Lasciato al degrado, il quartiere non ci sta: il centro sociale (conteso) a Palermo
Cancelli sbarrati da dodici mesi, degrado che avanza fuori e dentro, e un quartiere, lo Sperone, che ancora una volta pare essere lasciato da solo
Centro sociale allo Sperone
Cancelli sbarrati da dodici mesi, degrado che avanza fuori e dentro, e un quartiere, lo Sperone, che ancora una volta pare essere lasciato da solo. Questo è il quadro tracciato dal presidente della Seconda Circoscrizione, Giuseppe Federico, che torna a denunciare lo stato di abbandono del Centro Sociale di via Vittorio, struttura che fino a qualche anno fa era un immobile fatiscente, usato come crack house e centro di spaccio e che l’amministrazione comunale aveva restaurato in appena undici mesi, restituendola al quartiere come un fiore all’occhiello.
«Il centro è stato inaugurato circa due anni fa - racconta a Balarm il presidente della Circoscrizione -, con la presenza del progetto "PalermAbility", dedicato alla disabilità, che vi aveva attivato un orto sociale e attività di pet therapy. Una collocazione temporanea, in attesa che venisse pubblicato un bando per l’assegnazione definitiva degli spazi».
Quando però l’anno scorso il periodo di permanenza di quel progetto è scaduto, la struttura è rimasta senza gestione. Il presidente della Circoscrizione ricorda di aver lanciato l’allarme già allora, temendo che l’immobile, privo di custodia, potesse essere occupato o vandalizzato. «Un timore che si è puntualmente avverato: da un anno il centro è chiuso, nessuno conosce lo stato in cui versa al suo interno e l’esterno è totalmente abbandonato all’incuria.
Il rischio non è soltanto simbolico: un immobile incustodito può attirare chi cerca di sottrarre infissi, rame o altri materiali, vanificando l’investimento pubblico fatto per riqualificarlo».
Al di là della vicenda specifica, per il presidente della circoscrizione Federico è necessario allargare il dibattito a una questione più ampia: «Lo Sperone è un quartiere fragile, al pari dello Zen o di Brancaccio: privo di strutture in grado di offrire ai ragazzi un luogo dove trascorrere il pomeriggio, fare sport, leggere, condividere.
Un centro sociale attivo - sottolinea -, non risolverebbe da solo i problemi del quartiere, ma rappresenterebbe comunque un presidio importante, soprattutto per intercettare i più giovani prima che si consolidino comportamenti difficili da correggere in età adolescenziale».
A stretto giro è arrivata la risposta dell’assessora alle Politiche sociali Mimma Calabrò, che replica alle segnalazioni dei consiglieri Tusa e Lo Nardo e a quella dello stesso presidente Federico. Nella nota si legge che gli uffici competenti sono stati tempestivamente informati per attivare l’intervento necessario, e si ripercorre la genesi del progetto “DesTEENazione”, fortemente voluto dall’Amministrazione per fare del Centro di via Vittorio un punto di riferimento stabile per adolescenti, giovani e famiglie del territorio.
Secondo quanto riferito dall’Assessorato, la procedura di gara per l’affidamento del progetto è stata avviata con determinazione a contrarre del 18 marzo 2026 e con bando pubblicato il 1° aprile 2026: al momento gli uffici starebbero esaminando la documentazione dell’associazione risultata aggiudicataria.
Una volta operativo, il centro dovrebbe offrire laboratori creativi su musica, arte digitale e podcasting e spazi di studio per gli adolescenti, attività di coworking e orientamento al lavoro per i più grandi, sportelli di ascolto e percorsi di genitorialità per le famiglie. L’Assessorato precisa inoltre che negli spazi di via Di Vittorio resta attivo il progetto “PalermAbility”, le cui attività sono momentaneamente sospese per la pausa estiva.
