SCUOLA E UNIVERSITÀ

A Palermo migliaia di studenti in piazza: "Sicilia combatti unita per il tuo futuro"

Oggi Palermo si è svegliata con tantissimi studenti in piazza, ma il numero è destinato a crescere. Vi raccontiamo che sta succedendo durante la mobilitazione

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • Pubblicato il
    23 ottobre 2026

Sciopero del 23 ottobre (foto di Nicoletta Sanfratello)

Il gran giorno è arrivato: tantissimi studenti stanno scendendo in piazza a Palermo per la tanto attesa manifestazione di questo venerdì mattina (23 ottobre). Attualmente si contano più di 3mila ragazzi, ma all'appello mancano ancora alcuni istituti che in mattinata si uniranno alla protesta. Al loro fianco anche gli universitari. Le strade invase da striscioni, da urla e da rivendicazioni: «Non si vede la fine», dicono i ragazzi.

Il corteo è partito alle 9.30 da piazza Marina e, come vi abbiamo già raccontanto nei precedenti articoli, i motivi della protesta nascono da un malcontento generale per le condizioni su cui versa la scuola, per il caro vita e per l’aumento del costo dei carburanti che stanno mettendo in ginocchio il Sud.

La settimana già si è aperta con svariati blocchi agli ingressi delle scuole, cominciando dal Finocchiaro Aprile, Majorana, Pio La Torre, il Meli, il Volta, il Medi, il Vittorio Emanuele III, il Cassarà, il Catalano, il Ferrara, l'Einstein, il Majorana e il Nautico, di cui gli studenti hanno anche dato vita ad una manifestazione spontanea verso il porto a sostegno degli autotrasportatori.

Nel corteo di oggi si rinnova la solidarietà agli agricoltori e agli autotrasportatori siciliani, protagonisti nelle ultime settimane delle mobilitazioni contro il caro carburante e l’aumento dei costi. Un legame che, per la Rete Studentesca, nasce dalla necessità di mettere al centro i bisogni delle persone e il futuro della Sicilia, in una terra in cui spesso mancano opportunità formative e lavorative delle giovani generazioni. «Siamo in piazza anche per rivendicare il diritto a restare in Sicilia - spiega Gabriele Saeli del liceo scientifico Einstein -. Non vogliamo essere costretti ad andare via per poter immaginare e costruire il nostro futuro».

"Vogliamo essere ascoltati"

A spiegare le ragioni della mobilitazione è Gaia Ragusa, della Rete Studentesca Palermo: «Oggi decine e decine di scuole palermitane hanno deciso di scendere in piazza per ribadire che noi studenti pretendiamo di essere ascoltati. Non si può più vivere in scuole dove rischiamo di vederci crollare il tetto addosso, dove non ci sono gli impianti di riscaldamento, dove siamo costretti alla fine degli studi ad andare via dalla nostra terra. Per questo abbiamo deciso di scendere in piazza, di portare avanti tutte quelle istanze che si sono presentate nelle proteste di queste settimane per ribadire ancora una volta che pretendiamo i nostri spazi».

«Perché i nostri fondi non arrivano - urlano gli studenti -. Perché siamo costretti a condizioni strutturali decadenti? Non siamo certo studenti di serie B, pretendiamo rispetto».

"Siamo uniti per dire basta"

Continua la protesta: «Studenti siciliani prendiamo parte a queste lotte. Noi vogliamo un futuro che si costruisca assieme perché anche noi vogliamo che le prossime generazioni vivano in una Sicilia migliore di questa. Pretendiamo il diritto di stare nella nostra terra. Questa piazza è piena, siamo tutte le scuole di Palermo e province. Siamo uniti per dire basta».

Il sostegno della Cgil Palermo

La Cgil Palermo si schiera al fianco degli studenti: «Le agitazioni studentesche di queste settimane, che hanno coinvolto anche Palermo, sono un segnale importante – dichiarano il segretario Cgil Palermo Dario Fazzese e la responsabile Giovani Cgil Palermo Olga Giunta - Ci parlano di un rinnovato bisogno di partecipazione da parte di una generazione che da troppi è stata indicata come "disinteressata" e che, al contrario, già a partire dalle manifestazioni di solidarietà al popolo palestinese e alla grande partecipazione al voto in occasione del referendum, dimostra di avere idee chiare e di non essere disposta a delegare ad altri il proprio protagonismo sociale. Per queste ragioni come Cgil Palermo sentiamo il bisogno di essere al loro fianco».

«Siamo convinti – aggiungono Fazzese e Giunta - che un’onda lunga di iniziative, a partire dalla manifestazione di domani e fino allo sciopero generale del 20 novembre, che vedrà ancora una volta l’alleanza tra studenti e lavoratori, possa essere una premessa importante per determinare un cambiamento reale del paese. Lo stesso tema della manifestazione, l’edilizia scolastica, si incrocia perfettamente con il tema della sicurezza dei luoghi di lavoro. Per noi sono battaglie centrali che mettono in evidenza come, nell’attuale contesto, gli interessi economici spesso prevalgano sui bisogni delle persone».

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