Disabili confinati in tribuna: altra denuncia dopo il concerto di Caparezza a Palermo
Il racconto di Adriano White, disabile non deambulante a cui non hanno dato il posto adeguato ha fatto emergere nuove storie. La lettera di Mariangela Bruneo
«Pagare un biglietto per un settore specifico sotto il palco e sentirsi dire all'ingresso che - scrive Mariangela Bruneo - siccome hai acquistato il biglietto per "disabili deambulanti", devi "solo" scendere a piedi decine di alti gradoni. La mappa ufficiale (in foto) dell'evento parlava chiaro: i settori riservati ai "Disabili in carrozzina" e "Disabili deambulanti" erano previsti a terra, a fianco al PIT, proprio sotto il palco.
Nella realtà, l'organizzazione aveva predisposto tutt'altra sistemazione: farci entrare da un varco d'accesso posteriore in salita che, per come era strutturato, conduceva le auto dei disabili direttamente e soltanto nella parte più alta e isolata delle tribune, tra i seggiolini invenduti.
A quel punto la trappola era servita - prosegue -. Per le persone in carrozzina è andata in scena la scusa dei "motivi di sicurezza" per bloccarle in cima ed evitare di ammettere la mancanza di accessi o trasporti in piano verso il prato.
Per noi deambulanti – anziché considerare la sclerosi multipla (il mio caso) o le limitazioni di un non vedente (mio marito) o le mille disabilità di ognuno di noi, e dei disabili, tali anche senza carrozzina – l'unica alternativa offerta è stata l'assurdità: scendere a piedi quelle gradinate insormontabili, per raggiungere la postazione acquistata a fianco del Pit».
Una soluzione arrivata soltanto dopo la telefonata alle forze dell'ordine, ma che, secondo Mariangela, non avrebbe risolto il problema. La postazione assegnata era infatti molto distante dal palco: «Soltanto dopo la nostra chiamata ai carabinieri in vivavoce, l'organizzazione ha smesso di pretendere che scendessimo a piedi, "concedendoci" di rimanere confinati in cima alla tribuna insieme alle persone in carrozzina poi trovate, anche loro lì, deluse e arrabbiate, in un contesto dove ad unirci sarebbe dovuto essere l'amore per la musica e non la consapevolezza dei nostri diritti negati.
Sì, perché relegarci lì, in un punto dove vedere il palco era un miraggio e la musica arrivava ovattata come da una tv ad alto volume, lontanissimi da tutti i nostri amici presenti al Pit, è stato un atto di emarginazione vera e propria.
Un vero e proprio atto discriminatorio, incompatibile con la legge e l'acquisto fatto, e tutto questo per nascondere sotto il tappeto un diritto negato, che merita però di essere svelato perché ad oggi sono tantissime le rimostranze che su social e testate stanno uscendo fuori, sperando che questo faccia rivalutare all'organizzazione l'inclusione, i diritti e non di meno, il rispetto della persona in quanto tale e del disabile.
A nulla sono serviti i richiami al D.Lgs. 62/2024 sull'accomodamento ragionevole, sull'inclusione e sull'accessibilità. Ci attiveremo per fare tutte le denunce del caso, ma la domanda che resta alla città e al Comune è una sola: la disabilità è un diritto da tutelare o solo un biglietto da incassare?».
Una condizione che sperano che non si ripeta dal momento che è previsto un altro concerto proprio venerdì 21 agosto e non sanno cosa accadrà: «Io e mio marito saremo di nuovo al Velodromo per il concerto dei Negramaro, ma davvero non sappiamo cosa aspettarci.
La speranza è che queste rimostranze possano servire a fare comprendere i diritti costituzionali e di legge delle persone disabili, ma di certo noi saremo ancora lì, pronti a far sentire la nostra voce. Per noi, ma anche per alcuni di quei ragazzi incontrati quella sera che si sono arresi in silenzio, stanchi di dover lottare persino per il diritto di assistere a un concerto».
Una situazione che purtroppo abbiamo già affrontato intervistando proprio Adriano White. Il ragazzo, che si muove in carrozzina in quanto disabile non deambulante, ha acquistato i biglietti per il concerto dell’artista selezionando l’area dedicata alle persone disabili non deambulanti.
Il problema? Quest’area dedicata, in realtà, non è mai stata allestita: «Sono stato collocato in un luogo assolutamente inadatto, isolato del tutto - ha raccontato a Balarm -. Fuori linea dalle casse, lontano da un qualsiasi bar o bagno». Caparezza ha risposto al ragazzo che ha immediatamente preso le distanze da quanto accaduto dopo le diverse segnalazioni arrivategli in merito all’episodio discriminatorio.
Resta l’attesa per il prossimo appuntamento al Velodromo, con la speranza che le segnalazioni di questi giorni portino a soluzioni concrete, senza costringere nessuno a rinunciare al proprio posto e a vivere il concerto in armonia.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Sui canali social
|
























