Nell'Odissea di Nolan è un'ancella di Penelope: Loredana, dalla Sicilia a Hollywood
Un'emozione forte che, per chi ogni giorno racconta la propria terra, ha assunto un significato che va ben oltre il cinema. Ci racconta la sua esperienza sul set
Loredana Augugliaro
Quando Christopher Nolan ha scelto Favignana e il Castello di Santa Caterina per girare alcune scene de "L'Odissea" e la Sicilia è diventata ancora una volta protagonista del grande cinema internazionale, tra le persone che hanno vissuto quell'esperienza dall'interno c'è stata anche la trapanese Loredana Augugliaro, professionista della comunicazione e del marketing territoriale, scelta come comparsa nel ruolo di una delle ancelle di Penelope.
Un'esperienza che, per chi ogni giorno racconta la propria terra, ha assunto un significato che va ben oltre il cinema. Per quattro giornate, suddivise in due mesi, all'alba, Loredana ha percorso a piedi la ripida salita che conduce al Castello, anche assieme alla troupe di Nolan, pronta a trasformarsi nel ruolo che le avevano dato. Per lei non è stata soltanto la prima esperienza sul set di un film internazionale, ma il privilegio di assistere alla nascita di un'opera cinematografica nella sua terra, quella che ogni giorno racconta e promuove proprio attraverso il suo lavoro.
A febbraio del 2025 partecipa ai casting per il colossal televisivo diretto dal regista premio Oscar, e dopo qualche settimana arriva la notizia che sperava, facendo parte del "Palace Staff", il gruppo composto da otto ancelle di Penelope. Le riprese iniziano a marzo 2025 e si svolgono nel Castello trasformato per l'occasione nell'antico palazzo di Itaca.
All'interno della fortezza viene ricostruita perfino la cucina, teatro della scena in cui i Proci si sono impossessati del palazzo di Penelope e le ancelle vi preparano la cena per i pretendenti. «Ho vissuto un pezzo di storia del cinema - racconta Loredana -. Siamo tornati sul set quattro volte tra marzo e aprile per realizzare una sola scena. È stato incredibile vedere come ogni dettaglio venisse curato con una precisione assoluta».
Per seguire le riprese ha preso casa a Favignana e la mattina presto ha affrontato a piedi la lunga salita verso il Castello: oltre venti minuti di cammino, spesso con giornate che terminavano anche alle due di notte. «Era una salita faticosissima, ma quando arrivavamo lassù e vedevamo quel panorama dimenticavamo tutta la stanchezza».
Sul set ha incontrato alcuni dei protagonisti del film e lavorato accanto a Kate Fuglei, interprete della fedele nutrice Euriclea, Tom Holland, che ha vestito i panni di Telemaco, e ha incrociato anche Matt Damon. Charlize Theron, invece, non ha avuto occasione di incontrarla. Ciò che l’ha colpita maggiormente, però, è stato proprio Christopher Nolan. «È sempre stato con noi. Una persona cordiale, umile, vicina a tutta la troupe e anche alle comparse. È stato emozionante osservare da vicino il suo modo di lavorare».
L'esperienza assume un valore ancora più speciale perché vissuta nella sua terra. «Da siciliana, vivere tutto questo nella mia terra ha reso ogni momento ancora più emozionante. Per un attimo è stato come essere a Hollywood». Il Castello di Santa Caterina, grazie alla scelta di Nolan di privilegiare scenografie reali rispetto agli effetti digitali, ha preso letteralmente vita. «Quello che abbiamo visto durante quelle settimane difficilmente si vedrà ancora in quella dimensione. Hanno restituito vita al Castello. Vederlo trasformarsi in un set internazionale è stato qualcosa di straordinario».
