A Palermo la scuola inizia tra i (soliti) problemi: aule calde, sporcizia e flop diserbo
Il primo grande nodo da affrontare sono le temperature che restano alte anche a metà settembre, ma non è finita qua. La scuola lotta con le solite emergenze
A pochi giorni dal suono della prima campanella, il quadro delle scuole siciliane è sempre il solito: temperature roventi nelle aule, servizi per gli studenti con disabilità praticamente inesistenti, marciapiedi impraticabili davanti agli istituti. L’anno scolastico, in Sicilia, partirà ufficialmente il 15 settembre.
La data non ammette alcuna proroga: è necessario erogare almeno 209 giorni di attività didattica, se non si inizia adesso, si rischia di finire l’anno scolastico dopo. Allora ecco che si dà il via all’anno scolastico, non importa che ci siano ancora diverse cose da sistemare nelle scuole per garantire al meglio il diritto allo studio.
La mancanza di apparecchiature adatte a reggere il clima (caldo o freddo che sia), non è di certo una novità; quest’anno, però, il problema è arrivato fino al comune: il sindaco Roberto Lagalla ha infatti emanato una direttiva che riconosce la necessità d’intervento di fronte alle condizioni climatiche estreme.
Un passo che l’Flc Cgil accoglie con favore, ma che non basta per rendere accessibile il diritto allo studio: «È necessario verificare le condizioni bioclimatiche e microclimatiche all’interno delle scuole anche a prescindere dal “bollino rosso”, che fortunatamente, secondo le attuali previsioni, non dovrebbe interessare Palermo nei prossimi giorni – dichiara il segretario Flc Cgil Palermo Fabio Cirino, in una nota -. Le condizioni esterne, infatti, non sempre corrispondono a quelle presenti nelle aule: esposizione al sole, scarsa ventilazione, caratteristiche degli edifici e assenza di sistemi di climatizzazione possono determinare situazioni di forte disagio termico anche senza un’allerta rossa».
C'è poi un altro chiarimento che la Flc Cgil ritiene necessario: «Un eventuale provvedimento di chiusura degli edifici per ragioni di sicurezza – continua Fabio Cirino - non determina automaticamente l’attivazione della Dad, che attiene all’organizzazione dell’attività didattica e alla normativa scolastica. Analogamente, la chiusura disposta dall’autorità per un evento eccezionale non può tradursi automaticamente in obblighi di recupero delle ore non lavorate a carico del personale docente e Ata. Spetta comunque all'istituzione scolastica l'eventuale riarticolazione dell'orario settimanale».
Aspetti tecnici che però dicono molto di quanto tutte le problematiche legate al mondo della scuola non vengano affrontate in modo strutturale, con una strategia complessiva, ma in modo emergenziale.
Ed è proprio la strategia complessiva che manca, secondo il consigliere comunale e presidente della commissione Attività produttive Ottavio Zacco, che pure difende, attraverso una nota, la scelta di non posticipare l'apertura delle scuole: «Non servono polemiche sull’apertura delle scuole qualche giorno prima o qualche giorno dopo. Serve una scelta strutturale. Può anche essere giusto non posticipare l’inizio dell’anno scolastico: rinviare l’apertura delle scuole significherebbe mettere in seria difficoltà migliaia di mamme e papà che lavorano. Il clima è cambiato e le nostre scuole devono adeguarsi.
La Regione Siciliana intervenga con un massiccio piano di finanziamento per dotare le scuole di ogni ordine e grado di impianti di climatizzazione adeguati, prevedendo contestualmente l’adeguamento degli impianti e delle potenze elettriche necessarie. Non possiamo pretendere che studenti, docenti e personale scolastico trascorrano ore in aule che, nei mesi più caldi, raggiungono temperature ormai difficilmente sostenibili».
Nello specifico, per i servizi integrativi, aggiuntivi e migliorativi (i cosiddetti Siam) risulterebbe ancora da completare il trasferimento delle risorse regionali alla Città Metropolitana, un ritardo su cui il consigliere metropolitano Antonino Randazzo e la deputata regionale Roberta Schillaci hanno già scritto al sindaco e al presidente della Regione, chiedendo risposte immediate.
Preoccupa poi il fronte del trasporto scolastico: «475 studenti hanno scelto il servizio tramite enti accreditati, mentre risulterebbe attualmente un solo soggetto accreditato, con il concreto rischio di non riuscire a soddisfare tutte le richieste - aggiunge Fabio Cirino – È necessario intervenire subito affinché nessuno resti privato del trasporto e dei servizi necessari alla frequenza scolastica».
