"Le Vie dei Tesori" compie 20 anni: il festival apre 19 città in Sicilia tra inediti e ritorni
Dal 19 settembre al 15 novembre 2026, due mesi di visite straordinarie, passeggiate urbane o nella natura, esperienze, itinerari e racconti in ben 19 città
Villa Palagonia, Bagheria
Vent’anni di porte aperte, di luoghi ritrovati, di storie che sono diventate parte della vita delle città, un’avventura cominciata nel 2006 e cresciuta insieme al suo pubblico. All’inizio erano soltanto dieci luoghi dell’Università di Palermo, ma era l’idea a essere già definita: la conoscenza usciva dai confini dell’Ateneo e arrivava alla gente, che la faceva sua.
La città scopriva che poteva entrare in spazi sino ad allora riservati agli studiosi, ascoltarne le storie e riconoscerli come parte della propria identità. Da quel primo nucleo – le carceri dell’Inquisizione spagnola recuperate dal limbo, cripte dimenticate, conventi trasformati - Le Vie dei Tesori ha progressivamente allargato lo sguardo, coinvolgendo istituzioni, proprietari privati, associazioni e scuole, costruendo un racconto di Palermo prima, e dell’Isola poi, attraverso le sue porte aperte.
Ma il festival si è allargato ancora, ha aggiunto collaborazioni nazionali e internazionali, ha fondato una costola dedicata ai piccoli Comuni (l’associazione Borghi dei Tesori), ha accolto e consolidato lo spin off a Mantova. È diventato un progetto che sviluppa attività durante tutto l’anno, ma che vede il suo appuntamento più atteso nel festival autunnale, quello delle origini, quello più atteso.
A oggi, ha formato circa seimila giovani delle scuole di tutta l’Isola, nella edizione 2025 ha registrato oltre 250 mila ingressi, con un indice di gradimento di oltre il 90 per cento, generando nelle città coinvolte un impatto economico diretto e indiretto di quasi otto milioni di euro. Si calcola che nel corso della sua vita, il festival abbia totalizzato oltre tre milioni tra visite, esperienze, percorsi, narrazioni, esperienze, passeggiate, degustazioni.
Nell’arco di un ventennio sono stati aperti e raccontati circa duemila luoghi, molti sono richiesti dai visitatori e sono appuntamenti consolidati, altri si aggiungono di anno in anno, alla ricerca continua della sorpresa, del ritorno, di questa cultura che diventa pop (popular) nel senso più autentico della parola.
Ora arriva al traguardo della sua ventesima edizione: dal 19 settembre al 15 novembre 2026, due mesi di visite straordinarie, passeggiate urbane o nella natura, esperienze per aria, per terra e per mare, racconti condivisi, laboratori per bambini, degustazioni, teatralizzazioni in 19 città.
«Celebriamo questo traguardo – dice Laura Anello, ideatrice del festival - con l’emozione di un compleanno importante e con la fatica che si ripete a ogni edizione, consapevoli che mai come in questi tempi travagliati abbiamo bisogno di costruire comunità, di recuperare la memoria di chi siamo, di tenere accesa la speranza di un futuro possibile che passa dalla conoscenza, dalla condivisione, dalla memoria di quel che si è stati e si è, dalla concordia sociale, dall’amore per noi stessi e per i nostri luoghi».
Dal 17 ottobre all’1 novembre si unisce Mantova (che avrà un evento apripista già il 20 settembre); dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa mentre Catania occupa un mese intero, dal 9 ottobre all’8 novembre.
E infine Palermo dove si stanno dando gli ultimi tocchi a un festival “monstre”, da ventennale: sei fine settimana, da venerdì a domenica, dal 9 ottobre al 15 novembre, con un evento di apertura l’8 ottobre al Grand Hotel et des Palmes tra narrazione e teatro, in occasione della presentazione del volume “L’isola dei tesori” del presidente della Fondazione, Laura Anello, pubblicato da Edizioni Kalos.
Un viaggio lungo venticinque secoli in cui la storia della Sicilia si dipana attraverso i suoi tesori. Tutto sulle gambe di oltre 800 giovani storyteller del patrimonio (giovani archeologi, storici dell’arte, giornalisti, architetti, botanici) cui si affiancano 2000 studenti delle scuole di tutta la Sicilia, grazie a una convenzione con l’Ufficio scolastico regionale, e decine di guide turistiche ed escursionistiche che conducono le passeggiate urbane e naturalistiche.
È questa la vera forza delle Vie dei Tesori e lo racconta in maniera immediata la nuova campagna creativa firmata da Alessandro Fiore che affida a una giovanissima storyteller il messaggio dell’anniversario, "La bellezza di avere vent’anni".
Il senso di questi vent’anni si legge nei luoghi e nelle persone: in chi ha condiviso una memoria di famiglia, in chi ha raccontato un monumento studiato per una vita, nei ragazzi che hanno imparato a conoscere la propria città accompagnando altri alla scoperta. E nei visitatori che, edizione dopo edizione, hanno costruito una geografia personale di Palermo, tornando nei luoghi amati e cercandone sempre di nuovi.
