La spiaggia splendida (che merita di più): sei a La Praiola, a due passi da Palermo
Una sorta di "chicca tirrenica" che merita di essere osservata nella sua bellezza. E la visita, malgrado i difetti del caso, rispecchia le differenze e le contraddizioni
Spiaggia de La Praiola a Terrasini
Dal bellissimo Palazzo D’Aumale (Museo) - a circa 150 metri - si apre uno scenario ambientale invidiabile. È una sorta di "chicca tirrenica" che merita di essere osservata nella sua bellezza. E la visita, malgrado i difetti del caso, rispecchia le differenze (sostanziali) tra chi sceglie lo scatto dall’alto e chi, decide di scendere direttamente in spiaggia. In un controsenso “macchiato” pesantemente dai commenti negativi, è giusto affrontare in prima persona ogni singolo aspetto. Dal Lungomare Peppino Impastato è possibile osservare, con attenzione, le peculiarità del luogo. Come quello paesaggistico, che merita una lode, racchiuso in un angolino roccioso dove a prevalere sono i colori “sgargianti” siciliani.
In un tratto stretto e dalle dimensioni esili, i faraglioni fortificano la forte presenza rocciosa. Si ergono a protettori e controllano i cambiamenti. Sì, quelli che hanno delegittimato (o legittimato - dipende dai casi) la zona. Le ultime abitazioni visibili del borgo di Terrasini sovrastano la parte conclusiva della Praiola. Ammirano impazienti i diversi strati colorati.
I fondali - visti da lassù - assumono una certa consistenza, testimoni della forza geologica del Mar Tirreno. È tempo di scendere, di colmare il vuoto provocato dai social, quelli che provano a sminuire i contenuti territoriali. La scalinata “arrugginuta” mostra i segni del tempo. Brezze e soffi marini hanno lasciato il segno: della natura, dei loro passaggi.
Tra bottiglie abbandonate e cartacce buttate a “destra e manca”, gli ultimi gradini ci portano nella spiaggetta sabbiosa. I bambini scorazzano in lungo e largo tra sorrisi e giochi. I genitori si lasciano contagiare dal sole pungente. Lo strato roccioso assume forme poco allineate, di una conca che ha registrato in passato (2012) segni di cedimento. L’opera di messa in sicurezza è stato uno dei passi che ha dato seguito alle critiche. Sono pesanti, come le cronache di abbandono di rifiuti o sversamenti di liquidi. Entra in gioco il fattore ambientale. Ha un peso specifico importante, da non sottovalutare.
Subentrano i nostalgici. Che siano i terrasinesi "vecchio stampo" o turisti affascinati non conta; ne prendono le difese. Giusto così. Lo stato selvaggio ha mantenuto intatti alcuni tratti, come forma di difesa nei confronti delle “diavolerie disumane”. Una difesa strenua e valorosa. In assenza di servizi (seppur ristoranti e bar siano a uno schiocco di dita), la Praiola è testimone di un passato che non ha ceduto definitivamente il passo. Anche gli appassionati di snorkeling non si fanno attendere. Danno vita e sfogo al loro personale divertimento. Tutto in attesa del tramonto, quando cala il silenzio. La pace dei sensi realizza che un’altra giornata volge al termine, allontana la massa e il caos.
Le acque si fondono con i “cieli serali”. Assumono una forma senza barriere, senza ostacoli. Da ammirare per lunghi tratti. La via di mezzo è una strada impercorribile. È inutile girarci attorno, vanno fatti i giusti interventi. La Praiola è la spiaggia per eccellenza, dove ricordi e sentimenti hanno scritto pagine fiabesche. Perché non intervenire pesantemente per migliorare le condizioni della stessa? Nella nostra umile considerazione siamo fieri, e lo saremmo ancora di più se tornasse ai fasti di un tempo.
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