Concerto - spettacolo a Palermo: le musiche di Gurdjieff e de Hartmann all'Orto Botanico
L'Orto Botanico di Palermo
Tra danze popolari e preghiere intime si muove il concerto-spettacolo dal titolo "La musica di Gurdjieff–de Hartmann Tra Oriente e Occidente" in programma sabato 5 settembre alle 19.30, all’Orto Botanico di Palermo. Le composizioni sono eseguite al pianoforte da Angela Pardo, mentre Giovanni Calcagno commenta il contesto storico, proponendo un’analisi sui vari aspetti di questa musica.
La collaborazione tra Georges Ivanovič Gurdjieff e il compositore russo Thomas de Hartmann rappresenta un unicum nella storia della musica del Novecento. A differenza delle tradizionali dinamiche tra maestro e allievo o tra librettista e musicista, il loro lavoro comune non fu mai subordinato, ma un incontro di mondi che diede vita a un linguaggio musicale inedito.
Gurdjieff, pur privo di formazione accademica, aveva raccolto lungo i suoi viaggi un immenso patrimonio di impressioni sonore provenienti dal Caucaso, dall’Asia Centrale, dal Medio Oriente e dalle liturgie ortodosse. De Hartmann, musicista colto, raffinato e pienamente inserito nella cultura musicale europea, seppe dare forma a quelle melodie semplici e visionarie, trasmettendone intatto lo spirito, ma rendendole accessibili anche all’orecchio occidentale.
Ne nacque una musica di straordinaria intensità, che non appartiene né interamente all’Oriente né all’Occidente, ma che vive nell’intersezione tra due mondi: da un lato il canto arcaico e rituale, dall’altro la ricerca armonica della tradizione europea.
Una musica che non indulge nello sviluppo formale, ma che procede per concentrazione, evocazione e mistero, parlando direttamente alla vita interiore dell’ascoltatore. L’ascolto di queste pagine diventa così un vero e proprio viaggio: un attraversamento che porta da melodie di dervisci a inni sacri, da danze popolari a preghiere intime, restituendo la visione gurdjieffiana di un’arte come veicolo di conoscenza, ponte fra culture e linguaggi. La consulenza ai testi è di Tito Rinesi.
Il concerto è prodotto da "La Casa dei Santi", con la collaborazione culturale del "Centro Italiano Studi sull’Uomo G.I. Gurdjieff – Palermo", ed è promosso da Coopculture per il Festival PrimaOnda.
La collaborazione tra Georges Ivanovič Gurdjieff e il compositore russo Thomas de Hartmann rappresenta un unicum nella storia della musica del Novecento. A differenza delle tradizionali dinamiche tra maestro e allievo o tra librettista e musicista, il loro lavoro comune non fu mai subordinato, ma un incontro di mondi che diede vita a un linguaggio musicale inedito.
Gurdjieff, pur privo di formazione accademica, aveva raccolto lungo i suoi viaggi un immenso patrimonio di impressioni sonore provenienti dal Caucaso, dall’Asia Centrale, dal Medio Oriente e dalle liturgie ortodosse. De Hartmann, musicista colto, raffinato e pienamente inserito nella cultura musicale europea, seppe dare forma a quelle melodie semplici e visionarie, trasmettendone intatto lo spirito, ma rendendole accessibili anche all’orecchio occidentale.
Ne nacque una musica di straordinaria intensità, che non appartiene né interamente all’Oriente né all’Occidente, ma che vive nell’intersezione tra due mondi: da un lato il canto arcaico e rituale, dall’altro la ricerca armonica della tradizione europea.
Una musica che non indulge nello sviluppo formale, ma che procede per concentrazione, evocazione e mistero, parlando direttamente alla vita interiore dell’ascoltatore. L’ascolto di queste pagine diventa così un vero e proprio viaggio: un attraversamento che porta da melodie di dervisci a inni sacri, da danze popolari a preghiere intime, restituendo la visione gurdjieffiana di un’arte come veicolo di conoscenza, ponte fra culture e linguaggi. La consulenza ai testi è di Tito Rinesi.
Il concerto è prodotto da "La Casa dei Santi", con la collaborazione culturale del "Centro Italiano Studi sull’Uomo G.I. Gurdjieff – Palermo", ed è promosso da Coopculture per il Festival PrimaOnda.
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