A settembre il mondo guarda sotto terra: le grotte da ammirare a Palermo (e non solo)
Il 13 settembre è la data scelta dall’UNESCO per celebrare la Giornata mondiale delle Grotte e del Carsismo, per accendere i riflettori su questo patrimonio naturale
La grotta dell'Uzzo
Il 13 settembre il mondo guarda sotto la superficie della Terra. È la data scelta dall’UNESCO per celebrare la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, l’International Day of Caves and Karst (IDCK), una ricorrenza annuale nata per accendere i riflettori su un patrimonio naturale tanto prezioso quanto poco conosciuto.
Si tratta di un’occasione davvero unica per entrare fisicamente in totale sicurezza in uno degli ambienti più suggestivi del territorio palermitano e, allo stesso tempo, comprendere quanto ciò che si trova nel sottosuolo sia strettamente legato a ciò che accade in superficie. «Il mondo delle grotte e del carsismo resta sconosciuto ai più per la sua natura nascosta, lo scorrimento delle acque dalla superfice al sottosuolo lavora in modo invisibile ma tangibile» hanno dichiarato le associazioni promotrici dell’evento in una dichiarazione stampa.
«I paesaggi carsici si formano attraverso la dissoluzione di rocce solubili, dando origine a forme distintive sia in superficie che nel sottosuolo. Questi ambienti forniscono risorse vitali, tra cui l’acqua potabile per oltre un miliardo di persone, preservano una biodiversità unica e custodiscono testimonianze geologiche e culturali di inestimabile valore» hanno sottolineato gli esperti. Come ribadito dalle associazioni nel comunicato, le grotte non sono semplicemente cavità scavate nella roccia. Sono il risultato di processi geologici che agiscono lentamente e spesso invisibilmente, modellando il paesaggio nel corso di tempi lunghissimi.
La Grotta della Molara rappresenta invece una testimonianza concreta di questo universo nascosto. Inserita in una delle riserve speleologiche istituite dalla Regione Siciliana proprio con l’obiettivo di tutelare e valorizzare gli ambienti carsici, la Riserva restituisce al visitatore la percezione di un territorio che continua sotto i nostri piedi e che spesso rimane invisibile agli occhi.
Tra l’altro, circa il 30 per cento del territorio regionale è costituito da rocce carsificabili e presenta quindi, in forme differenti, paesaggi carsici, grotte e sistemi di circolazione delle acque sotterranee. Una ricchezza geologica che raramente emerge nella percezione quotidiana del territorio, ma che contribuisce in maniera importante a definirne la storia naturale.
La Grotta della Molara diventa così una porta d'accesso a una Sicilia meno conosciuta, quella che non si osserva dalle strade o dai belvedere, ma che si scopre scendendo nel sottosuolo. L'appuntamento del 13 settembre sarà quindi anche un'occasione di divulgazione e sensibilizzazione su un tema raramente affrontato dalla nostra popolazione. Le escursioni si svolgeranno per piccoli gruppi, con prenotazione obbligatoria, attraverso due turni, dalle 9.30 alle 11 e dalle 11.30 alle 13.00.
I partecipanti saranno accompagnati dagli operatori della Riserva e dagli speleologi dell'Associazione Naturalistica e Speleologica Le Taddarite, che guideranno i visitatori alla scoperta dell'ambiente ipogeo e delle sue caratteristiche. Se volete però visitare delle grotte non potendo partecipare all’evento di domenica prossima, la nostra regione offre diverse altre opzioni.
Sempre vicino a Palermo, sebbene si trovi in provincia di Trapani, c’è la famosa riserva della Grotta di Santa Ninfa, a cui si può accedere solo con personale esperto, che oltre alla grotta presenta anche un interessante museo naturalistico e un boschetto. Famose sono anche le grotte presenti all’interno della Riserva dello Zingaro, come la Grotta dell’Uzzo, e la Grotta Mangiapane, dove per Natale si organizza un famoso presepe vivente.
Sono invece più distanti la Grotta di Sant’Angelo Muxaro (Agrigento) e la Grotta di San Teodoro (Messina), dove è stata trovata Thea, la più antica rappresentante della nostra specie mai rinvenuta in Sicilia, oggi presente all’interno del Museo G.G. Gemmellaro di Palermo. Suggestive sono anche la Grotta di Grattara, sulle Madonie, e la Grotta preistorica di Gonato vicino Castelbuono.