Quando il film è uscito nelle sale il 16 luglio, Loredana è stata tra i primi spettatori. Da appassionata di cinema e da professionista della comunicazione ha osservato il film anche con uno sguardo diverso. «È stato come vedere un'opera d'arte mentre nasceva. Certo, non è l'Odissea che abbiamo studiato sui libri, ma credo che Nolan abbia volutamente reinterpretato il mito adattandolo al presente. Mi è sembrato un film che parla anche delle guerre di oggi, ricordando che in guerra non esistono veri vincitori. È una rilettura perfettamente attuale».
Quella sul set di Nolan, però, non è rimasta un'esperienza isolata. Subito dopo ha preso parte anche alle riprese della fiction Rai dedicata alla cattura di Matteo Messina Denaro, L'Invisibile, girata a Palermo, ancora una volta come comparsa. Due produzioni molto diverse, ma accomunate dalla stessa scoperta: il fascino del lavoro sul set. «Mi è piaciuto moltissimo a Favignana, osservare anche tutta la parte tecnica. Vedere come nasce un film mi ha fatto capire ancora di più quanto mi piaccia questo mondo e spero di poter continuare a viverlo». In realtà il cinema rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso che parte da molto lontano.
L'arte è sempre stata il suo primo linguaggio. Ha studiato danza classica per quindici anni, iniziando a cinque anni, vivendo anche l'atmosfera dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma. Un incidente poi ha cambiato il corso della sua vita, ma non il desiderio di raccontare emozioni. Successivamente ha lavorato in televisione occupandosi di post-produzione e realizzazione video, è diventata direttore di palco di numerosi eventi e oggi si occupa di marketing territoriale e comunicazione.
«In fondo faccio sempre la stessa cosa: racconto emozioni», dice. Laureata in Comunicazione e Marketing a Roma, sceglie poi di tornare nella sua Trapani. Una decisione dettata dall'amore per la Sicilia. «Il mio obiettivo è valorizzare la Sicilia occidentale, creare connessioni tra le eccellenze del territorio e raccontarle in maniera autentica. Per promuovere una terra bisogna costruire una narrazione capace di far innamorare le persone ancora prima che arrivino».
Quello di Loredana è un amore consapevole. «La Sicilia è una terra complessa ma straordinaria – evidenzia -. Non la idealizzo, ne conosco i limiti ma anche il suo immenso potenziale. E chi la ama ha la responsabilità di raccontarla bene». Per questo l'esperienza vissuta sul set de "L'Odissea" si lega perfettamente al suo lavoro. «Prima raccontavo il territorio nelle rubriche televisive, sul set ho vissuto la Sicilia attraverso il cinema. Cambia il linguaggio, ma resta lo stesso amore». Per Loredana, infatti, il valore del film va oltre il grande schermo. «Quando una produzione internazionale sceglie la Sicilia significa che ne riconosce il valore culturale, storico e paesaggistico.
Per chi, come me, lavora ogni giorno per promuovere questa terra, è una conferma importante. Il mio sogno più grande è saper riportare una Sicilia che non ha bisogno di essere inventata, ma semplicemente raccontata nel modo giusto». Lo stesso amore che cerca di trasmettere anche alla figlia di sei anni. «Quando ho del tempo libero organizzo spesso dei weekend in giro per la Sicilia per farle conoscere questa terra fin da piccola. Vorrei che un giorno scegliesse di restare qui con lo stesso amore che provo io».
Tra i suoi riferimenti professionali c'è anche Francesco Siro Brigiano - videomaker e regista trapanese che lavora da molti anni nel mondo dell'audiovisivo, firmando numerose produzioni per opere liriche, eventi internazionali, concerti, spot pubblicitari, video musicali e cortometraggi - che considera un maestro. «Mi disse una frase che porto sempre con me: "Non importa cosa monti, ma cosa rimane alle persone dopo aver visto il tuo video". Da allora ogni progetto che realizzo parte proprio da questa prospettiva: lasciare qualcosa.
