Storia e cultura nell'arte di Gaetano Porcasi: "Il sacrificio e la memoria" in mostra a Cefalù
Sabato 21 marzo è la trentunesima Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
Il Comune di Cefalù ha scelto di iniziare proprio il 21 marzo l'itinerario della memoria per gli ottant'anni della Repubblica Italiana (che culminerà nella Festa del 2 Giugno), con una mostra presso l'Ottagono di Santa Caterina in piazza Duomo.
L'esposizione ha per titolo "Il sacrificio e la memoria. Storia e cultura nelle opere di Gaetano Porcasi" (inaugurazione alle 17, fino al 12 aprile visite a ingresso libero tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00).
L'artista, grazie alle sue opere (alcune di grandi dimensioni) permette di ripercorrere la Storia d'Italia attraverso fatti e personaggi che, pur nelle prove più difficili, hanno suscitato riflessione e cambiamento.
Si va dalla società contadina del Dopoguerra a quella della comunicazione, fissando immagini critiche e provocatorie di un'Italia costruita dal sacrificio di tanti eroi civili e di comuni cittadini, spesso vittime di eventi tragici e sfuggenti: da Portella della Ginestra a Via Georgofili, dalla strage di Bologna a quel 1992 di lutto e di riscatto collettivi.
Sciascia, Camilleri, Consolo e altri sono i ritratti della Speranza, voci civili che hanno fatto crescere la collettività.
Il Comune di Cefalù ha scelto di iniziare proprio il 21 marzo l'itinerario della memoria per gli ottant'anni della Repubblica Italiana (che culminerà nella Festa del 2 Giugno), con una mostra presso l'Ottagono di Santa Caterina in piazza Duomo.
L'esposizione ha per titolo "Il sacrificio e la memoria. Storia e cultura nelle opere di Gaetano Porcasi" (inaugurazione alle 17, fino al 12 aprile visite a ingresso libero tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00).
L'artista, grazie alle sue opere (alcune di grandi dimensioni) permette di ripercorrere la Storia d'Italia attraverso fatti e personaggi che, pur nelle prove più difficili, hanno suscitato riflessione e cambiamento.
Si va dalla società contadina del Dopoguerra a quella della comunicazione, fissando immagini critiche e provocatorie di un'Italia costruita dal sacrificio di tanti eroi civili e di comuni cittadini, spesso vittime di eventi tragici e sfuggenti: da Portella della Ginestra a Via Georgofili, dalla strage di Bologna a quel 1992 di lutto e di riscatto collettivi.
Sciascia, Camilleri, Consolo e altri sono i ritratti della Speranza, voci civili che hanno fatto crescere la collettività.