A Caltanissetta si vedrà rinascere l’ex gasometro, destinato a diventare museo; a Enna si entrerà nell’ex mulino chiuso per quarant’anni e nel Palazzo delle Benedettine, ormai vicino a fine restauro. A Carini sarà l’architetto a raccontare il recupero del Roccazzello, mentre alle catacombe si aggiunge un nuovo antiquarium. Le dimore apriranno memorie private: i saloni affrescati di Villa Artemide ma anche gli arredi Bauhaus di una residenza seicentesca, a Leonforte, i dieci salotti in successione di Palazzo Errante Parrino a Castelvetrano (al suo debutto).
Esordisce anche Santa Flavia, dove a Villa Filangeri rivivrà la principessa che guidava una tonnara, Bagheria racconta una torre “tonda” e prepara dal vivo il sushi siciliano;
Sciacca svelerà il giardino di Palazzo Steripinto e il chiostro gotico diventato parte del carcere; Ragusa il giardino segreto di Palazzo Donnafugata, il quartiere abbandonato della Pirrera e i graffiti di chi cercava salvezza nel bunker.
A Messina si passerà dall’Eremo di San Corrado a Villa Martines e Villa Pace, dal monastero normanno di San Filippo alla Dogana. A Catania si percorreranno le gallerie nella lava del principe di Biscari e si leggeranno i “segni” nei libri antichi della Biblioteca Ursino Recupero, mentre Acireale ritroverà la sua “fabbrica dell’acqua”. A Trapani apre per la prima volta il mulino restaurato delle saline e si ammireranno i manoscritti della Fardelliana; Alcamo racconterà la fatica dei tonnaroti, Mazara la sepoltura attribuita a uno sciamano nel riaperto Mirabilia Urbis.
E a Corleone si entrerà nell’ufficio che fu di Carlo Alberto dalla Chiesa. Marsala porterà all’interno di un’antica fornace del II secolo avanti Cristo, tra antiche sepolture e ipogei, ma anche per cantini e frantoi; Termini Imerese, infine, sta lavorando per condurre fino alla rupe dell’antico castello, per visitare il teatro all’aperto, ma anche tornare nello storico Hotel delle Terme.
La formula resta sempre la stessa: basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito "Le Vie dei Tesori" o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile.
A chi prenota viene inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili.
I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” sono disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.com. I coupon sono donazioni scaricabili dalla dichiarazione dei redditi a organizzazioni non lucrative di utilità sociale.
La città scopriva che poteva entrare in spazi sino ad allora riservati agli studiosi, ascoltarne le storie e riconoscerli come parte della propria identità. Da quel primo nucleo – le carceri dell’Inquisizione spagnola recuperate dal limbo, cripte dimenticate, conventi trasformati - Le Vie dei Tesori ha progressivamente allargato lo sguardo, coinvolgendo istituzioni, proprietari privati, associazioni e scuole, costruendo un racconto di Palermo prima, e dell’Isola poi, attraverso le sue porte aperte.
Ma il festival si è allargato ancora, ha aggiunto collaborazioni nazionali e internazionali, ha fondato una costola dedicata ai piccoli Comuni (l’associazione Borghi dei Tesori), ha accolto e consolidato lo spin off a Mantova. È diventato un progetto che sviluppa attività durante tutto l’anno, ma che vede il suo appuntamento più atteso nel festival autunnale, quello delle origini, quello più atteso.
A oggi, ha formato circa seimila giovani delle scuole di tutta l’Isola, nella edizione 2025 ha registrato oltre 250 mila ingressi, con un indice di gradimento di oltre il 90 per cento, generando nelle città coinvolte un impatto economico diretto e indiretto di quasi otto milioni di euro. Si calcola che nel corso della sua vita, il festival abbia totalizzato oltre tre milioni tra visite, esperienze, percorsi, narrazioni, esperienze, passeggiate, degustazioni.
Nell’arco di un ventennio sono stati aperti e raccontati circa duemila luoghi, molti sono richiesti dai visitatori e sono appuntamenti consolidati, altri si aggiungono di anno in anno, alla ricerca continua della sorpresa, del ritorno, di questa cultura che diventa pop (popular) nel senso più autentico della parola.
Ora arriva al traguardo della sua ventesima edizione: dal 19 settembre al 15 novembre 2026, due mesi di visite straordinarie, passeggiate urbane o nella natura, esperienze per aria, per terra e per mare, racconti condivisi, laboratori per bambini, degustazioni, teatralizzazioni in 19 città.
«Celebriamo questo traguardo – dice Laura Anello, ideatrice del festival - con l’emozione di un compleanno importante e con la fatica che si ripete a ogni edizione, consapevoli che mai come in questi tempi travagliati abbiamo bisogno di costruire comunità, di recuperare la memoria di chi siamo, di tenere accesa la speranza di un futuro possibile che passa dalla conoscenza, dalla condivisione, dalla memoria di quel che si è stati e si è, dalla concordia sociale, dall’amore per noi stessi e per i nostri luoghi».