Mi chiedono spesso se serva più coraggio a partire o a restare. Io credo che serva coraggio per entrambe le scelte. Ma anche restare e continuare a investire nella propria terra richiede tanto coraggio». E dopo aver visto il Castello di Santa Caterina trasformarsi in Itaca davanti agli occhi del mondo, una convinzione è diventata ancora più forte. «La Sicilia è davvero da Oscar. I suoi paesaggi, la sua storia e la sua bellezza non hanno nulla da invidiare ai luoghi più celebri. Dovremmo ricordarcelo ogni giorno».
Un'esperienza che, per chi ogni giorno racconta la propria terra, ha assunto un significato che va ben oltre il cinema. Per quattro giornate, suddivise in due mesi, all'alba, Loredana ha percorso a piedi la ripida salita che conduce al Castello, anche assieme alla troupe di Nolan, pronta a trasformarsi nel ruolo che le avevano dato. Per lei non è stata soltanto la prima esperienza sul set di un film internazionale, ma il privilegio di assistere alla nascita di un'opera cinematografica nella sua terra, quella che ogni giorno racconta e promuove proprio attraverso il suo lavoro.
A febbraio del 2025 partecipa ai casting per il colossal televisivo diretto dal regista premio Oscar, e dopo qualche settimana arriva la notizia che sperava, facendo parte del "Palace Staff", il gruppo composto da otto ancelle di Penelope. Le riprese iniziano a marzo 2025 e si svolgono nel Castello trasformato per l'occasione nell'antico palazzo di Itaca.
All'interno della fortezza viene ricostruita perfino la cucina, teatro della scena in cui i Proci si sono impossessati del palazzo di Penelope e le ancelle vi preparano la cena per i pretendenti. «Ho vissuto un pezzo di storia del cinema - racconta Loredana -. Siamo tornati sul set quattro volte tra marzo e aprile per realizzare una sola scena. È stato incredibile vedere come ogni dettaglio venisse curato con una precisione assoluta».
Per seguire le riprese ha preso casa a Favignana e la mattina presto ha affrontato a piedi la lunga salita verso il Castello: oltre venti minuti di cammino, spesso con giornate che terminavano anche alle due di notte. «Era una salita faticosissima, ma quando arrivavamo lassù e vedevamo quel panorama dimenticavamo tutta la stanchezza».
Sul set ha incontrato alcuni dei protagonisti del film e lavorato accanto a Kate Fuglei, interprete della fedele nutrice Euriclea, Tom Holland, che ha vestito i panni di Telemaco, e ha incrociato anche Matt Damon. Charlize Theron, invece, non ha avuto occasione di incontrarla. Ciò che l’ha colpita maggiormente, però, è stato proprio Christopher Nolan. «È sempre stato con noi. Una persona cordiale, umile, vicina a tutta la troupe e anche alle comparse. È stato emozionante osservare da vicino il suo modo di lavorare».
L'esperienza assume un valore ancora più speciale perché vissuta nella sua terra. «Da siciliana, vivere tutto questo nella mia terra ha reso ogni momento ancora più emozionante. Per un attimo è stato come essere a Hollywood». Il Castello di Santa Caterina, grazie alla scelta di Nolan di privilegiare scenografie reali rispetto agli effetti digitali, ha preso letteralmente vita. «Quello che abbiamo visto durante quelle settimane difficilmente si vedrà ancora in quella dimensione. Hanno restituito vita al Castello. Vederlo trasformarsi in un set internazionale è stato qualcosa di straordinario».
Quando il film è uscito nelle sale il 16 luglio, Loredana è stata tra i primi spettatori. Da appassionata di cinema e da professionista della comunicazione ha osservato il film anche con uno sguardo diverso. «È stato come vedere un'opera d'arte mentre nasceva. Certo, non è l'Odissea che abbiamo studiato sui libri, ma credo che Nolan abbia volutamente reinterpretato il mito adattandolo al presente. Mi è sembrato un film che parla anche delle guerre di oggi, ricordando che in guerra non esistono veri vincitori. È una rilettura perfettamente attuale».
