L'Etna in eruzione, è emergenza cenere: stop ai voli a Catania, riapre lo scalo di Comiso
Tanti i disagi per chi deve prendere un aereo a Catania. Aeroporto di Fontanarossa chiuso fino alle 16.00 del 13 agosto. Tanti passeggeri rimasti a terra
L'Etna in eruzione
Si aggrava la situazione nei cieli della Sicilia orientale a causa dell'eruzione dell'Etna, a seguito dell'apertura di una quarta bocca nella Valle del Bove. Per via della ingente cenere vulcanica, sospesi fino alle ore 16.00 di domani (13 agosto) i voli all'aeroporto Fontanarossa di Catania. Fiino a questa mattina, era chiuso anche lo scalo di Comiso, poi riaperto verso mezzogiorno.
«A causa dell’attività eruttiva dell’Etna, è stata disposta l’estensione della chiusura del settore B3, con conseguente sospensione degli arrivi e delle partenze fino alle ore 16.00 di domani, 13 agosto. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree». Lo annuncia la Sac, società di gestione dello scalo catanese.
Dall'inizio della nuova eruzione dell’Etna (8 agosto), in quattro giorni sono stati cancellati ben 700 voli (tra arrivi e partenze) all'aeroporto Fontanarossa. I 50 voli i partenza previsti per mercoledì 12 agosto, partiranno da Palermo, Trapani e Comiso, così pure i 40 aerei in arrivo atterreranno presso i tre aeroporti.
Sebbene solo per alcune ore, l'inattività dell'aeroporto di Comiso ha rappresentanto un ulteriore danno dato che pure il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, aveva assicurato di volerlo potenziare come scalo sostitutivo da attivare in caso di emergenza, considerato che, negli ultimi anni, le eruzioni dell'Etna sono sempre più frequenti.
Con la chiusura di entrambi gli scali, in tanti hanno perso il volo e, in alcuni casi, hanno visto persino andare in fumo la vacanza programmata da mesi.
Tante le polemiche per la gestione dell’emergenza e le ripercussioni subite dai viaggiatori, ma anche dalle imprese.
«Lo ribadisco da anni: il Governo regionale non può continuare a farsi trovare impreparato di fronte a un fenomeno ciclico e ricorrente. Le eruzioni dell’Etna e le conseguenti emissioni di cenere non sono eventi eccezionali: sappiamo che possono verificarsi e dobbiamo essere nelle condizioni di gestirle attraverso una programmazione strutturale. La Sicilia – non soltanto Catania e il comprensorio etneo – ha urgente bisogno di un vero e proprio Piano cenere. Non possiamo più permettere che a ogni nuova eruzione si ripetano gli stessi disagi per cittadini, trasporti e turismo. L’era dell’emergenza permanente deve finire». Ad affermarlo è Jose Marano, capogruppo di ControCorrente all’Ars e vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea regionale siciliana, annunciando la presentazione di una mozione al Governo regionale.
«Il Piano cenere – prosegue Marano – deve innanzitutto limitare l’impatto delle emissioni vulcaniche sulla salute e sulla vita quotidiana dei cittadini, prevedendo procedure precise e tempestive per la rimozione della cenere dalle strade e impedendo che gli accumuli compromettano la sicurezza e la circolazione. Allo stesso tempo è indispensabile un coordinamento immediato tra Regione, Protezione civile, gestori aeroportuali ed enti competenti per affrontare le criticità che interessano gli scali e i flussi turistici».
«Non sono più accettabili – aggiunge – scene di passeggeri costretti ad attendere per ore senza un’adeguata assistenza o bloccati a lungo a bordo degli aerei nei parcheggi remoti. Situazioni del genere danneggiano i viaggiatori e l’immagine turistica della Sicilia, rischiando di spingere chi programma le proprie vacanze a scegliere altre destinazioni».
«I continui disagi che stanno interessando lo scalo aeroportuale etneo ci fanno dire che non è più possibile andare avanti così. I vertici di SAC devono essere defenestrati. Serve una vera discontinuità nella gestione dell’aeroporto di Catania. L’Etna è un vulcano attivo. Non stiamo parlando di un evento completamente imprevedibile» afferma Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars.
«Siamo davanti all’ennesima emergenza che diventa un’odissea per migliaia di cittadini e viaggiatori. Le conseguenze della cenere dell’Etna - continua Schillaci - si trasformano in un dramma senza una gestione adeguata dell’emergenza. La rabbia dei cittadini è comprensibile e, francamente, anche sacrosanta. Ma non basta intervenire sulla governance di SAC. Il governo regionale deve assumersi le proprie responsabilità e fare finalmente scelte strategiche sul sistema dei trasporti siciliano.
L’aeroporto di Palermo ha dimostrato di poter sostenere una parte importante del traffico generato dalle difficoltà di Catania – sottolinea Schillaci – ma non possiamo pensare di risolvere un problema creandone un altro e finendo per mettere in difficoltà anche lo scalo palermitano. La Sicilia ha bisogno di un vero sistema aeroportuale integrato, capace di affrontare le emergenze senza scaricarne il peso sui cittadini. Per questo – conclude – bisogna potenziare le strade, rafforzare la rete ferroviaria e garantire collegamenti rapidi ed efficienti tra gli aeroporti e i principali centri dell’Isola. È semplicemente inaccettabile che un passeggero possa essere dirottato su Palermo e poi sentirsi dire, in sostanza, “adesso si arrangi”, perché non esistono collegamenti adeguati con Catania».
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