POLITICA

Coi sacchi a pelo in aula, poi in piazza coi fazzoletti: Controcorrente senza freni all'Ars

È iniziata la protesta di La Vardera e di tre deputati del movimento per chiedere un posto in Commissione Bilancio. Annunciano una mobilitazione a oltranza

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • Pubblicato il
    17 settembre 2026

Ismaele La Vardera, Josè Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro coi sacchi a pelo nell'aula della Commissione Bilancio all'Ars

La notte l’hanno passata lì, dentro la Commissione Bilancio dell’Ars. Tra i banchi, le carte e le stanze di Palazzo dei Normanni. Ismaele La Vardera, Josè Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro, i quattro deputati di Controcorrente, hanno occupato la Commissione e hanno deciso di restarci anche dopo la fine dei lavori.

Il motivo della protesta

Una protesta che arriva dopo giorni di richieste, lettere e sollecitazioni e che adesso entra nella sua fase più delicata. Il motivo è chiaro: Controcorrente chiede di avere un proprio rappresentante nella Commissione Bilancio, con diritto di partecipare alle discussioni e soprattutto di votare. Il gruppo sostiene infatti di essere stato escluso dalla composizione della Commissione e di poter assistere ai lavori soltanto come uditore.

Una questione che, secondo i deputati, era stata sollevata già a luglio attraverso una comunicazione al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Il tema sarebbe poi stato riportato in Aula e discusso nuovamente nella riunione dei capigruppo della scorsa settimana. Ma una soluzione, al momento, non è arrivata.

L'occupazione della Commissione Bilancio

Così ieri (mercoledì 16 settembre) è scattata l’occupazione. «L’avevamo detto», hanno fatto sapere i quattro deputati, spiegando di essere pronti ad azioni eclatanti per difendere quello che considerano un diritto di rappresentanza parlamentare. Il momento, del resto, non è casuale.

La Commissione Bilancio è chiamata a esaminare una variazione di bilancio da circa 1 miliardo e 350 milioni di euro, una somma considerevole di risorse pubbliche sulla quale Controcorrente rivendica il diritto di poter discutere e votare. Il gruppo di La Vardera contesta quindi il fatto di poter essere presente soltanto come spettatore proprio mentre vengono prese decisioni che riguardano la destinazione di una cifra così importante.

«Non è accettabile che un gruppo parlamentare che rappresenta i cittadini siciliani non possa controllare, votare e discutere eventuali proposte nella Commissione bilancio», è la posizione espressa dai deputati. Da qui la scelta di passare dalle parole ai fatti. Ieri l’occupazione della Commissione, poi la decisione di non andare via e trascorrere la notte all’interno di Palazzo dei Normanni, con tanto di pigiami e sacchi a pelo. Un presidio che vuole essere soprattutto un messaggio politico alla presidenza dell’Ars: la protesta non finirà con una semplice rassicurazione.

La mobilitazione in piazza

La protesta si sposta oggi, giovedì 17 settembre, anche fuori da Palazzo dei Normanni. Alle ore 12.00, in piazza del Parlamento, a Palermo, è prevista una mobilitazione promossa da Gandolfo Lo Verde, coordinatore regionale di Controcorrente, a sostegno dei quattro deputati che da ieri occupano la Commissione Bilancio.

L’iniziativa prevede un gesto simbolico: un fazzoletto per dire basta, nelle parole degli organizzatori, a chi vuole «imbavagliare la democrazia». L’appello alla mobilitazione ha raccolto anche il sostegno di altri esponenti del Movimento, che a mezzogiorno scenderanno in piazza per manifestare la propria vicinanza a Ismaele La Vardera, Josè Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro.

«I nostri deputati all’Assemblea Regionale Siciliana stanno, in maniera permanente, occupando i locali della Commissione bilancio a Palazzo dei Normanni, per quella che è una vera e propria battaglia di dignità e di rappresentanza. Non possiamo lasciarli soli», fa sapere Lo Verde.

Da qui l’appuntamento fissato per il sit-in. «Ci ritroveremo per fargli sentire la nostra vicinanza e non lasciarli soli a far valere il loro diritto a partecipare ai lavori della Commissione bilancio, lì dove si decidono le sorti della nostra terra», aggiunge Lo Verde, invitando alla partecipazione. Il coordinatore regionale ha chiesto inoltre ai partecipanti di portare con sé un fazzoletto: «Ci imbavaglieremo tutti in maniera simbolica, al fine di smuovere le coscienze di chi di competenza».

La mobilitazione di oggi (17 settembre) rappresenta dunque un ulteriore passaggio della protesta, che dalla Commissione Bilancio si allarga alla piazza e punta a mantenere alta l’attenzione sulla richiesta di rappresentanza avanzata da Controcorrente.

Il movimento di La Vardera ha infatti indicato anche una data precisa: martedì 22 settembre. È quello il giorno entro il quale il gruppo vuole avere nero su bianco l’impegno a nominare un proprio componente all’interno della Commissione Bilancio. Fino ad allora, la protesta continua. E se martedì non dovesse arrivare la nomina promessa, i quattro deputati hanno già annunciato un ulteriore salto di livello: bloccare i lavori della Commissione.

Il braccio di ferro

Il braccio di ferro, dunque, è appena cominciato. Da una parte c’è Controcorrente, che rivendica il diritto di partecipare pienamente ai lavori della Commissione e considera la propria esclusione una questione di democrazia e rappresentanza. Dall’altra c’è il percorso della variazione di bilancio, che l’Ars dovrà comunque portare avanti.

Il regolamento dell’Assemblea disciplina la composizione delle commissioni in relazione alla consistenza dei gruppi parlamentari. È proprio sull’applicazione di queste regole che si concentra la contestazione di Controcorrente.

Intanto, dentro Palazzo dei Normanni, la notte è trascorsa con i quattro deputati ancora lì. Fuori, invece, alle 12.00, la mobilitazione in Piazza del Parlamento porterà la protesta nelle strade di Palermo, con il gesto simbolico del fazzoletto sul volto.

Una protesta iniziata ieri e che potrebbe arrivare fino a martedì prossimo, quando si capirà se una nomina sarà sufficiente a far tornare la situazione alla normalità o se la Commissione Bilancio diventerà il nuovo campo di battaglia della politica siciliana. Il conto alla rovescia, adesso, è partito.
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