Tutti in grotta
A Palermo, questa giornata trova nella Riserva naturale orientata Grotta della Molara il luogo in cui festeggiare l’evento. Proprio qui, infatti, si svolgerà l’iniziativa gratuita “Tutti in grotta appassionatamente”, organizzata dai Gruppi Ricerca Ecologia Sicilia, ente gestore della Riserva naturale, in collaborazione con l’Associazione Naturalistica e Speleologica Le Taddarite, nota nel territorio palermitano per svolgere diversi corsi di arrampicata e talvolta lo studio della chirotterofauna.Si tratta di un’occasione davvero unica per entrare fisicamente in totale sicurezza in uno degli ambienti più suggestivi del territorio palermitano e, allo stesso tempo, comprendere quanto ciò che si trova nel sottosuolo sia strettamente legato a ciò che accade in superficie. «Il mondo delle grotte e del carsismo resta sconosciuto ai più per la sua natura nascosta, lo scorrimento delle acque dalla superfice al sottosuolo lavora in modo invisibile ma tangibile» hanno dichiarato le associazioni promotrici dell’evento in una dichiarazione stampa.
«I paesaggi carsici si formano attraverso la dissoluzione di rocce solubili, dando origine a forme distintive sia in superficie che nel sottosuolo. Questi ambienti forniscono risorse vitali, tra cui l’acqua potabile per oltre un miliardo di persone, preservano una biodiversità unica e custodiscono testimonianze geologiche e culturali di inestimabile valore» hanno sottolineato gli esperti. Come ribadito dalle associazioni nel comunicato, le grotte non sono semplicemente cavità scavate nella roccia. Sono il risultato di processi geologici che agiscono lentamente e spesso invisibilmente, modellando il paesaggio nel corso di tempi lunghissimi.
Il carsismo
Il carsismo nasce principalmente dalla dissoluzione delle rocce solubili ad opera dell’acqua, che dalla superficie penetra nel sottosuolo, si infiltra nelle fratture e progressivamente modifica la struttura della roccia. È un lavoro silenzioso, quasi impercettibile nell'arco di una vita umana, ma capace di creare nel tempo un vero e proprio mondo sotterraneo, fatto di cavità, gallerie, concrezioni, sorgenti e percorsi dell’acqua.La Grotta della Molara rappresenta invece una testimonianza concreta di questo universo nascosto. Inserita in una delle riserve speleologiche istituite dalla Regione Siciliana proprio con l’obiettivo di tutelare e valorizzare gli ambienti carsici, la Riserva restituisce al visitatore la percezione di un territorio che continua sotto i nostri piedi e che spesso rimane invisibile agli occhi.
Tra l’altro, circa il 30 per cento del territorio regionale è costituito da rocce carsificabili e presenta quindi, in forme differenti, paesaggi carsici, grotte e sistemi di circolazione delle acque sotterranee. Una ricchezza geologica che raramente emerge nella percezione quotidiana del territorio, ma che contribuisce in maniera importante a definirne la storia naturale.
La Grotta della Molara diventa così una porta d'accesso a una Sicilia meno conosciuta, quella che non si osserva dalle strade o dai belvedere, ma che si scopre scendendo nel sottosuolo. L'appuntamento del 13 settembre sarà quindi anche un'occasione di divulgazione e sensibilizzazione su un tema raramente affrontato dalla nostra popolazione. Le escursioni si svolgeranno per piccoli gruppi, con prenotazione obbligatoria, attraverso due turni, dalle 9.30 alle 11 e dalle 11.30 alle 13.00.
I partecipanti saranno accompagnati dagli operatori della Riserva e dagli speleologi dell'Associazione Naturalistica e Speleologica Le Taddarite, che guideranno i visitatori alla scoperta dell'ambiente ipogeo e delle sue caratteristiche. Se volete però visitare delle grotte non potendo partecipare all’evento di domenica prossima, la nostra regione offre diverse altre opzioni.
Altre grotte da esplorare in Sicilia
Una delle grotte più facilmente accessibili vicine a Palermo è Grotta Carburangeli, gestita da Legambiente, sita nel comune di Carini, che da anni è visitabile dietro prenotazione ed è meta di numerose gite scolastiche. Un’altra grotta facilmente accessibile nel palermitano è Grotta Mazzamuto, ad Altavilla Milicia, sita nella riserva omonima.Sempre vicino a Palermo, sebbene si trovi in provincia di Trapani, c’è la famosa riserva della Grotta di Santa Ninfa, a cui si può accedere solo con personale esperto, che oltre alla grotta presenta anche un interessante museo naturalistico e un boschetto. Famose sono anche le grotte presenti all’interno della Riserva dello Zingaro, come la Grotta dell’Uzzo, e la Grotta Mangiapane, dove per Natale si organizza un famoso presepe vivente.
Sono invece più distanti la Grotta di Sant’Angelo Muxaro (Agrigento) e la Grotta di San Teodoro (Messina), dove è stata trovata Thea, la più antica rappresentante della nostra specie mai rinvenuta in Sicilia, oggi presente all’interno del Museo G.G. Gemmellaro di Palermo. Suggestive sono anche la Grotta di Grattara, sulle Madonie, e la Grotta preistorica di Gonato vicino Castelbuono.
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