Quella sul set di Nolan, però, non è rimasta un'esperienza isolata. Subito dopo ha preso parte anche alle riprese della fiction Rai dedicata alla cattura di Matteo Messina Denaro, L'Invisibile, girata a Palermo, ancora una volta come comparsa. Due produzioni molto diverse, ma accomunate dalla stessa scoperta: il fascino del lavoro sul set. «Mi è piaciuto moltissimo a Favignana, osservare anche tutta la parte tecnica. Vedere come nasce un film mi ha fatto capire ancora di più quanto mi piaccia questo mondo e spero di poter continuare a viverlo». In realtà il cinema rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso che parte da molto lontano.
L'arte è sempre stata il suo primo linguaggio. Ha studiato danza classica per quindici anni, iniziando a cinque anni, vivendo anche l'atmosfera dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma. Un incidente poi ha cambiato il corso della sua vita, ma non il desiderio di raccontare emozioni. Successivamente ha lavorato in televisione occupandosi di post-produzione e realizzazione video, è diventata direttore di palco di numerosi eventi e oggi si occupa di marketing territoriale e comunicazione.
«In fondo faccio sempre la stessa cosa: racconto emozioni», dice. Laureata in Comunicazione e Marketing a Roma, sceglie poi di tornare nella sua Trapani. Una decisione dettata dall'amore per la Sicilia. «Il mio obiettivo è valorizzare la Sicilia occidentale, creare connessioni tra le eccellenze del territorio e raccontarle in maniera autentica. Per promuovere una terra bisogna costruire una narrazione capace di far innamorare le persone ancora prima che arrivino».
Quello di Loredana è un amore consapevole. «La Sicilia è una terra complessa ma straordinaria – evidenzia -. Non la idealizzo, ne conosco i limiti ma anche il suo immenso potenziale. E chi la ama ha la responsabilità di raccontarla bene». Per questo l'esperienza vissuta sul set de "L'Odissea" si lega perfettamente al suo lavoro. «Prima raccontavo il territorio nelle rubriche televisive, sul set ho vissuto la Sicilia attraverso il cinema. Cambia il linguaggio, ma resta lo stesso amore». Per Loredana, infatti, il valore del film va oltre il grande schermo. «Quando una produzione internazionale sceglie la Sicilia significa che ne riconosce il valore culturale, storico e paesaggistico.
Per chi, come me, lavora ogni giorno per promuovere questa terra, è una conferma importante. Il mio sogno più grande è saper riportare una Sicilia che non ha bisogno di essere inventata, ma semplicemente raccontata nel modo giusto». Lo stesso amore che cerca di trasmettere anche alla figlia di sei anni. «Quando ho del tempo libero organizzo spesso dei weekend in giro per la Sicilia per farle conoscere questa terra fin da piccola. Vorrei che un giorno scegliesse di restare qui con lo stesso amore che provo io».
Tra i suoi riferimenti professionali c'è anche Francesco Siro Brigiano - videomaker e regista trapanese che lavora da molti anni nel mondo dell'audiovisivo, firmando numerose produzioni per opere liriche, eventi internazionali, concerti, spot pubblicitari, video musicali e cortometraggi - che considera un maestro. «Mi disse una frase che porto sempre con me: "Non importa cosa monti, ma cosa rimane alle persone dopo aver visto il tuo video". Da allora ogni progetto che realizzo parte proprio da questa prospettiva: lasciare qualcosa.
Mi chiedono spesso se serva più coraggio a partire o a restare. Io credo che serva coraggio per entrambe le scelte. Ma anche restare e continuare a investire nella propria terra richiede tanto coraggio». E dopo aver visto il Castello di Santa Caterina trasformarsi in Itaca davanti agli occhi del mondo, una convinzione è diventata ancora più forte. «La Sicilia è davvero da Oscar. I suoi paesaggi, la sua storia e la sua bellezza non hanno nulla da invidiare ai luoghi più celebri. Dovremmo ricordarcelo ogni giorno».
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