Caldo record e incendi in Sicilia, che estate ci aspetta: il punto sui roghi nel weekend
La presenza di caldo intenso e di incendi diffusi. Tra sabato 20 e domenica 21 giugno, diverse aree dell’isola sono state interessate dalle fiamme. La mappa
Le situazioni più critiche si sono registrate nella parte occidentale dell’isola, in particolare tra il Palermitano e il Trapanese. Nella giornata di sabato, episodi rilevanti hanno interessato la zona di San Vito Lo Capo e l’area di Montagna Grande, che già mercoledì era stata vittima di un rogo. A San Vito Lo Capo, le fiamme hanno coinvolto la località di Piano di Sopra, rendendo necessario l’intervento di numerose squadre dei Vigili del Fuoco impegnate a contenere l’avanzata del fuoco e a mettere in sicurezza il territorio.
Situazione simile anche a Favara e su Monte fiascone, presso San Martino delle scale, nelle prossimità di Palermo. Si tratta di scenari già colpiti duramente dalle fiamme nel corso degli ultimi anni, come dimostrano i segni non ancora scomparsi dei roghi tristemente noti alle cronache. Altre aree colpite sono Ravanusa(AG), il borgo di Campofelice di fitalia (PA), il comune di Santa Ninfa e l’area di Calatafimi Segesta (TP).
Parallelamente agli incendi, il capoluogo siciliano si è preparato ad affrontare una nuova ondata di caldo. Per domenica 21 giugno, infatti, è stato diramato uno stato di allerta arancione, indicativo di una pericolosità media. L’avviso, pubblicato dalla Protezione civile regionale il giorno precedente, segnalava condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo e alla propagazione dei roghi, con temperature percepite intorno ai 33 gradi centigradi, e probabilmente verrà prorogato fino a giovedì prossimo.
Al momento della stesura di questo articolo, lunedì 22 giugno, le punte previste sono di 37 - 38 °C, in particolare nella provincia palermitana e trapanese. Il livello di allerta arancione rappresenta un campanello d’allarme significativo. Pur non trattandosi infatti del massimo grado di rischio, impone attenzione e vigilanza costante, soprattutto nelle aree più esposte e nelle zone boschive, dove l’accumulo di materiale vegetale può fungere da carburante per i roghi – che anche qui ricordiamo essere provocati nella maggioranza dei casi dalla mano dell’uomo.
Non a caso le autorità locali hanno invitato la popolazione a mantenere comportamenti responsabili, evitando qualsiasi azione che possa innescare incendi, volontariamente o per negligenza. Questo fine settimana conferma dunque una tendenza ormai consolidata: l’aumento delle temperature, unito alla siccità e al vento, crea le condizioni ideali per lo sviluppo degli incendi, mettendo a dura prova il sistema di prevenzione e intervento.
La Sicilia, come altre regioni del Mediterraneo, si trova così a fronteggiare ogni estate una sfida complessa, che richiede non solo interventi emergenziali ma anche strategie di lungo periodo per la tutela del territorio e dell’ambiente.
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