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Colonnine di ricarica saccheggiate: in Sicilia la corsa alle auto elettriche resta "scarica"

Da Palermo a Ragusa, da Catania a Trapani, oltre 200 colonnine distrutte dai ladri. A lanciare l'allarme i proprietari di auto elettriche: "Non possiamo ricaricare"

  • 3 aprile 2026

Colonnine saccheggiate al centro commerciale Katanè di Catania (foto da "Mobilità elettrica in Sicilia")

In Sicilia la corsa verso la mobilità elettrica si scontra con un ostacolo: colonnine di ricarica devastate, rese inutilizzabili da furti e vandalismi che stanno trasformando la transizione green in uno sport estremo. A lanciare l’allarme, sui social, è il gruppo “Mobilità elettrica in Sicilia”, che ha postato video e immagini di colonnine danneggiate diventate virali.

«Nell’Isola, tutto è cominciato da Catania – fa sapere Gianpaolo Turrisi, amministratore del gruppo -. Poi, sono giunte segnalazioni anche dal Ragusano, Siracusano fino al Trapanese. Le colonnine del gruppo “Tesla” danneggiate sono state sistemate in pochi giorni, le altre, invece, ancora no».

Tagliati, smontati, rubati: insomma, in diverse città siciliane, da circa due settimane, le colonnine per la ricarica delle auto elettriche sono finite nel mirino dei ladri di rame, lasciando gli automobilisti in grosse difficoltà. Un fenomeno che, a quanto pare, era cominciato, circa un anno fa, a Roma, e che, nei fatti, sta rallentando la rivoluzione verde.

Sono stati presi, intanto, dei provvedimenti: «Ionity, per esempio, ha cominciato a mettere dei cavi con un segnalatore Gps all’interno e una calza anti-taglio – prosegue l’amministratore del gruppo “Mobilità elettrica in Sicilia” -. Danneggiamenti anche a Enna, dove sono presenti tante colonnine di ricarica sia fast che normali. Queste ultime non sono state toccate, mentre circa 5 delle altre sono state vandalizzate: una in un rifornimento, un’altra nei pressi del McDonald's e, un’altra ancora, vicino alla caserma della Guardia di Finanza».

Il modus operandi è lo stesso: ignoti si recano alla colonnina, si fermano con i loro mezzi, prendono una cesoia e tranciano i cavi.
Per pochi euro (quello è il “guadagno” dell’illecito) viene fatto un danno enorme. Il fenomeno ha colpito, come detto anche altre città, come Napoli.

Tuttavia, tornando in Sicilia, gli utenti hanno segnalato dei danneggiamenti anche a Palermo, in Viale Francia, a Ragusa, in via Falcone, alle colonnine del Sicilia Outlet Village di Enna e sull’autostrada, prima dell’uscita Priolo Sud, in direzione Catania.

Altri utenti stimano che sono circa 200, al momento, le colonnine vandalizzate in Sicilia. Insomma, a pagare sono i cittadini, che restano in attesa di soluzioni concrete, e le società che si occupano dell’erogazione del servizio.
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