CRONACA

Autotrasportatori divisi in Sicilia: riparte la protesta degli irriducibili, tir fermi a Palermo

La revoca c’è, ma riguarda solo una parte degli autotrasportatori. Dal porto di Palermo fino a San Gregorio e Tremestieri a Messina le proteste restano

Anna Follari
Giornalista
  • Pubblicato il
    21 ottobre 2026

Gli autotrasportatori in protesta al porto di Palermo (foto di Ferdinando Lo Monaco)

*(Interviste e foto al porto di Ferdinando Lo Monaco)

La revoca c’è, ma riguarda soltanto una parte degli autotrasportatori. Dal varco Santa Lucia del porto di Palermo fino a San Gregorio e Tremestieri a Messina, i tir sono rimasti spenti. A presidiare il porto del capoluogo sono gli “irriducibili”, che non intendono fare passi indietro senza garanzie concrete. Nessun dietrofront: gli accordi raggiunti ieri pomeriggio con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, non hanno convinto tutti. La frattura all’interno della categoria si allarga.

Proprio ieri Salvatore Bella, portavoce del Comitato autotrasportatori siciliani (Cts), pochi minuti dopo il confronto con Salvini, aveva confermato la revoca della protesta, sostenendo che “la quasi totalità delle istanze presentate dal Comitato è stata accolta”. Una posizione che non sembra rappresentare l’intera categoria. Intanto questa mattina, si sono registrati rallentamenti in via Crispi a causa di un blocco stradale, poi rientrato rapidamente.

Presidio ancora attivo al porto

Al porto di Palermo la situazione rimane invariata. Il presidio prosegue e gli autotrasportatori che hanno scelto di non interrompere la mobilitazione definiscono l’esito dell’incontro di ieri “una presa in giro”.

«Oggi, purtroppo, ci sentiamo traditi dai nostri portavoce che hanno partecipato all’incontro con il ministro Matteo Salvini – ha dichiarato Vincenzo Aleccia, presidente del Consorzio autotrasportatori trapanese – Eravamo partiti con un obiettivo preciso: sospendere lo sciopero soltanto dopo aver ottenuto impegni concreti, messi nero su bianco. Ad oggi, invece, abbiamo ricevuto soltanto promesse su promesse, senza alcuna novità sostanziale. Ci vengono prospettate somme che avremmo già dovuto ricevere, come il credito d’imposta, che avrebbe dovuto essere disponibile nelle nostre casse già il 20 ottobre.

Adesso - continua Aleccia - ci assicurano che arriverà domani mattina, ma si tratta di risorse che ci spettavano già. Non abbiamo ottenuto nulla di nuovo e, dal nostro punto di vista, ci sentiamo presi in giro. Gli autotrasportatori ancora presenti davanti al porto hanno intenzione di proseguire lo sciopero a oltranza. Domani valuteremo le iniziative da intraprendere, sempre nel rispetto della legge, per continuare a far sentire la nostra voce e ottenere risposte concrete».

Nei supermercati ripartono lentamente i rifornimenti

Da questa mattina i rifornimenti nei supermercati stanno riprendendo lentamente. Numerosi scaffali risultano ancora vuoti, soprattutto nei reparti di frutta e verdura, mentre in altri sono già in corso le operazioni di riassortimento. La prosecuzione della protesta da parte di alcuni autotrasportatori potrebbe rallentare il ritorno alla normalità.

Uil e UilTucs Sicilia hanno inviato una formale diffida alle principali catene della grande distribuzione operanti nell’Isola, tra cui Lidl, Eurospin, MD, Gruppo Arena, Penny Market e Gruppo Rocchetta chiedendo un riscontro scritto entro 48 ore. Al centro le conseguenze dello sciopero degli autotrasportatori sui rifornimenti e sull’organizzazione del lavoro nei punti vendita.

Dalle segnalazioni dei lavoratori emergono richieste di uscita anticipata, mancate presentazioni al turno e possibili rientri in servizio con preavviso minimo, in attesa dell’arrivo delle merci. Situazioni che rischiano di tradursi in decurtazioni salariali, imposizione di ferie e permessi o modifiche arbitrarie degli orari. «Il rischio d’impresa non può essere scaricato sui lavoratori - affermano il commissario Emanuele Ronzoni, e la segretaria generale Ida Saja -. Chi si presenta regolarmente al lavoro mette a disposizione la propria prestazione e non può subire penalizzazioni per criticità estranee alla propria responsabilità».

La Uil chiede alle aziende disposizioni chiare e uniformi in tutte le strutture, il pieno rispetto di norme e contratti collettivi e garanzie concrete su retribuzioni, turni ed eventuali richiami in servizio. In assenza di risposte puntuali, il sindacato valuterà tutte le iniziative sindacali e legali, incluso il coinvolgimento degli organi ispettivi. “Salari, orari e garanzie contrattuali non sono concessioni aziendali, ma diritti da rispettare», concludono Ronzoni e Saja.
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