STORIE

Un pezzo di storia, ci hanno giocato i più grandi: i 100 anni del Circolo Tennis Palermo

Il presidente Alessandro Lazzaro racconta il centenario di un luogo simbolo dello sport in città che ha visto gareggiare Rod Laver, Rafa Nadal e Adriano Panatta

Federica Dolce
Giornalista, avvocato e scrittrice
  • 4 agosto 2026

IL presidente del Circolo Tennis Palermo Alessandro Lazzaro

Nel cuore della città di Palermo, all’interno di uno storico spazio verde esiste un luogo che è custode del tempo, simbolo della memoria viva della città. Un luogo in cui le generazioni si incontrano, le storie si intrecciano e il tempo lascia tracce profonde. Questo luogo è il Circolo Tennis Palermo. Da cento anni, il circolo rappresenta molto più di una struttura sportiva: è un pezzo della storia palermitana, un luogo in cui sport, cultura, relazioni e appartenenza hanno costruito una comunità capace di attraversare epoche diverse.

Fondato il 10 aprile 1926 da 24 soci, il Circolo Tennis Palermo nasce con l’ambizione di creare un punto di riferimento per il tennis cittadino. Dopo i primi anni di attività, il club trova la sua sede definitiva nell’area della Favorita: la nuova palazzina viene inaugurata nel 1935, anno destinato a segnare una svolta perché proprio in quella cornice prende il via la prima edizione dei Campionati Internazionali di Sicilia, una manifestazione che avrebbe portato a Palermo il grande tennis internazionale.

Oggi il circolo, con i suoi 15 campi da tennis, di cui uno coperto, e due campi da padel, continua a essere un luogo vivo, capace di custodire la propria identità storica e contemporaneamente aprirsi alle nuove generazioni. A raccontare questo secolo di storia è il presidente Alessandro Lazzaro, che ripercorrendo tappe importanti, ricorda le persone, gli eventi e i momenti che hanno costruito l’anima del Circolo Tennis Palermo.

«Bisogna partire dai fondatori. Senza di loro il Circolo non esisterebbe. Aggiungo che la nostra storia è fatta anche da una grande comunità composta dai presidenti che mi hanno preceduto, dai dirigenti che si sono succeduti, dai tecnici, dagli atleti e dai soci che nel tempo hanno dato vita a una vera e propria famiglia». Una storia lunga cento anni è fatta di grandi appuntamenti, ma anche della capacità di superare difficoltà e trasformazioni.

Tra le pagine più importanti ricordate dal presidente c’è sicuramente quella legata alla realizzazione della nuova sede, vicino il Parco della Favorita e alla nascita dei Campionati Internazionali di Sicilia. «Uno dei momenti fondamentali è stata sicuramente l’inaugurazione della sede nel 1935, che coincide con la prima edizione dei Campionati Internazionali di Sicilia. È un evento che ha caratterizzato il nostro secolo di vita: abbiamo ospitato 52 edizioni e portato a Palermo il grande tennis internazionale».

Nel corso dei decenni il Circolo è stato teatro di sfide che hanno segnato la storia dello sport italiano. Campioni, tornei e incontri prestigiosi hanno trasformato i suoi campi in un palcoscenico internazionale. «Abbiamo organizzato 5 incontri di Coppa Davis, tra cui la semifinale Italia-Stati Uniti del 1995, che rappresenta sicuramente uno dei momenti più significativi. Abbiamo avuto anche un incontro di Federation Cup nel 2013. Sono eventi che hanno lasciato un segno nella storia del circolo e nella memoria della città».

Ma il percorso del Circolo Tennis Palermo non è stato privo di difficoltà. Anche un luogo così radicato nella vita cittadina ha dovuto affrontare momenti complessi, come l’incendio del 1975. «La nostra storia è fatta anche di momenti difficili. Nel 1975 la palazzina del circolo subì un incendio molto importante, ma la forza della nostra comunità ha permesso di superare anche quella fase. Il circolo ha sempre avuto la capacità di reagire grazie all’attaccamento dei soci e al senso di appartenenza che lo ha accompagnato per cento anni».

Tra i ricordi più emozionanti ci sono quelli legati ai grandi protagonisti del tennis mondiale, leggende di questo sport che hanno attraversato i campi del circolo. «Qui hanno giocato i più grandi tennisti da Rod Laver a Mats Wilander a Rafa Nadal e i nostri Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta ma uno dei momenti che ha lasciato una traccia importante nella nostra storia è stata la presenza nel 1979 di Björn Borg, che venne a giocare il Torneo Internazionale quando era numero uno del mondo. Fu premiato da un altro campione della politica, l’allora Presidente della Regione Piersanti Mattarella. Ma credo che un altro momento di grande valore, avvenuto quest’anno in primavera, sia stata la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha rappresentato un riconoscimento importante del ruolo storico e sociale del Circolo Tennis Palermo».

