A Palermo altre 3 scuole occupate, gli studenti: "Preoccupati per il nostro futuro"
Se da un lato abbiamo le assemblee e i blocchi delle entrate, dall’altro gli studenti di Pio La Torre, Galilei e Rutelli hanno scelto di occupare. Le interviste
La scuola Pio La Torre occupato
Non si fermano le proteste delle scuole palermitane, dopo il corteo del 23 ottobre che ha visto 5.000 studenti riversarsi per le strade del capoluogo, i ragazzi non si fermano. Questa mattina (26 ottobre), infatti, diversi istituti hanno continuato le loro proteste: Catalano, Pio La Torre, Cannizzaro, Kiyohara, Galilei e Rutelli.
Se da un lato abbiamo le assemblee e i blocchi delle entrate di Catalano, Cannizzaro e Kyohara, dall’altro gli studenti di Pio La Torre, Galilei e Rutelli hanno scelto lo strumento dell’occupazione per continuare la loro protesta.
L’I.I.S.S. Pio La Torre è in stato di agitazione dalla scorsa settimana: già lunedì scorso (19 ottobre) gli studenti hanno protestato davanti l’istituto, e venerdì hanno partecipato al corteo chiamato dalla rete studentesca di Palermo. Questa mattina, invece, hanno deciso di occupare a tutti gli effetti l’istituto, come altri istituti di cui vi abbiamo già raccontato.
In questo momento siamo preoccupati per il nostro futuro: con quello che sta succedendo anche rispetto al caro carburante crediamo sia importante farsi sentire, ci stiamo unendo alle proteste di questi giorni portate avanti da agricoltori, autotrasportatori, dai nostri genitori che vivono in condizioni assolutamente insostenibili».
Tra le condizioni denunciate dagli studenti della scuola, ci sono pure quelle legate alla condizione in cui versa l’istituto: nidi di vespe all’interno della scuola, muri a rischio crollo, banchi obsoleti che non solo non garantiscono sicurezza in caso di emergenza, ma che anzi rischiano di complicare maggiormente la situazione, o ancora i fondi destinato all’edilizia scolastica che sembrano non arrivare mai.
«Ci sentiamo presi in giro – continuano gli studenti – non sono bastate le continue segnalazioni di questi anni, quindi ricorreremo ad ogni mezzo necessario per far ascoltare la nostra voce, pretendiamo delle risposte e delle soluzioni concrete».
L’occupazione in corso al Pio La Torre è un’occupazione bianca: i professori possono stare dentro durante la giornata, per poi andare via una volta finito il turno. «La nostra intenzione è, tra le altre cose, quella anche di organizzare discussioni e conferenze con i professori sui temi che ci stanno più a cuore. Durante questi giorni di occupazione vogliamo creare momenti di socialità condivisa e di svago, oltre che momenti di formazione e di dibattito».
Insomma, gli studenti palermitani hanno le idee chiare: il diritto allo studio e a restare non passano soltanto dalle singole scuole, ma dalla possibilità concreta di potersi creare un futuro dignitoso sull’Isola. Le proteste di questi giorni dimostrano che i problemi che gli studenti sentono come propri non sono solo quelli legati ai tetti che crollano, alle aule mancanti o a problemi di edilizia: a protestare c’è una generazione intera che sta scommettendo sulla possibilità di crearsi un futuro qui in Sicilia.
Se da un lato abbiamo le assemblee e i blocchi delle entrate di Catalano, Cannizzaro e Kyohara, dall’altro gli studenti di Pio La Torre, Galilei e Rutelli hanno scelto lo strumento dell’occupazione per continuare la loro protesta.
L’I.I.S.S. Pio La Torre è in stato di agitazione dalla scorsa settimana: già lunedì scorso (19 ottobre) gli studenti hanno protestato davanti l’istituto, e venerdì hanno partecipato al corteo chiamato dalla rete studentesca di Palermo. Questa mattina, invece, hanno deciso di occupare a tutti gli effetti l’istituto, come altri istituti di cui vi abbiamo già raccontato.
Le ragioni dell'occupazione
«Le motivazioni sono tante – raccontano a Balarm gli studenti -, da quelle più legate a problemi strutturali interni alla scuola a quelle più ampie, legate invece al caro carburante e alla lotta che gli autotrasportatori e gli agricoltori stanno portando avanti in questi giorni. Abbiamo riflettuto a lungo sull’idea di occupare. Prima di farlo avevamo convocato un’assemblea permanente, raccogliendo anche le firme degli studenti per fare un’assemblea insieme al preside, discutendo della situazione della scuola.In questo momento siamo preoccupati per il nostro futuro: con quello che sta succedendo anche rispetto al caro carburante crediamo sia importante farsi sentire, ci stiamo unendo alle proteste di questi giorni portate avanti da agricoltori, autotrasportatori, dai nostri genitori che vivono in condizioni assolutamente insostenibili».
Tra le condizioni denunciate dagli studenti della scuola, ci sono pure quelle legate alla condizione in cui versa l’istituto: nidi di vespe all’interno della scuola, muri a rischio crollo, banchi obsoleti che non solo non garantiscono sicurezza in caso di emergenza, ma che anzi rischiano di complicare maggiormente la situazione, o ancora i fondi destinato all’edilizia scolastica che sembrano non arrivare mai.
«Ci sentiamo presi in giro – continuano gli studenti – non sono bastate le continue segnalazioni di questi anni, quindi ricorreremo ad ogni mezzo necessario per far ascoltare la nostra voce, pretendiamo delle risposte e delle soluzioni concrete».
L’occupazione in corso al Pio La Torre è un’occupazione bianca: i professori possono stare dentro durante la giornata, per poi andare via una volta finito il turno. «La nostra intenzione è, tra le altre cose, quella anche di organizzare discussioni e conferenze con i professori sui temi che ci stanno più a cuore. Durante questi giorni di occupazione vogliamo creare momenti di socialità condivisa e di svago, oltre che momenti di formazione e di dibattito».
Continua la protesta in altre scuole
Anche gli studenti di Catalano, Cannizzaro e Kyhoara continuano le mobilitazioni delle ultime settimane, denunciando non solo le condizioni in cui versano i propri istituti e chiedendo maggiori fondi per le scuole siciliane, ma schierandosi anche a fianco di tutte quelle mobilitazioni che hanno visto migliaia di siciliani scendere in piazza in questi giorni, bloccando le strade al fianco di autotrasportatori, agricoltori e pescatori.Insomma, gli studenti palermitani hanno le idee chiare: il diritto allo studio e a restare non passano soltanto dalle singole scuole, ma dalla possibilità concreta di potersi creare un futuro dignitoso sull’Isola. Le proteste di questi giorni dimostrano che i problemi che gli studenti sentono come propri non sono solo quelli legati ai tetti che crollano, alle aule mancanti o a problemi di edilizia: a protestare c’è una generazione intera che sta scommettendo sulla possibilità di crearsi un futuro qui in Sicilia.
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