Mattina di fuoco a Palermo: pure gli studenti protestano, bloccati gli ingressi delle scuole
Dalle aule inadeguate agli edifici fatiscenti, cresce la protesta degli studenti palermitani. Diversi istituti si mobilitano e chiedono interventi concreti
Protesta degli studenti
Settimana di fuoco nelle scuole palermitane: gli studenti da giorni si mobilitano, bloccando gli ingressi con presidi organizzati davanti le scuole. Le ragioni sono diverse, dai problemi strutturali dei singoli istituti, legati alle infrastrutture fatiscenti, alla lotta contro il caro carburante e contro l’emigrazione forzata dalla Sicilia.
Tutti i presidi rimandano al corteo che venerdì 23 ottobre è previsto a piazza Marina, che vedrà protestare tutti gli studenti di Palermo. Tra le scuole che tra ieri e questa mattina (20 ottobre) hanno protestato: Finocchiaro Aprile, Majorana, Pio La Torre, il Meli, il Volta, il Medi e il Vittorio Emanuele III. Attualmente questi istituti non sono occupati.
Il liceo Meli, invece, si batte contro la mancata comunicazione con la dirigenza e la mala gestione della vita scolastica: gli studenti si sentono da tempo ignorati e chiedono un confronto. Alche all’ ITET Medi gli studenti denunciano delle problematiche strutturali delle due sedi, sia centrale che succursale, e degli screzi avuti in merito alla gestione della ricreazione. Non mancano neanche i problemi legati all’igiene e alla presenza di topi nelle scuole: comuni al Volta, al Pio La Torre e al Vittorio Emanuele III.
Parliamo di connessione internet scarsa e poco affidabile, di computer e sistemi informatici obsoleti, di bagni che non sono nelle condizioni che una scuola dovrebbe garantire, di problemi di igiene, di campetti sportivi distrutti, di spazi sportivi ridotti e di spogliatoi usurati. E poi ci sono i problemi strutturali: gli allagamenti dei parcheggi quando piove e una serie di interventi che sembrano sempre essere rimandati a domani.
Noi non chiediamo privilegi. Chiediamo una scuola normale. Una scuola sicura, pulita, moderna e dignitosa. Chiediamo che i soldi destinati all'istruzione vengano trasformati in interventi concreti. Chiediamo che gli studenti vengano ascoltati prima che i problemi diventino emergenze.
Non siamo qui per attaccare una singola persona. Siamo qui per chiedere responsabilità a tutte le istituzioni che hanno il compito di garantire il diritto allo studio. Perché il diritto allo studio non significa soltanto avere un'aula e un banco.
Significa poter studiare in un ambiente dignitoso, avere strumenti funzionanti, poter fare educazione fisica in strutture adeguate e sentirsi rispettati. Noi siamo il presente della scuola, non soltanto il suo futuro. E oggi chiediamo una cosa molto semplice: meno promesse e più interventi. La nostra scuola non ha bisogno di altre parole. Ha bisogno di soluzioni».
In aggiornamento
Tutti i presidi rimandano al corteo che venerdì 23 ottobre è previsto a piazza Marina, che vedrà protestare tutti gli studenti di Palermo. Tra le scuole che tra ieri e questa mattina (20 ottobre) hanno protestato: Finocchiaro Aprile, Majorana, Pio La Torre, il Meli, il Volta, il Medi e il Vittorio Emanuele III. Attualmente questi istituti non sono occupati.
La protesta degli studenti
I motivi della protesta sono i più disparati: gli studenti dell’istituto Magistrale Camillo Finocchiaro Aprile chiedono la succursale, denunciando la grave mancanza di spazi della scuola. Questa condizione porta infatti ad un grave sovraffollamento delle aule e alla necessità di svolgere le lezioni in luoghi non adibiti alla didattica frontale, come la palestra.Il liceo Meli, invece, si batte contro la mancata comunicazione con la dirigenza e la mala gestione della vita scolastica: gli studenti si sentono da tempo ignorati e chiedono un confronto. Alche all’ ITET Medi gli studenti denunciano delle problematiche strutturali delle due sedi, sia centrale che succursale, e degli screzi avuti in merito alla gestione della ricreazione. Non mancano neanche i problemi legati all’igiene e alla presenza di topi nelle scuole: comuni al Volta, al Pio La Torre e al Vittorio Emanuele III.
"Vogliamo essere ascoltati"
«Oggi protestiamo perché - dice a Balarm Fiamma Bellia, studentessa del liceo Meli - vogliamo chiarire il fatto che le scuole sono degli studenti, sono di chi le vive ogni giorno: vogliamo essere ascoltati al di là dei nostri problemi, che sono sia strutturali ma dipendono anche da una mala gestione della vita scolastica che c’è in questa scuola. Vogliamo che questa scuola migliori, vogliamo che le cose cambino, vogliamo che ci sia un dialogo aperto e costante che non è mai stato garantito»."Qui dovremmo costruire il nostro futuro"
A farsi sentire sono anche gli studenti dell'istituto Alessandro Volta che chiedono interventi concreti per migliorare le condizioni della scuola:«Oggi siamo qui non per creare problemi, ma per parlare dei problemi che viviamo ogni giorno. La nostra scuola dovrebbe essere il luogo in cui costruiamo il nostro futuro. Eppure ci troviamo ancora a dover parlare di problemi che non sono nuovi e che continuano a essere rimandati.Parliamo di connessione internet scarsa e poco affidabile, di computer e sistemi informatici obsoleti, di bagni che non sono nelle condizioni che una scuola dovrebbe garantire, di problemi di igiene, di campetti sportivi distrutti, di spazi sportivi ridotti e di spogliatoi usurati. E poi ci sono i problemi strutturali: gli allagamenti dei parcheggi quando piove e una serie di interventi che sembrano sempre essere rimandati a domani.
Noi non chiediamo privilegi. Chiediamo una scuola normale. Una scuola sicura, pulita, moderna e dignitosa. Chiediamo che i soldi destinati all'istruzione vengano trasformati in interventi concreti. Chiediamo che gli studenti vengano ascoltati prima che i problemi diventino emergenze.
Non siamo qui per attaccare una singola persona. Siamo qui per chiedere responsabilità a tutte le istituzioni che hanno il compito di garantire il diritto allo studio. Perché il diritto allo studio non significa soltanto avere un'aula e un banco.
Significa poter studiare in un ambiente dignitoso, avere strumenti funzionanti, poter fare educazione fisica in strutture adeguate e sentirsi rispettati. Noi siamo il presente della scuola, non soltanto il suo futuro. E oggi chiediamo una cosa molto semplice: meno promesse e più interventi. La nostra scuola non ha bisogno di altre parole. Ha bisogno di soluzioni».
"Siamo stanchi di non avere spazi adeguati"
Anche gli studenti del Finocchiaro Aprile presenti: «Lunedi 19 ottobre abbiamo deciso di protestare da entrambe le sedi del nostro liceo ci siamo ritrovati davanti ai cancelli del plesso Paternò per far sentire la nostra voce - ci racconta Gaia Ragusa studentessa del liceo -. Siamo stanchi di dover continuare a studiare senza gli spazi adeguati e ad essere costretti a seguire le lezioni in aule che dovrebbero essere adibite ad altro. Come studenti del Finocchiaro pretendiamo che si trovi una soluzione a tutto ciò e per questo venerdì 23 ottobre anche noi saremo in piazza alle ore 9:00 a piazza verdi per il corteo studentesco chiamato dalla Rete Studentesca Palermo».In aggiornamento
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