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Se ora ci passi non la vedi più a Palermo: la pista ciclabile di via Dante cambia volto

I cordoli sono stati rimossi e una volta rifatto l'asfalto una delle ciclovie più utilizzate della città verrà rifatta ex novo: ecco cosa cambia e cosa invece no

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • 17 luglio 2026

La pista ciclabile in via Dante cambia volto (foto Balarm)

I vecchi cordoli sono stati rimossi e saranno dismessi, l’asfalto rifatto e la pista ciclabile di via Dante tornerà nuova. Ma soltanto nell’aspetto. Il tracciato, infatti, resterà quello di oggi: una corsia protetta da piazza Castelnuovo e, nel senso opposto, il passaggio delle biciclette dentro la corsia riservata agli autobus.

La proposta della Consulta della Bicicletta di approfittare dei lavori per cambiare questo assetto non è stata accolta. «Ci hanno risposto nei giorni scorsi che non è fattibile», racconta il portavoce Dario Stellino. La pista sarà quindi ripristinata con un nuovo manto rosso e nuovi cordoli, senza però trasformarsi nella bidirezionale protetta richiesta nei mesi scorsi.

A confermare che l’intervento manterrà la configurazione attuale è l’assessore alla Mobilità Maurizio Carta. «Verranno rifatti i cordoli con materiali nuovi e il manto stradale, per garantire cura e sicurezza della pista ciclabile a salire e della corsia ciclabile in misto con il trasporto pubblico locale a scendere», spiega.

Il problema, secondo la Consulta, nasce proprio dalla differenza tra i due sensi di marcia. Chi pedala da piazza Castelnuovo ha a disposizione una sede separata dal traffico. Chi procede nella direzione opposta deve invece condividere lo spazio con gli autobus, all’interno di una corsia che viene spesso occupata anche da auto e scooter che la percorrono in senso contrario rispetto a biciclette e mezzi pubblici.

«Molti ciclisti, per evitare quel tratto, finiscono per utilizzare contromano la pista protetta, incrociando chi arriva dalla direzione consentita e aggiungendo un altro elemento di rischio», racconta Stellino.

Da qui era nata la proposta presentata alla fine di marzo: allargare l’attuale percorso e renderlo percorribile in entrambi i sensi, recuperando lo spazio necessario attraverso un restringimento della corsia preferenziale. Gli autobus avrebbero mantenuto una corsia riservata, mentre le biciclette sarebbero state riunite in una sede propria, separata dal resto della carreggiata.

Non era, però, l’unica soluzione indicata. Qualora la bidirezionale non fosse stata possibile, la Consulta chiedeva almeno di proteggere meglio la corsia condivisa da autobus e biciclette, impedendo l’ingresso dei mezzi privati. A questa richiesta si aggiungevano il rifacimento della superficie, la sistemazione dei tombini e la manutenzione del verde che in alcuni punti invade il percorso.

Quello di via Dante è soltanto uno dei punti della città sui quali resta aperto il confronto tra il Comune e chi ogni giorno si muove in bicicletta. Un confronto che riguarda anche via Roma, dove la Consulta ha già chiesto una corsia protetta e dove lunedì 20 luglio diversi movimenti, associazioni e comitati daranno vita a una “ciclabile umana”.

Cambia il luogo, ma per chi pedala la domanda resta la stessa: bastano la segnaletica e la convivenza con il traffico a garantire la sicurezza dei ciclisti?
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