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Disabile senza posto al concerto, diventa un caso a Palermo: Caparezza risponde al fan

Quello che ci racconta Adriano White è stata tutto fuorché un concerto piacevole. Nell'articolo l'intervista al giovane e la risposta dell'artista Caparezza

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • 14 agosto 2026

Adriano White da Caparezza

Andare ad un concerto dovrebbe sicuramente essere un’esperienza piacevole: sentire dal vivo un artista che piace, magari condividere il momento con degli amici o con centinaia di sconosciuti. Ecco, la storia di Adriano White al concerto di Caparezza dell’8 agosto di quest’anno, al Velodromo Paolo Borsellino, è stata tutto fuorché piacevole.

Il ragazzo, che si muove in carrozzina in quanto disabile non deambulante, ha acquistato i biglietti per il concerto dell’artista selezionando l’area dedicata alle persone disabili non deambulanti. Il problema? Quest’area dedicata, in realtà, non è mai stata allestita: «Sono stato collocato in un luogo assolutamente inadatto, isolato del tutto - racconta a Balarm Adriano White -. Fuori linea dalle casse, lontano da un qualsiasi bar o bagno».

Il disguido sarebbe iniziato giorni prima del concerto, quando Adriano e la sorella avrebbero provato più volte a contattare gli organizzatori alla ricerca di maggiori informazioni logistiche rispetto al parcheggio e al collocamento durante il concerto. Informazioni che, però, non sono mai arrivate.

«Abbiamo cercato di contattare più volte, sia il Velodromo che l’organizzazione Puntoeacapo, senza nessun esito. Allora il giorno del concerto, dopo aver posteggiato, abbiamo chiesto i formazioni su dove metterci. Allora ci hanno fatto fare tutto un giro per portarci poi effettivamente in una piazzola di transito lontanissima da tutto, eravamo stati messi lì in attesa di capire dove saremmo stati posizionati».

Stando però a quanto indicato dai biglietti acquistati dal ragazzo 9 mesi prima, doveva esserci, a destra del pit, la zona riservata (e messa in sicurezza) per disabili deambulanti e non.

«Sono uscito dal circuito ospedaliero da poco, da più o meno un mese, ed era una delle prime uscite che andavo a fare. Di conseguenza mi sono organizzato con degli amici, dato che l’accesso alla zona disabili è prettamente riservato alle persone con disabilità e rispettivo accompagnatore, affinché loro prendessero i biglietti per il pit per essere comunque vicini durante il concerto».

Poco dopo essere stati lasciati in attesa, Adriano e la sorella sono finalmente riusciti a parlare con qualcuno degli stwart per provare a chiarire la situazione: «Quando siamo riusciti a parlare con qualcuno dello staff, è stato messo in discussione il fatto che io avessi acquistato il posto riservato alle persone con disabilità non deambulanti.

A quanto pare, la zona non era stata proprio adibita in quanto sono stato l’unico ad acquistare quel tipo di biglietto, una cosa totalmente assurda».

Sul luogo erano presenti anche le forze dell’ordine: «Abbiamo richiesto il loro intervento, sono stati gentilissimi e disponibili. Non potendo risolvere la situazione, però, hanno fatto il possibile per far arrivare l’organizzatore in breve tempo».

Poco dopo è arrivato l’organizzatore, ma l’unica soluzione proposta è stata quella del rimborso del biglietto, guardando però il concerto da lì: «Ho rifiutato il rimborso del biglietto. Il concerto non sono i 60 euro spesi per il biglietto, ma è il garantire un servizio. In quella collocazione non c’erano barriere protettive, potevo cadere in avanti, mancava il personale sanitario e l’ambulanza, inoltre la zona in cui ero stato collocato non era ad uso esclusivo per i disabili non deambulanti, ma una zona di transito dove il passaggio era permesso a tutti. Non c’era neanche qualcuno dello staff per garantire un minimo di sicurezza in caso di bisogno».

Nonostante tutto ciò, Adriano e i suoi amici sono rimasti in quella zona isolata: «I miei amici hanno rinunciato al biglietto pit per il piacere di passare il concerto con me. Ci è stato detto che dovevano essere i miei amici a farmi da cordone di sicurezza. Allora, se una persona disabile veniva da sola, il suo cordone di sicurezza quale doveva essere?».

Dopo l’accaduto, insieme alle associazioni "Ruote in Spalla" e al "Disability Pride", è stata scritta una lettera di diffida all’organizzazione Puntoeacapo e al comune di Palermo. «Adesso stiamo aspettando una risposta a questa lettera di diffida. In una delle associazioni c’è un avvocato che si è offerto di seguire la causa pro bono».

L’unica risposta arrivata è stata da parte di Caparezza che ha immediatamente preso le distanze da quanto accaduto dopo le diverse segnalazioni arrivategli in merito all’episodio discriminatorio: «Sono dispiaciuto perché vorrei che tutti possano godere dello show senza impedimenti di sorta, sono dispiaciuto perché io stesso sono un frequentatore di concerti e so cosa significa aspettare con trepidazione un evento del genere e rimanerne delusi - scrive Caparezza in una lettera destinata ad Adriano -. Metto su il mio spettacolo con amore e dedizione e mi aspetto che altrettanto facciano gli organizzatori e le agenzie di ticketing. A volte, purtroppo, così non è».

Nel frattempo, dal Comune di Palermo o dagli organizzatori tutto tace.
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