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Storia e arte a Palermo: l'Instituto Cervantes celebra la Giornata internazionale della donna

Balarm
La redazione

Madre e figlia in Plaza de Mayo (foto di Adriana Lestido)

L'Instituto Cervantes di Palermo celebra la Giornata internazionale della donna con due attività dal carattere storico e artistico che pongono al centro la forza delle donne argentine, dimostrata con fatti storici anche durante i cinquant'anni di dittatura che hanno segnato il Paese.

Giovedì 5 marzo alle ore 17.30 nei locali della Chiesa Sant’Eulalia dei Catalani (via Argenteria, 33), Eduardo Gabriel Taleti, professore di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Nazionale del Rosario (UNR), ospitato per l’occasione, si tiene la conferenza "La resistenza delle donne argentine all'ultima dittatura" (1976-1983). Modera l’incontro la professoressa Giovanna Minardi.

La notte del 24 marzo 1976 le forze armate argentine rovesciarono il fragile governo di Estela Martínez de Perón (prima donna presidente del Paese), la quale subì gravi violazioni dei propri diritti e una lunga detenzione. Questo regime aveva come obiettivo una ristrutturazione economica, sociale e culturale, la disciplina della società e lo sterminio del terrorismo apolide (quando in realtà erano già stati sconfitti militarmente e politicamente).

Inoltre, si inserisce nei colpi di Stato militari del Cono Sud a partire dal 1964 nell'ambito di quella che era la Dottrina della Sicurezza Nazionale.

La conferenza, realizzata in collaborazione con la cattedra di Letterature ispano-americane dell'Università degli Studi di Palermo, si concentra su tre temi principali: il colpo di Stato del 1976, le violazioni dei diritti umani e il ruolo fondamentale svolto dalle donne nella resistenza a tale regime, attraverso la testimonianza delle Madri di Plaza de Mayo, le Nonne di Plaza de Mayo e altre istituzioni.

A seguire l'attrice argentina Monica Scapparone intrattiene il pubblico con una lettura drammatizzata tratta dalla testimonianza di Adriana Calvo, ex detenuta desaparecida nella dittatura militare.
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