POLITICA

Prima scossa in Controcorrente, interviene La Vardera: "Crosta per me è fuori dal partito"

A pochi mesi dall'insediamento, la prima crepa è diventata pubblica. Resta da capire se sarà possibile ricomporla o se il caso Crosta rappresenterà una frattura

Annalisa Ciprì
Giornalista
  • Pubblicato il
    8 settembre 2026

Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente

A meno di 24 ore dalla chiusura degli Stati generali di Controcorrente che si sono tenuti il 5 e il 6 settembre ad Agrigento, il movimento di Ismaele La Vardera si è ritrovato a fare i conti con il primo vero terremoto politico della sua esperienza agrigentina.

E ancora una volta è la Città dei Templi a fare da sfondo a una partita che potrebbe avere conseguenze ben oltre i confini del Comune. Il caso Crosta, infatti, apre una frattura politica dentro Controcorrente e porta allo scoperto il confronto tra il leader del movimento Ismaele La Vardera e il sindaco di Agrigento Michele Sodano.

Dopo la richiesta di un passo indietro per il vicesindaco Giovanni Crosta e la difesa pubblica del primo cittadino, La Vardera rompe il silenzio e affida a un lungo video sui social la sua ricostruzione della vicenda. Un intervento nel quale il leader di Controcorrente rivendica le scelte del movimento, ma che soprattutto sposta il terreno dello scontro: non una questione giudiziaria, precisa, ma una questione di opportunità politica, coerenza e credibilità.

Al centro della vicenda sarebbe la villa abusiva di contrada Zingarello ereditata da Crosta insieme alla sorella dopo la morte del padre. Il problema sollevato dal movimento riguarda soprattutto l'opportunità politica della sua permanenza in giunta, anche alla luce delle deleghe alla legalità, alla trasparenza, all'anticorruzione e alla polizia municipale.

A pesare, inoltre, sono le dichiarazioni iniziali dello stesso Crosta sull'utilizzo dell'abitazione. Il vicesindaco aveva sostenuto che la casa fosse disabitata, mentre successivamente sono emerse fotografie e ricostruzioni relative a feste e altri utilizzi dell'immobile, oltre a riferimenti a lavori effettuati negli anni successivi alla richiesta di sanatoria. Crosta ha reagito parlando di una «campagna mediatica di estrema violenza» e ribadendo la presenza della pratica di sanatoria dal 1985.

Sodano difende il suo vicesindaco

La richiesta di Controcorrente si è però scontrata con la posizione del sindaco Michele Sodano, che ha difeso pubblicamente Crosta, sottolineando come nei suoi confronti non siano contestati «alcun reato, né alcuna ipotesi di reato». «Chi eredita una casa costruita dal padre, sulla quale pende un'istanza di sanatoria presentata oltre quarant'anni fa, non può per questo essere considerato una persona di dubbia integrità morale - ha scritto Sodano, definendo il suo vicesindaco - uno dei migliori amministratori che Agrigento abbia avuto».

Il primo cittadino ha quindi rivendicato le proprie prerogative: «Come sindaco, assumerò le decisioni che competono alla mia responsabilità, nell'esclusivo interesse della città e nel pieno rispetto della legalità».

La replica di La Vardera

Nel video pubblicato sui social, La Vardera ricostruisce le ore che hanno preceduto la richiesta di dimissioni e rivendica di non aver mai imposto nomi o deleghe al sindaco dopo la sua elezione. Anche la scelta di Crosta come vicesindaco, precisa, sarebbe stata esclusivamente di Sodano. Il leader di Controcorrente racconta di aver incontrato gli eletti del movimento ad Agrigento e di aver cercato una soluzione che tutelasse la credibilità politica della formazione.

La richiesta rivolta a Crosta, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stata quella di assumere pubblicamente una posizione netta sulla vicenda e, soprattutto, di rimettere al sindaco le deleghe alla polizia municipale per una questione di opportunità. «Non può essere nello stesso tempo controllore e controllato», sostiene La Vardera, spiegando che proprio la sovrapposizione tra il ruolo amministrativo di Crosta e la vicenda relativa all'immobile avrebbe reso necessaria una scelta di cautela politica.

Il confronto, però, secondo La Vardera, non avrebbe prodotto una soluzione. Il vicesindaco avrebbe motivato la propria impossibilità a fare dichiarazioni pubbliche richiamando il coinvolgimento della sorella, comproprietaria dell'immobile. A quel punto La Vardera racconta di aver chiesto formalmente chiarimenti, che però non sono arrivati.

Il tema principale, sottolinea, è quello della coerenza politica. «Parliamo di credibilità, di questione di opportunità politica», afferma. E ricorda una conversazione avuta con lo stesso Sodano, alla domanda se, conoscendo prima la vicenda dell'immobile, Crosta sarebbe stato candidato, il sindaco avrebbe risposto di no. «È stata una leggerezza, non l'avremmo candidato», riferisce La Vardera.

Da qui la domanda che, secondo il leader di Controcorrente, rappresenta il cuore dello scontro: cosa sarebbe successo se la stessa situazione avesse riguardato il vicesindaco di uno schieramento avversario? «Noi cosa avremmo fatto? Le barricate. Avremmo preteso le dimissioni», dice.

La Vardera contesta inoltre la scelta di Sodano di difendere pubblicamente Crosta e sostiene che il sindaco sia stato informato della richiesta di un passo indietro prima che la notizia diventasse pubblica.

"Crosta, per me sei fuori dal partito"

A Sodano ricorda il percorso che ha portato alla sua candidatura e gli chiede di tornare alla linea politica condivisa prima delle elezioni: «Caro Michele, torna in te. Dentro il tuo cuore sai cos'è giusto». Poi l'affondo finale rivolto direttamente al vicesindaco: «Ah, vicesindaco Crosta, hai dimostrato di non essere per nulla Controcorrente. Per quanto mi riguarda, sei fuori dal partito».

Una presa di posizione che alza ulteriormente il livello dello scontro. La vicenda dell'immobile, dunque, resta formalmente il punto di partenza, ma il confronto sembra ormai essersi spostato su un terreno più ampio: l'autonomia del sindaco, la linea politica di Controcorrente e il rapporto tra chi amministra Agrigento e il movimento che ha contribuito alla sua elezione.

A pochi mesi dall'insediamento, la prima crepa è ormai diventata pubblica. Resta da capire se sarà possibile ricomporla o se il caso Crosta rappresenterà l'inizio di una frattura destinata a incidere sul futuro dell'amministrazione Sodano.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

LEGGI ANCHE