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A Palermo quasi 50mila poveri senza famaci: "In molti non riescono a curarsi"

Federfarma Palermo e il Banco farmaceutico fanno appello alla generosità della città nelle giornate di raccolta dei farmaci previste dal 10 al 16 febbraio. I dettagli

Balarm
La redazione
  • 5 febbraio 2026

Ormai è sotto gli occhi di tutti e lo segnalano da tanti presidi sul territorio che si occupano degli ultimi e di chi non riesce più ad arrivare a fine mese. Aumenta sempre più a Palermo e provincia la povertà sanitaria e cresce il numero di persone che non hanno i mezzi economici per permettersi di pagare le cure o anche solo di acquistare semplici antipiretici, antinfiammatori e antinfluenzali oppure uno sciroppo per la tosse.

E mentre in questi giorni monta l’emergenza freddo, i 37 centri caritatevoli che se ne prendono cura e che aderiscono al Banco farmaceutico segnalano che è raddoppiata la richiesta di assistenza, che ora si è estesa anche ai pazienti oncologici e a quelli terminali. Un dato che desta molta preoccupazione fra gli operatori sociali, considerato che già lo scorso anno la Giornata di raccolta del farmaco è riuscita a coprire meno della metà dei prodotti richiesti dal territorio.

A Palermo e provincia circa 10mila famiglie povere - per un totale di componenti compreso tra 30 e 40mila persone, di età media abbassatasi alla fascia 30-40 anni e fra loro anche lavoratori monoreddito - quest’anno fanno riferimento a 37 enti assistenziali per il ritiro dei sacchetti della spesa, ma spesso rinunciano alle cure perché costretti a dare precedenza ad altre spese come casa, auto e bollette. I centri di assistenza solidale hanno segnalato alle istituzioni sanitarie, inoltre, diversi casi di bambini che in questo periodo di freddo sono malati e non ricevono cure.

Questi dati sono stati raccolti nel solo mese di gennaio e sono, purtroppo, destinati a crescere con una previsione di un fabbisogno di quasi 50mila persone da assistere nel 2026. In campo a raccogliere la sfida ci sono ben 114 farmacie, che hanno già effettuato consistenti donazioni al Banco, e quasi mille volontari che garantiranno in due turni giornalieri in ogni farmacia aderente all’iniziativa (elenco qui) un servizio di consulenza per indirizzare le donazioni verso i farmaci da banco o senza prescrizione medica di cui c’è più bisogno nelle farmacie solidali rifornite dal Banco.

Di questo "esercito" fanno parte molti studenti e universitari coinvolti dal Banco, dalle loro scuole e dai loro insegnanti per toccare con mano i valori del mondo della solidarietà. «A Palermo la povertà sanitaria è raddoppiata – dice Roberto Tobia, presidente provinciale di Federfarma – ogni giorno noi farmacisti cerchiamo di aiutare persone in difficoltà che si rivolgono a noi e non hanno soldi sufficienti per pagare i farmaci da banco per l’influenza o anche solo per il ticket. Per non parlare dei malati oncologici e terminali che necessitano di costosi integratori. Ci risulta poi che molti farmacisti vanno oltre e, a livello personale, sostengono famiglie povere dei loro quartieri e fanno studiare i loro figli».

Una realtà che il Banco farmaceutico vuole ribaltare: «Nella nostra provincia – spiega Giacomo Rondello, coordinatore territoriale del Banco farmaceutico – abbiamo costruito negli anni una rete capillare tra farmacie territoriali di prossimità ed enti caritatevoli, grazie alla quale alimentiamo i poliambulatori sociali e l’attività dei medici e farmacisti volontari. Spesso, però, tutto questo non basta: lo scorso anno abbiamo coperto solo la metà del fabbisogno».

I dati sono stati diffusi nel corso di una conferenza stampa al centro sociale della parrocchia di S. Agnese Vergine e Martire a Danisinni, un rione fra i più poveri di Palermo, dove l’instancabile opera del parroco, fra’ Mauro Billetta, anima numerose iniziative e attività di riscatto sociale e di sviluppo economico soprattutto per i giovani, fra le quali un poliambulatorio gestito da medici volontari.

Suor Elisa Gervasi descrive le difficoltà di assistere queste persone: «Molti hanno una resistenza culturale o ignorano del tutto sia la possibilità di avere assistenza sanitaria sia persino della sua necessità. L’ultimo caso è recentissimo: una signora venuta a parlare col parroco appariva affannata, casualmente era presente il cardiologo volontario, si è accorto che era in corso un evento rischioso ed è stato preso in tempo. Poi, come se non bastasse, abbiamo appurato che la signora non si sottoponeva a visita ginecologica da 18 anni, dall’ultimo parto. Ora si è convinta a entrare in un percorso di prevenzione. Ma ci vuole un enorme sforzo di informazione quasi porta a porta. E poi c’è il problema che molti ci chiedono farmaci prescritti dai medici che o non abbiamo o che non possiamo dispensare per mancanza di personale autorizzato. C’è veramente tanto da fare».

Ecco perché Federfarma Palermo e il Banco farmaceutico lanciano un particolare appello al cuore dei palermitani, affinché quest’anno contribuiscano in maniera ancora più generosa alla Giornata di raccolta del farmaco, che si svolgerà da martedì 10 a lunedì 16 febbraio. Per favorire una pronta risposta all’aumentato bisogno di cure, molte delle farmacie aderenti hanno deciso di proporre la donazione di prodotti da banco e farmaci senza ricetta per l’intera durata della manifestazione e non solo nelle giornate di sabato 14 e lunedì 16.
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