A questo si aggiunge l'attesa per un ulteriore decreto dell'Usr Sicilia sull'assegnazione dei posti di sostegno in deroga, resa necessaria dalle nuove certificazioni e dalle richieste arrivate dalle scuole di tutta l'Isola: «Serve una programmazione tempestiva - conclude Cirino - perché nessuno studente con disabilità può iniziare l'anno scolastico senza i servizi e il sostegno necessari. Il diritto all'inclusione deve essere garantito dal primo giorno di scuola, non settimane dopo».
Il piano di diserbo annunciato in pompa magna dall'amministrazione, affidato in appalto a una ditta privata dallo scorso giugno, si è rivelato "un flop". Non per la mancanza di lavoro della ditta ma per una programmazione degli interventi che avrebbe ignorato le reali priorità del territorio: «L'Assessorato al Verde non ha mai coinvolto l’amministrazione locale nella programmazione delle priorità in termini di diserbo. Noi conosciamo il territorio centimetro per centimetro, lo viviamo, conosciamo i luoghi dove è necessario intervenire prima». Un mancato coinvolgimento che Federico definisce senza giri di parole "la mancata applicazione del decentramento".
I numeri, del resto, parlano chiaro: secondo l'ultimo cronoprogramma diffuso, il diserbo nella Seconda Circoscrizione partirà solo tra il 12 e il 19 settembre - cioè dopo l'inizio delle lezioni. Nel frattempo i lavori si sarebbero fermati anche per un problema imprevisto: tra l'erba anomala si troverebbe accumulata anche della spazzatura, che la ditta non avrebbe potuto rimuovere senza un intervento specifico da parte dell'Assessorato.
Il risultato è sotto gli occhi di chi ogni mattina accompagna i figli a scuola: marciapiedi divorati dalla vegetazione davanti alla Sperone Pertini di Brancaccio, e in via Fichidindia, dove perfino il percorso pedonale protetto da appositi archetti para-pedone - pensato per mettere in sicurezza gli studenti del liceo Danilo Dolci - risulterebbe ormai stracolmo di erbacce, trasformando una misura di sicurezza in un ostacolo in più.
Sul fronte strettamente strutturale - manutenzione degli edifici, riscaldamenti, aule fatiscenti - Federico ammette i limiti delle proprie competenze: «La responsabilità è della Città Metropolitana, non del Comune né della Circoscrizione, che pure si ritrova quotidianamente a ricevere le segnalazioni di famiglie, insegnanti e dirigenti scolastici come se fosse un problema suo».
Messi uno accanto all'altro, questi episodi disegnano un problema che va oltre la singola criticità stagionale. Il caldo che non trova una risposta strutturale, i servizi per la disabilità che restano sospesi fino all'ultimo momento utile, la manutenzione del verde che arriva sistematicamente in ritardo rispetto al bisogno: sono facce diverse della stessa difficoltà, quella di una macchina amministrativa - comunale, metropolitana e regionale - che fatica a programmare per tempo, delegando spesso all'emergenza ciò che richiederebbe pianificazione.
Non mancano, va detto, segnali di attenzione: la direttiva del sindaco sul caldo, l'attivazione del piano di diserbo, le richieste di intervento inoltrate da consiglieri e deputati regionali sono tutti tentativi di correre ai ripari. Ma la sensazione, condivisa da chi il territorio lo vive ogni giorno, è che si continui a intervenire dopo che il problema si è già manifestato, anziché prevenirlo. E così, ancora una volta, il 15 settembre arriva con studenti, famiglie e lavoratori della scuola pronti a fare il proprio ingresso in classe - ma con il fiato sospeso su quanto quella classe sarà davvero pronta ad accoglierli.
La data non ammette alcuna proroga: è necessario erogare almeno 209 giorni di attività didattica, se non si inizia adesso, si rischia di finire l’anno scolastico dopo. Allora ecco che si dà il via all’anno scolastico, non importa che ci siano ancora diverse cose da sistemare nelle scuole per garantire al meglio il diritto allo studio.
