Imparare con l'intelligenza emotiva: da Palermo il progetto che cambia la scuola
Un nuovo modo di insegnare che mette al centro le emozioni degli studenti: tutti i dettagli sul progetto concluso a cui ha preso parte anche l'Università di Palermo
La riunione Malaga del progetto “Emotional Intelligence Approach on Teaching Methods”
Insegnare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma anche comprendere e valorizzare le emozioni che accompagnano ogni esperienza di apprendimento: sono questi i capisaldi del progetto "Emotional Intelligence Approach on Teaching Methods”, di cui vi avevamo già parlato.
La curiosità, l'entusiasmo e il senso di fiducia possono favorire la partecipazione e la motivazione, mentre la paura di sbagliare, l'ansia e la frustrazione possono ostacolare il rapporto con lo studio. Riconoscere queste dinamiche significa offrire agli insegnanti strumenti ulteriori per interpretare i bisogni degli studenti e costruire ambienti educativi capaci di favorire non soltanto l'acquisizione di competenze, ma anche la crescita personale.
L'iniziativa che ha visto Unipa protagonista punta a ripensare i metodi di insegnamento attraverso la valorizzazione dell'intelligenza emotiva, riconoscendo nelle emozioni una componente fondamentale dei processi di apprendimento, della relazione educativa e del benessere scolastico.
L’incontro ha visto coinvolti professionisti dell’educazione e studenti, con l’obiettivo di scambiare e diffondere buone pratiche, risorse e metodologie per creare ambienti educativi più sicuri, inclusivi ed emotivamente intelligenti.
Il progetto, sviluppato nel biennio 2024-2026 e cofinanziato dall'Unione Europea, ha visto il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell'Esercizio Fisico e della Formazione dell'Università degli Studi di Palermo, sotto la guida scientifica della professoressa Antonella D'Amico.
Uno degli aspetti più significativi dell'iniziativa riguarda proprio la formazione degli insegnanti, chiamati a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle degli studenti, imparando a riconoscerle, comprenderle e gestirle nella quotidianità della relazione educativa.
Il percorso progettuale ha portato alla realizzazione di strumenti operativi, tra cui un corso di formazione online gratuito rivolto ai docenti delle scuole secondarie e una guida metodologica pensata per favorire l'integrazione dell'intelligenza emotiva nella progettazione didattica.
L'iniziativa ha evidenziato come l'educazione emotiva possa diventare uno strumento concreto per migliorare il clima in classe, rafforzare la partecipazione degli studenti e favorire relazioni educative fondate sull'ascolto, sull'empatia e sul rispetto delle differenze individuali.
Qui il docente assume un ruolo ancora più complesso e significativo e si trasforma in una figura capace di accompagnare gli studenti nello sviluppo delle competenze cognitive, emotive e relazionali, senza perdere di vista l'unicità di ciascun percorso di crescita.
La riunione finale di Malaga segna la conclusione delle attività progettuali, ma apre al tempo stesso una prospettiva di continuità, affidata alla diffusione degli strumenti sviluppati e alla possibilità che le metodologie sperimentate diventino parte integrante delle pratiche educative nelle scuole europee.
La curiosità, l'entusiasmo e il senso di fiducia possono favorire la partecipazione e la motivazione, mentre la paura di sbagliare, l'ansia e la frustrazione possono ostacolare il rapporto con lo studio. Riconoscere queste dinamiche significa offrire agli insegnanti strumenti ulteriori per interpretare i bisogni degli studenti e costruire ambienti educativi capaci di favorire non soltanto l'acquisizione di competenze, ma anche la crescita personale.
L'iniziativa che ha visto Unipa protagonista punta a ripensare i metodi di insegnamento attraverso la valorizzazione dell'intelligenza emotiva, riconoscendo nelle emozioni una componente fondamentale dei processi di apprendimento, della relazione educativa e del benessere scolastico.
Tutto sul nuovo progetto
Si è svolta nella scuola IES Belén di Malaga, in Spagna, la riunione finale del progetto europeo Erasmus+ con i partner del progetto “Emotional Intelligence Approach on teaching Methods”, e tra questi l’Università degli Studi di Palermo, che si sono riuniti in Spagna per la Conferenza Finale.L’incontro ha visto coinvolti professionisti dell’educazione e studenti, con l’obiettivo di scambiare e diffondere buone pratiche, risorse e metodologie per creare ambienti educativi più sicuri, inclusivi ed emotivamente intelligenti.
Il progetto, sviluppato nel biennio 2024-2026 e cofinanziato dall'Unione Europea, ha visto il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell'Esercizio Fisico e della Formazione dell'Università degli Studi di Palermo, sotto la guida scientifica della professoressa Antonella D'Amico.
La formazione degli insegnanti
L'incontro conclusivo ha rappresentato il momento di sintesi di un percorso di cooperazione internazionale che ha coinvolto, oltre all'Ateneo palermitano, organizzazioni e istituzioni educative di Spagna, Portogallo, Finlandia e Romania, accomunate dall'obiettivo di promuovere una didattica più consapevole, inclusiva e attenta alla dimensione emotiva degli studenti.Uno degli aspetti più significativi dell'iniziativa riguarda proprio la formazione degli insegnanti, chiamati a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle degli studenti, imparando a riconoscerle, comprenderle e gestirle nella quotidianità della relazione educativa.
Il percorso progettuale ha portato alla realizzazione di strumenti operativi, tra cui un corso di formazione online gratuito rivolto ai docenti delle scuole secondarie e una guida metodologica pensata per favorire l'integrazione dell'intelligenza emotiva nella progettazione didattica.
Unipa ha preso parte al progetto
L'Università di Palermo ha dato il suo contributo significativo, promuovendo occasioni di formazione, sperimentazione e confronto con il mondo della scuola. Tra queste, l'incontro organizzato nel settembre 2026 presso il Liceo Linguistico Statale “Ninni Cassarà” di Palermo, durante il quale sono stati presentati i risultati del progetto e le esperienze degli insegnanti coinvolti nella sperimentazione delle nuove metodologie.L'iniziativa ha evidenziato come l'educazione emotiva possa diventare uno strumento concreto per migliorare il clima in classe, rafforzare la partecipazione degli studenti e favorire relazioni educative fondate sull'ascolto, sull'empatia e sul rispetto delle differenze individuali.
Qui il docente assume un ruolo ancora più complesso e significativo e si trasforma in una figura capace di accompagnare gli studenti nello sviluppo delle competenze cognitive, emotive e relazionali, senza perdere di vista l'unicità di ciascun percorso di crescita.
La riunione finale di Malaga segna la conclusione delle attività progettuali, ma apre al tempo stesso una prospettiva di continuità, affidata alla diffusione degli strumenti sviluppati e alla possibilità che le metodologie sperimentate diventino parte integrante delle pratiche educative nelle scuole europee.
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