MONDO SOLIDALE

Oltre 120 "trovatelli" hanno bisogno di voi: la raccolta per salvare un rifugio a Palermo

Oggi questa realtà costruita con anni di sacrifici rischia di non riuscire a garantire cure e assistenza: per questo motivo i volontari hanno lanciato un appello

Balarm
La redazione
  • 28 luglio 2026

Cane

C'è un rifugio a Palermo dove oltre 120 animali, tra cani e gatti abbandonati, hanno trovato una seconda casa grazie all'impegno e alla dedizione dell'associazione "SOS Primo Soccorso Cani e Gatti". Oggi, però, questa realtà costruita con anni di sacrifici rischia di non riuscire più a garantire cure e assistenza ai piccoli animali e per questo motivo i volontari hanno lanciato un appello.

Ogni giorno i volontari scelgono di non voltarsi dall’altra parte, gestendo un rifugio nato su un terreno confiscato alla mafia dove cani e gatti approdano dopo aver conosciuto l'abbandono, la sofferenza e il degrado. L'associazione a questo proposito ha lanciato una raccolta fondi per fronteggiare un debito con la clinica veterinaria a cui si appoggiano per garantire le cure.

Ad averci raccontato la sua storia è Rosaria Di Fiore, docente palermitana e volontaria che tramite una segnalazione fatta a Balarm, mette in luce una condizione di profondo disagio vissuta all'interno del rifugio che viene gestito principalmente da Francesca Cognato, una donna descritta da lei come «forte e coraggiosa che sta per spegnere 70 candeline». Nonostante l'età, quotidianamente si dedica a questa realtà grazie all'aiuto anche dei volontari. Per lei nessuno dei trovatelli è invisibile.

Dietro questa realtà, infatti, ci sono volti, storie e persone che ogni giorno lottano per tenere vivo il rifugio. A raccontare cosa accade tra quei cancelli è la stessa associazione, che descrive così il lavoro quotidiano dei volontari: «Noi li accogliamo cercando di curare le ferite del corpo e dell'anima per poi trovare loro una famiglia.

Molti dei nostri cani sono anche anziani, affetti da patologie importanti o da leishmaniosi. Alcuni hanno bisogno di cure continue, altri di interventi urgenti o ricoveri - scrive l'associazione -. Abbiamo sempre curato senza fare calcoli, indebitandoci in maniera molto importante con la clinica veterinaria.

Ora però siamo arrivati al limite e ci troviamo con un debito veterinario altissimo, che cresce di settimana in settimana. A questo si aggiungono le spese per acquistare cibo e farmaci e per fare manutenzione del terreno dove sorge il rifugio. Da soli non riusciamo più a sostenere tutto questo. Il rischio è reale: potremmo non riuscire più a garantire le cure veterinarie e, per chi accudisce animali bisognosi, dire “non possiamo fare nulla” è la cosa più devastante che esista».

Ma non si tratta soltanto del debito da estinguere: le donazioni vengono utilizzate anche per garantire cure, terapie e cibo, continuare ad accogliere e salvare animali in difficoltà e fare manutenzione del terreno su cui sorge il rifugio. Chiunque voglia dare una mano, può contribuire alla raccolta fondi con una donazione, anche di piccolo importo. Ogni gesto può fare la differenza.

Per accedere alla raccolta fondi basta cliccare qui.
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