Le città
Tre weekend – sabato e domenica, dal 19 settembre al 4 ottobre – per visitare Alcamo, Bagheria, Carini, Enna, Leonforte, Mazara, Messina e Trapani. Dal 10 al 25 ottobre, tocca a Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese, e le due new entry di quest’anno, Santa Flavia e Castelvetrano.Dal 17 ottobre all’1 novembre si unisce Mantova (che avrà un evento apripista già il 20 settembre); dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa mentre Catania occupa un mese intero, dal 9 ottobre all’8 novembre.
E infine Palermo dove si stanno dando gli ultimi tocchi a un festival “monstre”, da ventennale: sei fine settimana, da venerdì a domenica, dal 9 ottobre al 15 novembre, con un evento di apertura l’8 ottobre al Grand Hotel et des Palmes tra narrazione e teatro, in occasione della presentazione del volume “L’isola dei tesori” del presidente della Fondazione, Laura Anello, pubblicato da Edizioni Kalos.
Un viaggio lungo venticinque secoli in cui la storia della Sicilia si dipana attraverso i suoi tesori. Tutto sulle gambe di oltre 800 giovani storyteller del patrimonio (giovani archeologi, storici dell’arte, giornalisti, architetti, botanici) cui si affiancano 2000 studenti delle scuole di tutta la Sicilia, grazie a una convenzione con l’Ufficio scolastico regionale, e decine di guide turistiche ed escursionistiche che conducono le passeggiate urbane e naturalistiche.
È questa la vera forza delle Vie dei Tesori e lo racconta in maniera immediata la nuova campagna creativa firmata da Alessandro Fiore che affida a una giovanissima storyteller il messaggio dell’anniversario, "La bellezza di avere vent’anni".
Il senso di questi vent’anni si legge nei luoghi e nelle persone: in chi ha condiviso una memoria di famiglia, in chi ha raccontato un monumento studiato per una vita, nei ragazzi che hanno imparato a conoscere la propria città accompagnando altri alla scoperta. E nei visitatori che, edizione dopo edizione, hanno costruito una geografia personale di Palermo, tornando nei luoghi amati e cercandone sempre di nuovi.
A Caltanissetta si vedrà rinascere l’ex gasometro, destinato a diventare museo; a Enna si entrerà nell’ex mulino chiuso per quarant’anni e nel Palazzo delle Benedettine, ormai vicino a fine restauro. A Carini sarà l’architetto a raccontare il recupero del Roccazzello, mentre alle catacombe si aggiunge un nuovo antiquarium. Le dimore apriranno memorie private: i saloni affrescati di Villa Artemide ma anche gli arredi Bauhaus di una residenza seicentesca, a Leonforte, i dieci salotti in successione di Palazzo Errante Parrino a Castelvetrano (al suo debutto).
Esordisce anche Santa Flavia, dove a Villa Filangeri rivivrà la principessa che guidava una tonnara, Bagheria racconta una torre “tonda” e prepara dal vivo il sushi siciliano;
Sciacca svelerà il giardino di Palazzo Steripinto e il chiostro gotico diventato parte del carcere; Ragusa il giardino segreto di Palazzo Donnafugata, il quartiere abbandonato della Pirrera e i graffiti di chi cercava salvezza nel bunker.
A Messina si passerà dall’Eremo di San Corrado a Villa Martines e Villa Pace, dal monastero normanno di San Filippo alla Dogana. A Catania si percorreranno le gallerie nella lava del principe di Biscari e si leggeranno i “segni” nei libri antichi della Biblioteca Ursino Recupero, mentre Acireale ritroverà la sua “fabbrica dell’acqua”. A Trapani apre per la prima volta il mulino restaurato delle saline e si ammireranno i manoscritti della Fardelliana; Alcamo racconterà la fatica dei tonnaroti, Mazara la sepoltura attribuita a uno sciamano nel riaperto Mirabilia Urbis.
E a Corleone si entrerà nell’ufficio che fu di Carlo Alberto dalla Chiesa. Marsala porterà all’interno di un’antica fornace del II secolo avanti Cristo, tra antiche sepolture e ipogei, ma anche per cantini e frantoi; Termini Imerese, infine, sta lavorando per condurre fino alla rupe dell’antico castello, per visitare il teatro all’aperto, ma anche tornare nello storico Hotel delle Terme.
Come partecipare
Tutti i programmi delle città che vivono il festival a settembre e ottobre si possono consultare on line sul sito Le Vie dei Tesori che è una continua scoperta tra schede, contributi, articoli, foto e video.La formula resta sempre la stessa: basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito "Le Vie dei Tesori" o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile.
A chi prenota viene inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili.
I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” sono disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.com. I coupon sono donazioni scaricabili dalla dichiarazione dei redditi a organizzazioni non lucrative di utilità sociale.
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