Totò Lentini tra i "nuovi" al fianco di Cateno De Luca: "Liberare Palermo il mio obiettivo"
Il leader di Sud chiama Nord ha presentato in conferenza stampa i nuovi aderenti al suo progetto, fra cui due politici di lungo corso: "Ora è il nostro momento"
Totò Lentini e Cateno De Luca, di Sud chiama Nord
Nel presentare Lentini, De Luca ha ricordato il rapporto nato nel 2006, quando entrambi furono protagonisti della stagione che portò alla nascita dell’Mpa. Un legame politico e personale che il leader di Sud chiama Nord ha voluto rimarcare, definendo Lentini «un pezzo della politica palermitana». Secondo De Luca, Lentini avrebbe rappresentato una politica «eccessivamente genuina» rimasta penalizzata dai giochi interni e dai meccanismi dei partiti. Un ingresso che viene letto come un tassello importante nella costruzione di una proposta alternativa per Palermo.
Per Lentini la prima elezione all’Ars arriva nel 2006, quando viene eletto deputato regionale con 6.982 voti di preferenza nella lista Mpa. Nel corso degli anni il suo percorso politico è stato caratterizzato da diversi cambi di collocazione, con passaggi anche al centrosinistra, prima del ritorno nell’orbita autonomista. Un rapporto che, negli ultimi tempi, si è però definitivamente interrotto.
Tre volte deputato regionale, ha costruito la propria esperienza tra attività parlamentare e incarichi amministrativi. Il suo nome è tornato alla ribalta anche durante le elezioni comunali di Palermo del 2022, quando scese in campo come candidato sindaco con un progetto autonomo. Successivamente, nella fase di ricomposizione del centrodestra, decise di ritirare la propria candidatura per sostenere Roberto Lagalla, contribuendo alla costruzione di una coalizione unitaria che avrebbe poi portato alla vittoria dell’attuale sindaco.
Negli ultimi mesi Lentini è stato inoltre protagonista del dibattito politico cittadino per il ruolo ricoperto alla guida di Palermo Energia, una società partecipata della Città Metropolitana attorno cui è sorto un caso che ha aperto uno scontro con l’amministrazione comunale.
Al centro della conferenza la visione di De Luca per il capoluogo siciliano. Palermo viene indicata come il primo grande banco di prova di un progetto più ampio per la Sicilia. «Capitale del Mediterraneo: è questa la mia visione», spiegando che la città deve avere una marcia in più perché «merita di più».
Il progetto, nelle intenzioni del leader di ScN, punta a portare nel capoluogo un modello basato sulla buona amministrazione, sulla gestione rigorosa delle risorse e su una maggiore attenzione ai servizi. «Noi non siamo gli anti Lagalla, siamo oltre Lagalla», è il messaggio lanciato da De Luca, che ha ribadito di voler costruire un’alternativa fondata su competenza, esperienza amministrativa e capacità di governo.
Nel suo intervento Totò Lentini ha spiegato che la scelta di aderire al progetto nasce dalla condivisione di una battaglia politica e amministrativa. Ha infatti indicato nella “liberazione” della città e della provincia di Palermo il principale obiettivo della nuova fase, sostenendo che negli anni siano rimasti irrisolti numerosi problemi legati ai servizi e alla gestione della macchina pubblica.
Lentini ha raccontato la propria esperienza istituzionale come un percorso maturato a contatto con cittadini, lavoratori e amministratori, sottolineando il valore della politica intesa come servizio. Ha inoltre annunciato il percorso dell’associazione “Palermo Futura”, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, amministratori e realtà del territorio nella costruzione di una proposta per il futuro della città.
La conferenza stampa si è chiusa con uno sguardo agli scenari regionali e al futuro della presidenza della Regione. De Luca ha prospettato due possibili scenari per Schifani. Il primo riguarda l’ipotesi che il governatore accetti un ruolo da semplice componente del Csm: in quel caso Schifani dovrebbe dimettersi entro la fine dell’anno, aprendo la strada a elezioni regionali anticipate tra la fine di febbraio e la prima settimana di marzo.
Il secondo scenario sarebbe invece quello della permanenza di Schifani fino alla scadenza naturale della legislatura, con il voto regionale rinviato più avanti, dopo gli altri appuntamenti elettorali già previsti. Una prospettiva che De Luca ha criticato duramente, sostenendo che la Sicilia non possa restare bloccata dalle dinamiche interne dei partiti e dalle logiche di conservazione del potere.
Il leader di ScN ha ribadito che il suo movimento è pronto ad affrontare una possibile sfida elettorale anticipata. «Siamo pronti con le cinture bianche e con le lanterne accese», è il senso del messaggio finale. Per De Luca lo scenario di un voto tra febbraio e marzo è quello oggi più verosimile e richiede di accelerare la costruzione del progetto politico. «È il nostro momento».
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