Furti di cavi e soste selvagge, vita difficile per le auto elettriche: a Palermo si corre ai ripari
La transizione ecologica si scontra con una realtà fatta di disagi quotidiani: furti di rame e infrastrutture al collasso. Vi raccontiamo che succede nel capoluogo
Colonnine per auto elettriche
A denunciare la situazione è una segnalazione, giunta a Balarm, che accende i riflettori sui rischi per la sicurezza e sull'assenza di controlli contro la sosta selvaggia. Il Comune di Palermo, intanto, sembra essere pronto a correre ai ripari: secondo una recente nota, infatti, l’Amministrazione sta predisponendo una pianificazione complessiva della rete cittadina, che sarà, in seguito, sottoposta all'approvazione della Giunta comunale e costituirà l'atto di indirizzo per la futura installazione di (altre) colonnine di ricarica.
Ma andiamo per gradi. Un utente ha segnalato a Balarm un quadro che si articola attorno ad alcune criticità ritenute, ormai, insostenibili: «Parlo del fenomeno dei cavi tranciati per il furto di rame, che sta paralizzando le infrastrutture. A Palermo il quadro è particolarmente critico – spiega a Balarm -. È fondamentale sottolineare un errore di progettazione e gestione: le colonnine non dovrebbero mai essere installate in luoghi isolati e bui, terreno fertile per i ladri di rame e poco sicuri per gli utenti, bensì in aree ben illuminate e coperte da sistemi di videosorveglianza, come nei distributori di carburante».
Lo scorso weekend per esempio mentre la Sicilia bruciava a causa delle elevate temperature, qualche ladro di rame ha pensato bene di andare in giro per Palermo a tagliare i cavi di alcune colonnine, come quelle Plenitude in Via Uditore, Ewiva, in Corso Calatafimi ed Enel X, in via Giuseppe Sciuti.
«Uno dei problemi è anche rappresentato dal fatto che viene ignorato l'alert che viene inviato a chi di dovere a seguito del taglio dei cavi delle colonnine – prosegue l’utente nella sua segnalazione -. Le colonnine, infatti, sono dotate di un sistema che invia una segnalazione in tempo reale quando il cavo viene tagliato, ma il segnale in questione verrebbe prontamente ignorato. Il risultato di questa negligenza è che i possessori di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono costretti a fare lunghe file, anche di venti minuti, per poter effettuare un rabbocco rapido, ad esempio dal 30% all'80% di batteria».
La seconda criticità sarebbe poi, rappresentata dal fenomeno dell'ICEing, ovvero la sosta selvaggia e abusiva dei veicoli a benzina, gas o diesel sugli stalli riservati alla ricarica.
«Questa situazione drammatica non danneggia soltanto i residenti, ma si ripercuote pesantemente anche sul turismo siciliano – spiegano nella segnalazione -. Molti visitatori italiani e stranieri che viaggiano a bordo di un'auto elettrica valutano la nostra regione e finiscono per rinunciare a venire in Sicilia o scelgono mete alternative, semplicemente perché impossibilitati a muoversi in autonomia e a programmare gli spostamenti senza il timore di rimanere a piedi».
E, ancora, l'assenza di una vera rete di ricarica rapida nelle autostrade: «Attualmente – conclude l’utente - nelle autostrade siciliane si contano proprio poche colonnine di ricarica rapida. Sulla Palermo-Catania e Palermo-Messina ci stanno zero colonnine, sulla Catania-Palermo ci stanno 2 colonnine Plenitude poco prima di arrivare a Enna.
Al centro Italia e al nord Italia è presente in maniera capillare il gestore "Free To X" che garantisce una serie di colonnine in molti autogrill, qui in Sicilia si è costretti a lasciare l'autostrada per ricaricare in quelle pochissime colonnine presenti dentro le città».
Già lo scorso aprile, Balarm aveva raccolto ulteriori segnalazioni sui disservizi da parte di alcuni utenti. A lanciare l’allarme, nei mesi scorsi sui social, era stato il gruppo “Mobilità elettrica in Sicilia”, che aveva postato video e immagini di colonnine danneggiate diventate virali.
Ma torniamo a Palermo: nei giorni scorsi, il consigliere comunale, Leopoldo Piampiano, aveva presentata un’interrogazione sullo sviluppo della rete delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici a Palermo.
E la risposta dell’Amministrazione comunale è arrivata con una nota, nella quale si legge che: «Il Comune di Palermo ha già avviato, negli anni precedenti, iniziative finalizzate a favorire l'installazione di infrastrutture di ricarica sul territorio comunale mediante avvisi pubblici rivolti agli operatori economici del settore, che hanno consentito la realizzazione di diversi punti di ricarica su suolo pubblico.
L'Amministrazione intende proseguire nel potenziamento della rete di ricarica perseguendo una distribuzione organica ed equilibrata delle infrastrutture sull'intero territorio comunale, con particolare attenzione alle aree a maggiore attrattività, ai parcheggi pubblici, ai nodi di interscambio del trasporto pubblico, alle stazioni ferroviarie, alle borgate marinare e ai principali poli turistici e commerciali».
Gli uffici stanno, quindi, predisponendo una pianificazione complessiva della rete delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici sull'intero territorio del Comune di Palermo, finalizzata ad individuare criteri omogenei di localizzazione e le aree prioritarie di intervento. La pianificazione sarà successivamente sottoposta all'approvazione della Giunta Comunale e costituirà l'atto di indirizzo per la fase successiva del programma di installazione delle infrastrutture.
Per quanto riguarda le fonti di finanziamento, secondo quanto si legge nella nota, il Comune segue l'evoluzione dei programmi regionali, nazionali ed europei destinati alla mobilità sostenibile.
I tempi di attuazione saranno definiti successivamente all'approvazione della pianificazione da parte della Giunta Comunale e saranno correlati alle procedure amministrative necessarie, alle risorse disponibili e agli strumenti di attuazione che verranno individuati.
«Accolgo con soddisfazione la risposta dell'Amministrazione comunale alla mia interrogazione sullo sviluppo della rete delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici a Palermo – fa sapere il consigliere comunale e componente della Commissione Urbanistica, Leopoldo Piampiano -. Il Comune sta predisponendo una pianificazione complessiva della rete cittadina, che sarà successivamente sottoposta all'approvazione della Giunta comunale e costituirà l'atto di indirizzo per la futura installazione delle colonnine di ricarica.
La risposta conferma che l'Amministrazione intende garantire una distribuzione equilibrata delle infrastrutture sull'intero territorio comunale, con particolare attenzione ai parcheggi pubblici, ai nodi di interscambio del trasporto pubblico, alle stazioni ferroviarie, alle borgate marinare e ai principali poli turistici e commerciali.
Ho ritenuto opportuno presentare questa interrogazione perché la transizione ecologica passa anche attraverso un adeguato sistema di ricarica elettrica. Palermo deve farsi trovare pronta, dotandosi di una rete moderna, efficiente e capillare, capace di incentivare la mobilità sostenibile e di rispondere alle esigenze di cittadini, imprese e visitatori».
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Sui canali social
|
























