Aria irrespirabile al porto di Palermo, i dati di Arpa: "Richiesti interventi immediati"
Il monitoraggio di Arpa conferma che in quest'area ci sono criticità non indifferenti con valori più elevati rispetto ad altre zone della città. Cosa dice il monitoraggio
Porti di Palermo
Il monitoraggio di Arpa, durato oltre un anno, conferma che nell’area del porto ci sono criticità per biossido di azoto e polveri sottili, con valori più elevati rispetto ad altre zone della città. Tra le cause ci sono le emissioni delle navi e il continuo passaggio di mezzi pesanti e auto all’ingresso del porto. Oltre al traffico di via Crispi.
A dirlo a Balarm è il consigliere dell’Ottava Circoscrizione di Palermo, Emanuele Maria Marino: «La premessa è che la lamentela sull’area e l’inquinamento in zona è sentita dai residenti della zona in quanto, in particolare, vedono i gas di scarico e i fumi provenienti dalle navi in sosta. Ciò si collega al fatto che l’Autorità Portuale, con fondi Pnrr, abbia elettrificato le banchine».
Cosa vuol dire questo? Ve lo spieghiamo facendo un passo indietro: Cosedil S.p.A, come fa sapere il consigliere Marino, si è aggiudicata, nel gennaio 2025, l’appalto per l’elettrificazione delle banchine portuali. Un intervento cruciale promosso dall’Autorità di Sistema Portuale e finanziato con i fondi del Pnrr.
La tecnologia di riferimento è il cold ironing che consente alle navi di spegnere i motori ausiliari durante l’ormeggio, ricevendo energia elettrica direttamente dalla rete portuale con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2, polveri sottili e rumore, migliorando la qualità dell’aria e la vivibilità per i cittadini.
«Quindi – prosegue Marino - la nave che attracca a Palermo può, anziché tenere i motori accesi con il carburante, attaccarsi alla corrente, evitando ore di consumo di carburante. C’è, poi, un’altra criticità, che è legata al traffico di veicoli e tir che sostano in via dell’Arsenale e in via Crispi a motori accesi e ciò influisce sulla qualità dell’aria soprattutto nel periodo estivo dove c’è più traffico. In via dell’Arsenale ha altre conseguenze: asfalto distrutto e tir che occupano l’intera strada».
Per il consigliere dell’Ottava Circoscrizione, non è un problema che deve affrontare solo il Comune di Palermo ma anche l’Autorità Portuale e le altre istituzioni competenti.
«Arpa ha rilevato questi dati non soltanto in un arco temporale breve, ma dal 2023 – precisa Marino -. Si parla di biossido di azoto e anche Pm10 e Pm 2.5, che sono le particelle più piccole. Prima, se ne erano accorti i residenti, ora c’è la conferma di Arpa. Occorre trovare una soluzione per questo problema.
Non è una cosa di poco conto. Influisce anche sulla qualità dell’aria della città, in base anche alla presenza del vento. Per questo chiedo la convocazione di un tavolo tra Comune, Autorità di Sistema Portuale, Regione, Arpa e le altre istituzioni competenti, per individuare misure concrete che consentano la riduzione dell’inquinamento e mitigare gli effetti sulla popolazione.
Sappiamo che l’assessore comunale al ramo, Pietro Alongi, parteciperà ad una seduta del Consiglio dell’Ottava Circoscrizione, dove sotoporremo anche questa tematica».
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