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Performance artistica di Andrea Cusumano "Wiglielmo Suite"

L’istallazione intitolata “Il Grande Teatro” realizzata dall’artista Andrea Mineo per la mostra "‘Aziza" presso i cantieri culturali della Zisa a Palermo ospiterà la performance di Andrea Cusumano e Fleur Huygues-Despointes intitolata "Wiglielmo Suite". L’opera è una performance che Cusumano ha ideato e pensato per il Museo ZAC. Si tratta di un esperimento performativo che utilizza tracce sonore pre-registrate, interventi dal vivo e composizioni visive e che trae spunto dal testo poetico L’Aurora dopo il Tramonto (Edizioni Morra, Napoli, 2006), in cui Cusumano ha sintetizzato la propria poetica in forma di manifesto.

Il personaggio dell’opera, Wiglielmo, ci conduce in un viaggio iniziatico verso le matrici del Sé, attraversando percorsi mitici e luoghi archetipici. In passato Cusumano ha realizzato altre performances tratte da frammenti di questo testo, allo storico Studio Morra di Napoli, dove Marina Abramowic realizzò la famosissima Rythm 0 ed alla Casa delle Letterature di Roma. Per questa performance Cusumano, che reciterà insieme all’artista francese Fleur Huygues-Despointes, ha selezionato alcuni brani significativi del testo, per elaborarli, in forma di esperimento, in chiave drammaturgica.

“Il Grande Teatro” è l’opera realizzata dall’artista Andrea Mineo per ZAC che per l’occasione ospiterà l’azione artistica di Cusumano. La grande opera come anche cita il titolo (8 metri di larghezza per 5 di profondità e 2 di altezza) è costituita da 8 maestose lampade in ferro battuto messe in funzionare e recuperate presso i capannoni dei cantieri della Zisa, una quantità ingente di materiale proveniente da scenografie abbandonate e travi recuperate presso i siti abbandonati di Palermo, il tutto manipolato dal sapiente artista allo scopo di ottenere una struttura mobile somigliante ad un’Agorà, ricomponibile e trasportabile che emette una potente luce direttamente in direzione dello spettatore e dunque attua a ospitare al suo interno performance, happening, concerti e quant’altro.

L’opera è il frutto di un’intensa ricerca artistica che Andrea Mineo porta avanti da anni che consiste nell’intervento diretto sullo spazio fisico e sulla percezione che di esso ha l’osservatore. Una riflessione continua sull’azione dello spazio e sulle persone che lo abitano. Le sue opere definite come delle “psico‐architetture” ma anche “psico‐sculture“ pensate per essere percorse fisicamente e per agire in modo sottile, ma persistente, sull’immaginazione e il pensiero di chi le esperisce: questione che viene affrontata sia indagando la relatività della percezione, sia lavorando sulla forzatura dei limiti, fisici o psicologici, come la possibilità di estensione delle nostre capacità.

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