Le alte temperature
Guardando, però, le note diffuse in questi giorni da sindacati, come l’Flc Cgil, da consiglieri comunali e presidenti di Circoscrizione, o si ascoltano le voci di chi vive ogni giorno le scuole, esce il quadro di una macchina che non è ancora pronta a ripartire. Il primo grande nodo da affrontare sono le temperature che restano alte anche a metà settembre. Le aule di molti edifici scolastici del capoluogo, infatti, non sono attrezzate per reggerle.La mancanza di apparecchiature adatte a reggere il clima (caldo o freddo che sia), non è di certo una novità; quest’anno, però, il problema è arrivato fino al comune: il sindaco Roberto Lagalla ha infatti emanato una direttiva che riconosce la necessità d’intervento di fronte alle condizioni climatiche estreme.
Un passo che l’Flc Cgil accoglie con favore, ma che non basta per rendere accessibile il diritto allo studio: «È necessario verificare le condizioni bioclimatiche e microclimatiche all’interno delle scuole anche a prescindere dal “bollino rosso”, che fortunatamente, secondo le attuali previsioni, non dovrebbe interessare Palermo nei prossimi giorni – dichiara il segretario Flc Cgil Palermo Fabio Cirino, in una nota -. Le condizioni esterne, infatti, non sempre corrispondono a quelle presenti nelle aule: esposizione al sole, scarsa ventilazione, caratteristiche degli edifici e assenza di sistemi di climatizzazione possono determinare situazioni di forte disagio termico anche senza un’allerta rossa».
C'è poi un altro chiarimento che la Flc Cgil ritiene necessario: «Un eventuale provvedimento di chiusura degli edifici per ragioni di sicurezza – continua Fabio Cirino - non determina automaticamente l’attivazione della Dad, che attiene all’organizzazione dell’attività didattica e alla normativa scolastica. Analogamente, la chiusura disposta dall’autorità per un evento eccezionale non può tradursi automaticamente in obblighi di recupero delle ore non lavorate a carico del personale docente e Ata. Spetta comunque all'istituzione scolastica l'eventuale riarticolazione dell'orario settimanale».
Aspetti tecnici che però dicono molto di quanto tutte le problematiche legate al mondo della scuola non vengano affrontate in modo strutturale, con una strategia complessiva, ma in modo emergenziale.
Ed è proprio la strategia complessiva che manca, secondo il consigliere comunale e presidente della commissione Attività produttive Ottavio Zacco, che pure difende, attraverso una nota, la scelta di non posticipare l'apertura delle scuole: «Non servono polemiche sull’apertura delle scuole qualche giorno prima o qualche giorno dopo. Serve una scelta strutturale. Può anche essere giusto non posticipare l’inizio dell’anno scolastico: rinviare l’apertura delle scuole significherebbe mettere in seria difficoltà migliaia di mamme e papà che lavorano. Il clima è cambiato e le nostre scuole devono adeguarsi.
La Regione Siciliana intervenga con un massiccio piano di finanziamento per dotare le scuole di ogni ordine e grado di impianti di climatizzazione adeguati, prevedendo contestualmente l’adeguamento degli impianti e delle potenze elettriche necessarie. Non possiamo pretendere che studenti, docenti e personale scolastico trascorrano ore in aule che, nei mesi più caldi, raggiungono temperature ormai difficilmente sostenibili».
La disabilità a scuola
Se il caldo è il problema più visibile, ce n'è un altro che riguarda una parte più silenziosa e più fragile della comunità scolastica: gli studenti con disabilità. A pochi giorni dall'apertura delle scuole, la Flc Cgil Palermo denuncia ritardi che, di fatto, si ripropongono identici ogni anno. «È incredibile - dichiara Cirino - ritrovarsi puntualmente ogni anno, alla vigilia dell'apertura delle scuole, ad affrontare le stesse emergenze. Assistenza, trasporto e sostegno non sono servizi accessori, ma condizioni indispensabili per garantire realmente il diritto allo studio e all'inclusione».Nello specifico, per i servizi integrativi, aggiuntivi e migliorativi (i cosiddetti Siam) risulterebbe ancora da completare il trasferimento delle risorse regionali alla Città Metropolitana, un ritardo su cui il consigliere metropolitano Antonino Randazzo e la deputata regionale Roberta Schillaci hanno già scritto al sindaco e al presidente della Regione, chiedendo risposte immediate.
Preoccupa poi il fronte del trasporto scolastico: «475 studenti hanno scelto il servizio tramite enti accreditati, mentre risulterebbe attualmente un solo soggetto accreditato, con il concreto rischio di non riuscire a soddisfare tutte le richieste - aggiunge Fabio Cirino – È necessario intervenire subito affinché nessuno resti privato del trasporto e dei servizi necessari alla frequenza scolastica».
