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Maxi incendio a Termini, Cascino resiste: "Ripartiremo, i lavoratori al nostro fianco"

Dopo la riunione coi 25 lavoratori presto in cassa integrazione, l'amministratore delegato conferma la volontà di rilanciare l'impresa. Il 29 luglio audizione all'Ars

Stefania Brusca
Giornalista
  • 28 luglio 2026

Il capannone dell'azienda Cascino distrutto dalle fiamme

Quando qualcosa di inaspettato ti colpisce, inizialmente incassi il colpo. Se hai una struttura solida e tanti anni di attività alle spalle però sai che devi rialzarti e ripartire più forte di prima. Sono passate solo poche ore dal devastante incendio che a Termini Imerese, tra le altre cose, ha colpito le strutture di 7 aziende nell'area industriale, causando danni ingenti. Un pomeriggio di inferno, domenica 26 luglio, che ha visto sul campo uomini e mezzi dei vigili del fuoco, con colonne di fumo che si levavano ancora ore dopo l'inizio degli interventi.

Tra le imprese colpite anche la Cascino Angelo & C Srl che ha visto letteralmente andare in fumo il proprio capannone di 2700 metri quadrati insieme a merci e attrezzature per danni che a una prima stima ammontano a 8 milioni di euro. Un'azienda storica quella dei fratelli Cascino, attiva dal 1945 in diversi campi con oltre 200 dipendenti, ma in 81 anni non aveva mai dovuto confrontarsi con una devastazione di questa portata. Nonostante tutto l'azienda è già pronta a mettersi in moto e ad alzarsi le maniche per tornare in attività quanto prima.

«Noi abbiamo diverse divisioni, per fortuna quella che è andata distrutta non è l'unica ma potrebbe mettere a repentaglio l'intera azienda- spiega Nicola Cascino, amministratore delegato della società -. Quello che succederà adesso dipende da tanti fattori alcuni dei quali esulano anche dalla nostra volontà. Ad esempio molto dipende dai tempi di rimborso dell'assicurazione, se arrivano o meno degli indennizzi in tempi brevi per rimettere in piedi il capannone per lo stoccaggio e la movimentazione delle merci, lì dove è andato distrutto o da un'altra parte e poi l'arrivo della merce stessa».

Da quanto si apprende finora sembra che le fiamme, riferisce ancora Cascino siano «partite circa a 300 metri dalla nostra azienda, vicino alla ferrovia, per poi, pare a causa del vento, arrivare a incendiare la nostra struttura».

Un incendio che ha costretto l'azienda dal giorno dopo ad avviare le procedure per mettere in cassa integrazione 25 lavoratori, 25 famiglie che adesso si chiedono che futuro li aspetta. Per cercare di dare una risposta a queste domande l'azienda ha tenuto una riunione con i propri dipendenti che «sono molto provati e delusi - aggiunge Cascino - sono rammaricati ma allo stesso tempo hanno voglia di dare il loro contributo per rimettere in sesto l'attività, per ripartire. C'è una forte resilienza, una voglia di reagire ma allo stesso tempo di essere rassicurati. Ma prima dobbiamo riuscire a capire tempi e modalità di ripresa. Da parte nostra c'è tutta l'intenzione di rilanciare l'attività».

Una volontà e una determinazione, dell'azienda e dei lavoratori che ora devono essere supportate anche dalle istituzioni e dal mondo politico. E pare che su questo ci sia qualcosa di concreto, oltre alla vicinanza e alle attestazioni di solidarietà. «Domani mattina, mercoledì 29 luglio, abbiamo un incontro in Commissione attività produttive all'Ars - conclude Cascino-. Un'audizione chiesta dal deputato regionale del M5s Luigi Sunseri che insieme al sindaco e all'amministrazione di Termini Imerese si sono subito messi a disposizione per far ripartire le aziende e tutelare i lavoratori. Vedremo cosa succederà, se saranno messi a disposizione mezzi e risorse per ripartire».
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