Quello che però rimane, è la distanza tra i tempi della burocrazia e quelli del quartiere. Da un lato l’Assessorato assicura vigilanza e monitoraggio «nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, correttezza amministrativa, efficacia e buona gestione», dall’altro la Circoscrizione chiede risposte più immediate per una struttura che, nell’attesa che il bando si concluda, continua a restare chiusa e esposta ai rischi del degrado.
Nel mezzo, i residenti dello Sperone che aspettano di riavere un luogo che hanno visto aperto per troppo poco.
«Il centro è stato inaugurato circa due anni fa - racconta a Balarm il presidente della Circoscrizione -, con la presenza del progetto "PalermAbility", dedicato alla disabilità, che vi aveva attivato un orto sociale e attività di pet therapy. Una collocazione temporanea, in attesa che venisse pubblicato un bando per l’assegnazione definitiva degli spazi».
Quando però l’anno scorso il periodo di permanenza di quel progetto è scaduto, la struttura è rimasta senza gestione. Il presidente della Circoscrizione ricorda di aver lanciato l’allarme già allora, temendo che l’immobile, privo di custodia, potesse essere occupato o vandalizzato. «Un timore che si è puntualmente avverato: da un anno il centro è chiuso, nessuno conosce lo stato in cui versa al suo interno e l’esterno è totalmente abbandonato all’incuria.
Il rischio non è soltanto simbolico: un immobile incustodito può attirare chi cerca di sottrarre infissi, rame o altri materiali, vanificando l’investimento pubblico fatto per riqualificarlo».
Al di là della vicenda specifica, per il presidente della circoscrizione Federico è necessario allargare il dibattito a una questione più ampia: «Lo Sperone è un quartiere fragile, al pari dello Zen o di Brancaccio: privo di strutture in grado di offrire ai ragazzi un luogo dove trascorrere il pomeriggio, fare sport, leggere, condividere.
Un centro sociale attivo - sottolinea -, non risolverebbe da solo i problemi del quartiere, ma rappresenterebbe comunque un presidio importante, soprattutto per intercettare i più giovani prima che si consolidino comportamenti difficili da correggere in età adolescenziale».
A stretto giro è arrivata la risposta dell’assessora alle Politiche sociali Mimma Calabrò, che replica alle segnalazioni dei consiglieri Tusa e Lo Nardo e a quella dello stesso presidente Federico. Nella nota si legge che gli uffici competenti sono stati tempestivamente informati per attivare l’intervento necessario, e si ripercorre la genesi del progetto “DesTEENazione”, fortemente voluto dall’Amministrazione per fare del Centro di via Vittorio un punto di riferimento stabile per adolescenti, giovani e famiglie del territorio.
Secondo quanto riferito dall’Assessorato, la procedura di gara per l’affidamento del progetto è stata avviata con determinazione a contrarre del 18 marzo 2026 e con bando pubblicato il 1° aprile 2026: al momento gli uffici starebbero esaminando la documentazione dell’associazione risultata aggiudicataria.
Una volta operativo, il centro dovrebbe offrire laboratori creativi su musica, arte digitale e podcasting e spazi di studio per gli adolescenti, attività di coworking e orientamento al lavoro per i più grandi, sportelli di ascolto e percorsi di genitorialità per le famiglie. L’Assessorato precisa inoltre che negli spazi di via Di Vittorio resta attivo il progetto “PalermAbility”, le cui attività sono momentaneamente sospese per la pausa estiva.
Quello che però rimane, è la distanza tra i tempi della burocrazia e quelli del quartiere. Da un lato l’Assessorato assicura vigilanza e monitoraggio «nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, correttezza amministrativa, efficacia e buona gestione», dall’altro la Circoscrizione chiede risposte più immediate per una struttura che, nell’attesa che il bando si concluda, continua a restare chiusa e esposta ai rischi del degrado.
Nel mezzo, i residenti dello Sperone che aspettano di riavere un luogo che hanno visto aperto per troppo poco.
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