Il racconto di "Alegher": le tragedie del nostro tempo al teatro Atlante di Palermo
Nel racconto di Alegher si riflettono le tragedie del nostro tempo, così la sua attesa diventa la nostra domanda: chi ha ancora il diritto di essere umano?
Venerdì 6 e sabato 7 marzo alle 21.00 il teatro Atlante di Palermo ospita lo spettacolo dal titolo "Alegher", con Eugenio Vaccaro e Alessandro Angelelli. Testo e regia Eugenio Vaccaro.
Le sale d’attesa cancellano le distanze tra esseri umani. Quando siamo in fila ad aspettare, diventiamo tutti numeri, soggetti a dinamiche che ignorano la nostra identità. Alegher aspetta. Il pubblico aspetta con lui. L’arrivo del burocrate interrompe l’attesa. I suoi sguardi e le sue domande tracciano confini netti tra chi ha il diritto di esistere e chi deve giustificarsi per farlo, ma agli occhi del potere, Alegher è “l’altro”.
Per rivendicare il proprio diritto a essere uomo, Alegher dovrà dargli ciò che vuole: rinunciare a se stesso, alla propria storia, ai ricordi che lo hanno plasmato. Solo così potrà assecondare lo sguardo distorto e contraddittorio della società in cui vive illegalmente, una società che predica uguaglianza ma pratica esclusione.
Venerdì 6 e sabato 7 marzo alle 21.00 il teatro Atlante di Palermo ospita lo spettacolo dal titolo "Alegher", con Eugenio Vaccaro e Alessandro Angelelli. Testo e regia Eugenio Vaccaro.
Le sale d’attesa cancellano le distanze tra esseri umani. Quando siamo in fila ad aspettare, diventiamo tutti numeri, soggetti a dinamiche che ignorano la nostra identità. Alegher aspetta. Il pubblico aspetta con lui. L’arrivo del burocrate interrompe l’attesa. I suoi sguardi e le sue domande tracciano confini netti tra chi ha il diritto di esistere e chi deve giustificarsi per farlo, ma agli occhi del potere, Alegher è “l’altro”.
Per rivendicare il proprio diritto a essere uomo, Alegher dovrà dargli ciò che vuole: rinunciare a se stesso, alla propria storia, ai ricordi che lo hanno plasmato. Solo così potrà assecondare lo sguardo distorto e contraddittorio della società in cui vive illegalmente, una società che predica uguaglianza ma pratica esclusione.














