Contestazioni tra dimensione sociale e privata: "I pugni in tasca" al Rouge et Noir
"La famiglia è ariosa come una camera a gas" fu uno degli slogan più radicali del movimento del Sessantotto.
Alla popolarità di questa dirompente enunciazione ha portato un contributo decisivo l'uscita de "I pugni in tasca" di Marco Bellocchio, nel 1965, un esordio folgorante, come lo definì Pier Paolo Pasolini.
"I pugni in tasca", che il Rouge et Noir di Palermo ripropone martedì 24 marzo alle 19.00, in versione restaurata, come appuntamento off del "Supercineclub", è diventato un film-manifesto per le nuove generazioni che si avvicinavano alla stagione delle grandi contestazioni.
È un film duro, angoscioso, nichilista, che mette a nudo il perbenismo borghese, i falsi miti delle tradizioni familiari e contesta ogni principio di autorità, con Lou Castel nel ruolo del protagonista e con Paola Pitagora.
Alla popolarità di questa dirompente enunciazione ha portato un contributo decisivo l'uscita de "I pugni in tasca" di Marco Bellocchio, nel 1965, un esordio folgorante, come lo definì Pier Paolo Pasolini.
"I pugni in tasca", che il Rouge et Noir di Palermo ripropone martedì 24 marzo alle 19.00, in versione restaurata, come appuntamento off del "Supercineclub", è diventato un film-manifesto per le nuove generazioni che si avvicinavano alla stagione delle grandi contestazioni.
È un film duro, angoscioso, nichilista, che mette a nudo il perbenismo borghese, i falsi miti delle tradizioni familiari e contesta ogni principio di autorità, con Lou Castel nel ruolo del protagonista e con Paola Pitagora.














