzione pubblica, a fronte di investimenti destinati alle scuole private e a settori come quello bellico:

«Abbiamo organizzato questa protesta fuori scuola per dare voce al dissenso di noi studenti – racconta a Balarm Gabriele Saeli, rappresentante di Consulta della scuola e membro del collettivo -. Siamo stanchi di vivere il divario rispetto le scuole del Nord, venendo trattati, di fatto, come studenti di serie B, siamo stanchi di vivere il progressivo definanziamento della scuola pubblica rispetto alla privata e a vantaggio degli armamenti bellici.

Tutte condizioni che non solo rendono la scuola invivibile, ma che alimentano anche il processo di emigrazione forzata dalla Sicilia, contro cui ci battiamo: vogliamo essere liberi di costruire il nostro futuro in questa terra, partendo dalla scuola».

I motivi della protesta

Al centro della protesta anche le riforme scolastiche, considerate distanti dai bisogni concreti degli studenti: «Lo sciopero di oggi voleva essere anche una risposta alle ultime manovre del Ministero nei confronti della scuola – aggiunge Giorgio Lannino, sempre del collettivo PuntoZero -, abbiamo voluto scioperare per dire chiaramente che come studenti dobbiamo aver voce in capitolo rispetto le condizioni in cui versano le nostre scuole, che saremo uniti per ottenere quello che ci spetta, lo sciopero di oggi, partecipato da centinaia di studenti, ne è stato un chiaro esempio».

Particolare attenzione è rivolta alle condizioni degli edifici scolastici, spesso segnati da carenze strutturali, manutenzione insufficiente e ambienti non sicuri. Una questione che chiama in causa le istituzioni competenti e la Città Metropolitana di Palermo, alle quali gli studenti chiedono risposte concrete e maggiori investimenti.

«Durante lo sciopero di oggi – continua Saeli -, abbiamo anche rilanciato il corteo del 23 ottobre, in cui una delegazione di ragazzi dell’Einstein salirà a palazzo Comitini per discutere delle problematiche della scuola e cercare di trovare insieme delle soluzioni.

L’aspetto per noi più urgente è quello relativo alla sicurezza delle entrate e delle uscite, che al momento sono piene di motori e di macchine, il che comporta una grande difficoltà alla circolazione degli studenti, e che nel caso di emergenza potrebbe rappresentare veramente un pericolo per noi. L’obiettivo è quello di sbloccare la zona retrostante alla scuola – che al momento è in disuso – per posizionare lì i motori, lasciando libero lo spiazzale principale». conclude lo studente.

Lo sciopero di questa mattina, quindi, non è un evento isolato: gli studenti si sono dati appuntamento in piazza il prossimo 23 ottobre a piazza Verdi, con un corteo studentesco insieme alle altre scuole di Palermo, con l’obiettivo di unire le rivendicazioni e portare nelle strade la richiesta di un cambiamento concreto.
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