A Palermo le proteste continuano, sono 7 le scuole occupate: "Siamo studenti di serie Z"
La protesta degli studenti non si ferma e proprio questa mattina sono stati occupati altri istituti. Nell'articolo vi raccontiamo quali sono e cosa dicono i ragazzi
Liceo Meli occupato
Non si fermano le proteste nelle scuole palermitane: questa mattina (27 ottobre), infatti, sale a 7 il numero degli istituti occupati in città. Ad aggiungersi alla lista di scuole in stato di occupazione, formata da Pio La Torre, Umberto I, Galilei e Rutelli, oggi ci sono anche il Meli e il plesso Guzzetta del Regina Margherita.
Nel frattempo, continuano i blocchi degli ingressi al Kiyohara, De Cosmi, Marco Polo e Catalano, continuando la scia di proteste che in queste settimane sta vedendo protagoniste le scuole palermitane.
Tra le rivendicazioni anche quella di rendere le scuole non soltanto luoghi da attraversare distrattamente, ma luoghi da rendere veramente a misura delle esigenze degli studenti: «Riteniamo fondamentale che le scuole diventino degli spazi vissuti dagli studenti e che ogni giorno accolgano quelle che sono le nostre istanze ed esigenze. Queste giornate di occupazione vogliono essere un inizio di questo percorso, in cui gli studenti vengono messi finalmente al centro, permettendoci di vivere una scuola veramente a misura di noi studenti».
Nel frattempo, continuano i blocchi degli ingressi al Kiyohara, De Cosmi, Marco Polo e Catalano, continuando la scia di proteste che in queste settimane sta vedendo protagoniste le scuole palermitane.
"Vogliamo una scuola a misura di studente"
«Da una settimana siamo in stato di agitazione – racconta a Balarm Fiamma Bellia del liceo Meli - abbiamo deciso di occupare perché siamo stanchi di vedere attorno a noi le scuole siciliane abbandonate a se stesse: viviamo giornalmente sulla nostra pelle le conseguenze dei continui tagli all’istruzione, evidentemente l’istruzione siciliana non è un argomento all’ordine del giorno all’interno delle sedi decisionali. Sentiamo un divario, che si fa ogni giorno sempre più grande, tra le scuole del Nord e le nostre. Siano stanchi di essere trattati come studenti di serie Z, siamo stanchi che l’istruzione non sia una priorità di chi sta al governo, pretendiamo che le nostre scuole vengano finanziate».Tra le rivendicazioni anche quella di rendere le scuole non soltanto luoghi da attraversare distrattamente, ma luoghi da rendere veramente a misura delle esigenze degli studenti: «Riteniamo fondamentale che le scuole diventino degli spazi vissuti dagli studenti e che ogni giorno accolgano quelle che sono le nostre istanze ed esigenze. Queste giornate di occupazione vogliono essere un inizio di questo percorso, in cui gli studenti vengono messi finalmente al centro, permettendoci di vivere una scuola veramente a misura di noi studenti».
I problemi di edilizia
Uno dei problemi che sicuramente non manca all’appello delle proteste di questi giorni è legato alle condizioni fatiscenti delle scuole siciliane: «Le condizioni delle scuole in Sicilia sono a dir poco disastrose, sono diversi i casi di pezzi di intonaco caduti in diverse scuole, spazi inadeguati o inesistenti, che costringono le classi a fare lezione nei luoghi più disparati, come palestre, corridoi o laboratori. Crediamo sia ingiusto costringere gli studenti a queste condizioni, che di fatto diventano un ostacolo per il diritto allo studio».|
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