A questo si aggiunge l'attesa per un ulteriore decreto dell'Usr Sicilia sull'assegnazione dei posti di sostegno in deroga, resa necessaria dalle nuove certificazioni e dalle richieste arrivate dalle scuole di tutta l'Isola: «Serve una programmazione tempestiva - conclude Cirino - perché nessuno studente con disabilità può iniziare l'anno scolastico senza i servizi e il sostegno necessari. Il diritto all'inclusione deve essere garantito dal primo giorno di scuola, non settimane dopo».
Il diserbo
C'è poi un problema che non ha a che fare con le aule, ma con il tragitto che separa casa e scuola, e che nella Seconda Circoscrizione - quartieri Sperone, Ciaculli, Acqua dei Corsari - assume i contorni di un vero rischio quotidiano. Il presidente della seconda Circoscrizione, Giuseppe Federico, lo racconta senza mezzi termini: «I marciapiedi davanti a diversi istituti, tra cui due scuole superiori in via Fichidindia, risultano da settimane invasi da un'erba anomala mai rimossa, tanto da costringere famiglie e ragazzi a camminare in carreggiata, senza alcun percorso pedonale sicuro».Il piano di diserbo annunciato in pompa magna dall'amministrazione, affidato in appalto a una ditta privata dallo scorso giugno, si è rivelato "un flop". Non per la mancanza di lavoro della ditta ma per una programmazione degli interventi che avrebbe ignorato le reali priorità del territorio: «L'Assessorato al Verde non ha mai coinvolto l’amministrazione locale nella programmazione delle priorità in termini di diserbo. Noi conosciamo il territorio centimetro per centimetro, lo viviamo, conosciamo i luoghi dove è necessario intervenire prima». Un mancato coinvolgimento che Federico definisce senza giri di parole "la mancata applicazione del decentramento".
I numeri, del resto, parlano chiaro: secondo l'ultimo cronoprogramma diffuso, il diserbo nella Seconda Circoscrizione partirà solo tra il 12 e il 19 settembre - cioè dopo l'inizio delle lezioni. Nel frattempo i lavori si sarebbero fermati anche per un problema imprevisto: tra l'erba anomala si troverebbe accumulata anche della spazzatura, che la ditta non avrebbe potuto rimuovere senza un intervento specifico da parte dell'Assessorato.
Il risultato è sotto gli occhi di chi ogni mattina accompagna i figli a scuola: marciapiedi divorati dalla vegetazione davanti alla Sperone Pertini di Brancaccio, e in via Fichidindia, dove perfino il percorso pedonale protetto da appositi archetti para-pedone - pensato per mettere in sicurezza gli studenti del liceo Danilo Dolci - risulterebbe ormai stracolmo di erbacce, trasformando una misura di sicurezza in un ostacolo in più.
Sul fronte strettamente strutturale - manutenzione degli edifici, riscaldamenti, aule fatiscenti - Federico ammette i limiti delle proprie competenze: «La responsabilità è della Città Metropolitana, non del Comune né della Circoscrizione, che pure si ritrova quotidianamente a ricevere le segnalazioni di famiglie, insegnanti e dirigenti scolastici come se fosse un problema suo».
Messi uno accanto all'altro, questi episodi disegnano un problema che va oltre la singola criticità stagionale. Il caldo che non trova una risposta strutturale, i servizi per la disabilità che restano sospesi fino all'ultimo momento utile, la manutenzione del verde che arriva sistematicamente in ritardo rispetto al bisogno: sono facce diverse della stessa difficoltà, quella di una macchina amministrativa - comunale, metropolitana e regionale - che fatica a programmare per tempo, delegando spesso all'emergenza ciò che richiederebbe pianificazione.
Non mancano, va detto, segnali di attenzione: la direttiva del sindaco sul caldo, l'attivazione del piano di diserbo, le richieste di intervento inoltrate da consiglieri e deputati regionali sono tutti tentativi di correre ai ripari. Ma la sensazione, condivisa da chi il territorio lo vive ogni giorno, è che si continui a intervenire dopo che il problema si è già manifestato, anziché prevenirlo. E così, ancora una volta, il 15 settembre arriva con studenti, famiglie e lavoratori della scuola pronti a fare il proprio ingresso in classe - ma con il fiato sospeso su quanto quella classe sarà davvero pronta ad accoglierli.
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