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A Palermo il rifugio per 50 gattini ha bisogno di voi: la raccolta per salvarli dall'inverno

Maria Grazia, volontaria che da otto anni si occupa di colonie feline, oggi cerca di dare una vita dignitosa a una cinquantina di trovatelli. L'intervista

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • 6 agosto 2026

Rifugio gatti

Parte a Palermo la raccolta fondi per costruire un rifugio coperto per una colonia felina a Tommaso Natale. Maria Grazia, volontaria che da otto anni si occupa di colonie feline, oggi cerca di dare una vita dignitosa a una cinquantina di gatti. In un pezzetto di terra a Tommaso Natale, lontano dal centro abitato, ha messo in salvo i felini. Quello che manca? Una copertura adeguata per l’inverno.

Tutto è cominciato circa un anno e mezzo fa: «Ho dovuto lasciare l'immobile in cui vivevo, sempre in affitto, proprio per le solite controversie che i condomini hanno nei confronti degli animali», racconta a Balarm Maria Grazia.

Fuori da quella casa c'era la sua colonia: censita, sterilizzata, accudita ogni giorno: «Ho dato loro sempre il giusto per farli vivere dignitosamente, non avevano neanche le ciotole dell'acqua all'esterno». Di fronte all'ennesimo scontro, la scelta è stata netta: «Sono andata via per mettere i gatti al sicuro il prima possibile, evitando di perdermi in discussioni».

Per un paio di mesi i gatti sono stati smistati tra volontari di fiducia. Poi è arrivato quel fazzoletto di terreno preso in affitto, distante dai palazzi: «Non puoi mettere cinquanta gatti sotto un condominio o in un recinto dove di fianco hai abitazioni».

È stata quindi aperta una prima raccolta fondi da 1.500 euro, che ha permesso di comprare rete e paletti per mettere la zona in sicurezza: «Sono lavori che purtroppo sono esosi, se li devi fare bene». E infatti, ammette lei stessa, la strada per i lavori da fare è ancora lunga.

Il rifugio, oggi, tiene i gatti in sicurezza ma resta esposto. «D'inverno sentono freddo. Ci sono le reti e qualche piccolo tettuccio, ma non ci sono le coperture laterali, lo spiovente non è fatto bene, quindi a volte con il vento piove anche all'interno». Manca persino la doppia porta: «Io so come devo aprire, ma se andasse qualcun altro al posto mio potrebbe scappare un gatto».

Da qui la nuova raccolta fondi. Che non è soltanto una richiesta di denaro: «Il mio intento è trovare supporto da qualsiasi punto di vista. Anche solo qualcuno che venga a vedere e possa mettersi a disposizione a contribuire in qualsiasi modo: costruendo box, casine di legno o altro».

L'obiettivo è rendere quel corridoio di terra un luogo confortevole, con aree separate: «Non si possono ammassare tutti i gatti in un'unica area».

Il tentativo della volontaria, oltre la creazione di un rifugio confortevole per gli animali, vuole anche essere quello di trovare una famiglia dove è possibile. Il problema, però, è che quelli che vivono lì non sono, per la maggior parte, gatti che troveranno facilmente casa.

Sono gatti del territorio, ma ci sono storie più difficili: una tripode che non ha mai trovato una famiglia, gattini recuperati troppo tardi e rimasti fragili, animali incidentati e operati, un gatto sopravvissuto a un incendio. Fulmine, per esempio: dopo il fumo respirato ha riportato una lesione ai turbinati e vive con uno scolo nasale perenne, con un rischio alto di sviluppare un tumore.

Qui la raccolta fondi.

«Non me la sentirei mai di dare un animale senza raccontarne vita, morte e miracoli - aggiunge -. Per loro serve un'adozione del cuore, qualcuno disposto ad accogliere un gatto che ha trovato il suo equilibrio pur portandosi addosso una storia».

Ad oggi la colonia è divisa: 32 gatti nel terreno di Tommaso Natale, una dozzina a casa sua, altri sei appoggiati da un'amica a Carini: «Sono territoriali, non puoi mescolarli agli altri». Ad accudirli? Lei, che ogni giorno se ne prende cura: «Offro assistenza h24. La mattina vado dalle nove fino a pranzo, poi nel tardo pomeriggio torno di nuovo a controllare che tutto sia a posto».

Restare lì, per ora, è l'unica strada possibile: trovare un altro terreno con le stesse caratteristiche, lontano dal centro urbano, non è semplice, e i costi dell'affitto lieviterebbero. Così, si impegna come può per garantire tutti i comfort possibili in quel lembo di terra, tramite i suoi sforzi e la raccolta fondi per la creazione del riparo per l’inverno.
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