Amore e destino si incontrano a Palermo: il mito di Orfeo ed Euridice al Conservatorio
Un amore che attraversa il tempo, sfida la morte e continua a parlare al presente. È quello di Orfeo ed Euridice, protagonista del prossimo appuntamento della Stagione Concertistica 2026 del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo.
Martedì 31 marzo alle ore 18.00, nella Sala Mannino, il mito prende vita attraverso il mezzosoprano Emanuela Prestigiovanni (Orfeo), il soprano Nina Alessi (Euridice), il soprano Hazar Abdennadher (Amore) e Lorenzo Traverso al pianoforte.
Opera in tre atti Christoph Willibald Gluck su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, questa pagina musicale affermò i principi di una nuova purezza espressiva, la libertà disadorna del canto, la scrittura orchestrale, severa e strettamente unita alla parola, la misura nella passione, espressa nel celebre lamento “Che farò senza Euridice?”.
La parte di Orfeo fu scritta originariamente per un sopranista (evirato). Il protagonista è più che un uomo: è il mitico cantore, l’incantatore di uomini ed animali. Quanto all’ouverture ed all’epilogo col lieto fine, costituiscono una cornice festosa, dovuta alla necessità dell’occasione in cui venne rappresentata, il compleanno dell’imperatore.
Questa fastosa cornice musicale contribuisce a dare a Orfeo un’aura favolosa e remota, in contrasto con la spoglia purezza dei personaggi del dramma vero e proprio. La rappresentazione del concerto sintetizza i momenti più significativi dell’opera.
L'evento si inserisce nel percorso della stagione 2026ed è in collaborazione con gli allievi MUI dell’Istituto Regina Margherita di Palermo, Rosalia Pizzitola, esecuzione ed interpretazione.
Presentazione a cura di Paola Rubino.
Martedì 31 marzo alle ore 18.00, nella Sala Mannino, il mito prende vita attraverso il mezzosoprano Emanuela Prestigiovanni (Orfeo), il soprano Nina Alessi (Euridice), il soprano Hazar Abdennadher (Amore) e Lorenzo Traverso al pianoforte.
Opera in tre atti Christoph Willibald Gluck su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, questa pagina musicale affermò i principi di una nuova purezza espressiva, la libertà disadorna del canto, la scrittura orchestrale, severa e strettamente unita alla parola, la misura nella passione, espressa nel celebre lamento “Che farò senza Euridice?”.
La parte di Orfeo fu scritta originariamente per un sopranista (evirato). Il protagonista è più che un uomo: è il mitico cantore, l’incantatore di uomini ed animali. Quanto all’ouverture ed all’epilogo col lieto fine, costituiscono una cornice festosa, dovuta alla necessità dell’occasione in cui venne rappresentata, il compleanno dell’imperatore.
Questa fastosa cornice musicale contribuisce a dare a Orfeo un’aura favolosa e remota, in contrasto con la spoglia purezza dei personaggi del dramma vero e proprio. La rappresentazione del concerto sintetizza i momenti più significativi dell’opera.
L'evento si inserisce nel percorso della stagione 2026ed è in collaborazione con gli allievi MUI dell’Istituto Regina Margherita di Palermo, Rosalia Pizzitola, esecuzione ed interpretazione.
Presentazione a cura di Paola Rubino.