Il centenario arriva in una fase straordinaria per il tennis italiano. I successi dei campioni azzurri e la crescita del movimento giovanile hanno riportato questo sport al centro dell’attenzione nazionale. Per un circolo storico come quello palermitano, questo momento rappresenta una nuova occasione per aprirsi ancora di più alla città. «Questo momento straordinario va interpretato dando seguito al grande lavoro svolto dalla Federazione negli ultimi anni. Probabilmente è un dono avere il numero uno del mondo ma non è un caso avere oggi dei tanti giocatori ai vertici delle classifiche mondiali: dietro questi risultati c’è una programmazione importante».

La sfida, quindi, è avvicinare sempre più giovani al tennis e rendere lo sport uno strumento di crescita e inclusione. «Noi abbiamo il dovere di interpretare questo momento e di avvicinare più ragazzi possibile a questo sport. Per questo motivo ci apriremo alla città con iniziative dedicate ai giovani, coinvolgendo scuole e famiglie. L’obiettivo - aggiunge il presidente Lazzaro - è lavorare insieme all’amministrazione comunale per permettere ai ragazzi più meritevoli e anche a quelli che non hanno possibilità economiche di frequentare la nostra scuola tennis gratuitamente. Credo che questo sia uno dei compiti di un circolo come il nostro: dare opportunità e permettere ai talenti di emergere».

Il futuro del Circolo Tennis Palermo passa anche dalla capacità di trasformarsi in un luogo sempre più aperto, non soltanto sportivo, ma anche culturale e sociale. «La nostra sfida è rendere compatibile la tradizione con l’innovazione. Restiamo un circolo con una forte vocazione sportiva, ma vogliamo essere sempre più aperti alla città».

In questa direzione vanno le nuove iniziative pensate per il centenario: il primo sarà “il Tennis in piazza” il prossimo 25 settembre, monteremo un campo in Piazza Politeama per dare la possibilità a tutti i ragazzi dai 5 ai 16 anni di provare con il nostro staff tecnico questo sport meraviglioso; sarà un pomeriggio di festa che vedrà anche la presenza della campionessa Flavia Pennetta; ma proseguiremo con gli incontri della Serie A1 maschile e femminile aperti gratuitamente al pubblico, al ritorno del torneo internazionale professionistico, fino agli appuntamenti culturali, che possano fare apprezzare il circolo, la sua memoria e ogni angolo che abbia rappresentato la sua prestigiosa storia.

«Vogliamo che i palermitani possano conoscere questo luogo straordinario. Saremo una tappa de Le Vie dei Tesori, organizzeremo visite guidate, ospiteremo Piano City e momenti dedicati alla mostra sui cento anni del circolo. La nostra storia appartiene alla città e vogliamo raccontarla». Un patrimonio storico che può diventare anche un motore di turismo sportivo. I grandi eventi internazionali dimostrano infatti come lo sport possa generare attrattività, investimenti e nuove opportunità per i territori.

«La nostra storia internazionale è già importante grazie ai Campionati Internazionali di Sicilia e agli incontri di Coppa Davis. Oggi vogliamo riaffacciarci al circuito professionistico maschile con l’obiettivo di crescere progressivamente. È una sfida complessa, perché organizzare manifestazioni di questo livello richiede risorse importanti, ma Palermo e il tennis possono rappresentare un connubio molto forte».

Dopo cento anni, però, il vero traguardo non è soltanto celebrare il passato, ma costruire il futuro. Il sogno del presidente Lazzaro è quello di consegnare alle prossime generazioni un circolo ancora più moderno, inclusivo e vicino alle esigenze dei giovani. «Il Circolo deve innovarsi senza perdere la propria identità. Uno degli obiettivi è creare un’accademia dove i ragazzi che aspirano a diventare professionisti possano continuare il loro percorso di crescita. Dobbiamo ringiovanire la nostra compagine sociale – dichiara il presidente - e migliorare la qualità dei nostri servizi. Stiamo lavorando su progetti di ristrutturazione, sul miglioramento delle strutture e su un circolo sempre più sostenibile e attento all’ambiente».

Un secolo dopo la sua nascita, il Circolo Tennis Palermo continua così la sua partita più importante: quella con il tempo. Una partita giocata sui campi, ma soprattutto incentrata nella capacità di custodire una memoria preziosa e trasformarla sapientemente in futuro. Nel mondo alcuni luoghi appartengono a chi li vive, ma altri appartengono a un’intera comunità. Questo ciò che si percepisce entrando e calpestando i campi del Circolo del Tennis Palermo.

"Ciò che non si ricorda, non esiste più", scriveva il grande storico francese Marc Bloch, ricordandoci che la memoria non è nostalgia, ma una forma di responsabilità verso ciò che verrà. Dunque, custodire il ricordo è un esercizio di memoria. Ma non solo. Rappresenta uno strumento fondamentale, anzi necessario, per costruire uno splendido futuro da consegnare in eredità alle future generazioni.

E come scriveva Goethe "ciò che hai ereditato dai tuoi padri, riconquistalo, se vuoi possederlo davvero". Così il Circolo Tennis Palermo, da cento anni, custodendo e riconquistando la memoria, con un attento sguardo verso il futuro, continua a raccontare una parte della storia della nostra città.
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