CRONACA

Quinto giorno di sciopero, tir fermi in strada a Palermo: atteso l'incontro con Salvini

Proseguono i presidi degli autotrasportatori in città, dal porto a via Oreto. Scaffali vuoti nei supermercati, scarseggia anche il carburante: trasporti a rischio

Anna Follari
Giornalista
  • Pubblicato il
    20 ottobre 2026

Il presidio di tir lungo via Oreto a Palermo (foto Balarm)

Un altro giorno di traffico rallentato, presidi sulle strade e proteste a Palermo: oggi l’incontro a Milano con il ministro Salvini potrebbe fermare la mobilitazione degli autotrasportatori. Giunti al quinto giorno di agitazione, gli effetti sono ormai evidenti: non solo scaffali vuoti nei supermercati e carenze di provviste, ma anche disagi ai distributori di carburante sempre più a secco e diverse linee di pullman costrette a saltare alcune corse.

Al momento si registrano diversi presidi degli autotrasportatori, fermi che non forniscono alcun blocco alla viabilità ma solo rallentamenti: in via Crispi, nei pressi dell’uscita dei mezzi dal porto, alla rotonda di via Oreto e in uno slargo della stessa via prima del ponte (vedi foto).

Dita incrociate per l'appuntamento convocato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: oggi alle 15.00 sono stati chiamati i rappresentanti degli autotrasportatori siciliani (Cts) per la firma del protocollo d’intesa con tutte le richieste avanzate dalla categoria.

"Danni fino a 50 milioni di euro”

Se da un lato la protesta potrebbe comportare una svolta importante nella soluzione dei problemi, il bilancio di cinque giorni di stop potrebbe piacere un po’ meno: a lanciare l’allarme è Confcommercio Sicilia, che parla di un bilancio compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro.

«La situazione è estremamente preoccupante e conferma ancora una volta quanto la Sicilia sia vulnerabile sul piano logistico – dichiara Gianluca Manenti, presidente di Confcommercio Sicilia - bastano poche ore di rallentamento nella catena dei rifornimenti per produrre effetti immediati sugli scaffali dei supermercati, sulle attività commerciali e sulla capacità delle imprese di rispondere alla domanda dei consumatori. Il rischio è che, con il protrarsi del blocco, si registri un calo dei fatturati giornalieri che in alcune attività può raggiungere il 30-40%, con inevitabili ripercussioni sull’intero sistema economico regionale».

Nessun blocco stradale

Mancano poche ore alla possibile revoca della protesta. Il comitato dei trasportatori siciliani (Cts) ha ribadito la linea pacifica, prendendo le distanze da manifestazioni parallele di altre categorie o sigle: «Fin dall’inizio della protesta, il Cts ha chiesto un intervento urgente del Governo per contrastare il caro carburante e l'impennata dei costi dei biglietti marittimi. Tutti i mezzi della sigla rimarranno fermi all’interno dei rispettivi piazzali aziendali in attesa di un confronto diretto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, finalizzato alla sottoscrizione degli impegni necessari per lo sblocco dei fondi destinati all'autotrasporto.

Il Cts ci tiene a chiarire la propria totale indipendenza da altre categorie o sigle sindacali. Pur condividendo l'emergenza legata al costo del gasolio, l'organizzazione ha scelto di non unirsi ad altre manifestazioni per evitare strumentalizzazioni e sovrapposizioni di istanze diverse: non abbiamo nulla contro i colleghi artigiani tuttavia le nostre aziende affrontano problematiche strutturali differenti».

Disagi anche nella raccolta dei rifiuti

La Rap avvisa disservizi nella raccolta dei rifiuti: «Si informano i cittadini che, a causa dello sciopero nazionale indetto dal comparto autotrasportatori, che sta rallentando la viabilità sulla A19 (Palermo - Catania) e bloccando diversi svincoli, compreso quello di via Oreto, si stanno verificando rallentamenti nei servizi di raccolta differenziata, nelle forniture di gasolio negli autoparchi, presso i Centri Comunali di Raccolta e presso l’area impianti.

I mezzi di servizio - prosegue la nota di Rap - non possono conferire celermente presso le piattaforme e gli impianti di trattamento situati fuori dal territorio comunale causando rallentamenti nel ritiro degli ingombranti e dei RAEE, nello svuotamento dei cassoni scarrabili e nei conferimenti delle frazioni differenziate (in particolare la plastica e l’organico).

Risultano, inoltre, bloccate in autostrada - conclude -anche le autocisterne dedicate al prelievo e al trasporto del percolato di Bellolampo. La situazione è al momento sotto controllo, al netto di alcuni inevitabili disservizi, con l'auspicio che la situazione torni normale in brevissimo tempo».
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

LEGGI ANCHE