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L'Etna in eruzione, la situazione peggiora: voli sospesi a Catania e (anche) a Comiso

Si aggrava la situazione nei cieli della Sicilia orientale, chiuso anche lo scalo di Comiso: l'emergenza diventa critica con tanti passeggeri rimasti a terra

Balarm
La redazione
  • 12 agosto 2026

L'Etna in eruzione

Si aggrava la situazione nei cieli della Sicilia orientale a causa dell'eruzione dell'Etna, a seguito dell'apertura di una quarta bocca nella Valle del Bove. Per via della ingente cenere vulcanica, sospesi fino alle ore 18.00 di oggi (12 agosto) i voli all'aeroporto Fontanarossa di Catania e, fino a questa mattina, resta chiuso anche lo scalo di Comiso, che nei giorni scorsi - assieme all'aeroporto di Palermo - ha supportato l'emergenza degli aerei dirottati dal capoluogo etneo.

«A causa dell’attività eruttiva dell’Etna e considerata la situazione dei venti, è disposta la chiusura del settore B3. Sono sospesi gli arrivi e le partenze fino alle ore 18.00 - informa la SAC, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso -. Contestualmente, le operazioni da e per l’Aeroporto di Comiso sono sospese fino alle ore 10.00 a causa della cenere vulcanica. I passeggeri sono pregati di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore».

Purtroppo, al momento resta fermo proprio l'aeroporto di Comiso che pure il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, aveva assicurato di voler potenziare come scalo sostitutivo da attivare in caso di emergenza, considerato che, negli ultimi anni, le eruzioni dell'Etna sono sempre più frequenti.

Con la chiusura di entrambi gli scali, in tanti rischiano di perdere il volo e, in alcuni casi,col rischio di vedere andare in fumo la vacanza programmata da mesi.

Tante le polemiche per la gestione dell’emergenza e le ripercussioni subite dai viaggiatori, ma anche dalle imprese.

«Lo ribadisco da anni: il Governo regionale non può continuare a farsi trovare impreparato di fronte a un fenomeno ciclico e ricorrente. Le eruzioni dell’Etna e le conseguenti emissioni di cenere non sono eventi eccezionali: sappiamo che possono verificarsi e dobbiamo essere nelle condizioni di gestirle attraverso una programmazione strutturale. La Sicilia – non soltanto Catania e il comprensorio etneo – ha urgente bisogno di un vero e proprio Piano cenere. Non possiamo più permettere che a ogni nuova eruzione si ripetano gli stessi disagi per cittadini, trasporti e turismo. L’era dell’emergenza permanente deve finire». Ad affermarlo è Jose Marano, capogruppo di ControCorrente all’Ars e vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea regionale siciliana, annunciando la presentazione di una mozione al Governo regionale.

«Il Piano cenere – prosegue Marano – deve innanzitutto limitare l’impatto delle emissioni vulcaniche sulla salute e sulla vita quotidiana dei cittadini, prevedendo procedure precise e tempestive per la rimozione della cenere dalle strade e impedendo che gli accumuli compromettano la sicurezza e la circolazione. Allo stesso tempo è indispensabile un coordinamento immediato tra Regione, Protezione civile, gestori aeroportuali ed enti competenti per affrontare le criticità che interessano gli scali e i flussi turistici».

«Non sono più accettabili – aggiunge – scene di passeggeri costretti ad attendere per ore senza un’adeguata assistenza o bloccati a lungo a bordo degli aerei nei parcheggi remoti. Situazioni del genere danneggiano i viaggiatori e l’immagine turistica della Sicilia, rischiando di spingere chi programma le proprie vacanze a scegliere altre destinazioni».

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