SCUOLA E UNIVERSITÀ

A Unipa riparte la scuola di ginecologia e ostetricia: cos'è e cosa prevede il percorso

Cinque medici potranno accedere al nuovo percorso formativo. Nell'articolo i dettagli dell'attività ospedaliera, delle strutture coinvolte e gli obiettivi della scuola

Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    26 ottobre 2026

Medico

Dopo un anno di stop, la scuola di specializzazione in "Ginecologia e Ostetricia" dell’Università degli Studi di Palermo torna a formare i medici del futuro. Cure sempre più avanzate e un percorso dedicato interamente alle donne, che non le costringerà a cercare risposte fuori dalla Sicilia. È uno degli obiettivi di questa ripartenza, tra cui anche garantire una formazione specialistica di qualità.

Tutto sulla scuola di specializzazione

Il via libera è arrivato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con il Decreto Direttoriale n. 162 del 14 settembre 2026, che ha ufficializzato il riaccreditamento della Scuola. Saranno cinque i medici ammessi al nuovo percorso di formazione specialistica, che integra attività universitaria, assistenza ospedaliera e ricerca scientifica. La sede principale sarà l’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, diretta dal professor Antonio Simone Laganà, che guiderà anche la Scuola.

Le parole del rettore Midiri

Il riaccreditamento recupera un presidio strategico per la formazione dei futuri specialisti: «Il riaccreditamento della Scuola - dichiara il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri - rappresenta un investimento sul futuro dell’Università e della sanità siciliana. Rafforzare la formazione specialistica significa creare opportunità per i giovani medici, valorizzare le competenze presenti sul territorio e migliorare la qualità dell’assistenza. Vogliamo che Palermo sia sempre più un luogo in cui i professionisti possano formarsi e crescere, offrendo alle pazienti risposte qualificate e contribuendo a ridurre la necessità di rivolgersi a strutture fuori dalla Sicilia».

La Scuola potrà contare su una rete formativa che coinvolge strutture pubbliche e private della Sicilia occidentale: il Policlinico universitario Paolo Giaccone, l’ARNAS Civico-Di Cristina-Benfratelli, gli ospedali Sant’Antonio Abate di Trapani, Salvatore Cimino di Termini Imerese e G. F. Ingrassia di Palermo, l’ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, le case di cura Candela e Villa Serena e il centro ANDROS.

Il programma

Nel piano formativo sono previste chirurgia ginecologica mini-invasiva, laparoscopia e isteroscopia avanzate, medicina della riproduzione, ginecologia oncologica, uroginecologia, diagnosi prenatale e medicina materno-fetale. Tra queste anche una formazione specifica nella gestione delle gravidanze ad alto rischio e delle emergenze ostetriche, con attenzione all’esperienza pratica e alla progressiva acquisizione di autonomia clinica e chirurgica.

La nuova fase punta, inoltre, a rafforzare la ricerca e le collaborazioni con centri nazionali e internazionali, favorendo la partecipazione degli specializzandi a progetti scientifici e percorsi di formazione avanzata.

«È un risultato che considero soprattutto una responsabilità verso i giovani medici e le donne del nostro territorio. Abbiamo lavorato per ripristinare tutti i requisiti richiesti, grazie alla collaborazione tra Università, Direzioni Sanitarie e strutture coinvolte. Ora l’obiettivo è offrire agli specializzandi una formazione solida e qualificata, capace di tradursi in cure sempre più efficaci e accessibili», sottolinea il professor Antonio Simone Laganà.
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