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Da Pozzallo ai Caraibi, fino a Reem Island: Pietro (vive bene) ma sogna la "sua" Sicilia

Nato a Modica nel 1972 ma cresciuto a Pozzallo, Pietro è uscito un po’ dalla consuetudine dei compaesani del borgo marinaro in provincia di Ragusa

Sara Abello
Giornalista
  • 3 febbraio 2024

Pietro e Ananstasia Sangiorgio

Da Pozzallo - con un po’ di salsedine nel sangue - come racconta lui stesso, Pietro Sangiorgio ne ha fatta di strada, sempre in qualche modo nel segno del mare.

Nato a Modica nel 1976 ma cresciuto a Pozzallo, Pietro è uscito un po’ dalla consuetudine dei compaesani del borgo marinaro in provincia di Ragusa che, in stragrande maggioranza, studiano all’istitituto nautico e poi lavorano in mare e per il mare.

Dopo il diploma come perito tecnico elettrico ed elettronica industriale infatti, approda nella Marina Militare Italiana dove, tra la scuola sottoufficiali con un corso di 9 mesi come ETE-DT (Esperto Tecnico Elettronico Direzione Tiro) e il successivo incarico come maresciallo, rimane per tre anni.

Dopo questo periodo sarebbe stato ammesso al ruolo in servizio permanente se solo non avesse deciso di congedarsi: la divisa e più in generale l’organizzazione delle forze armate non faceva al caso suo.

È da lì che, nel 1999, decide di seguire la sua vocazione, quel mare che come un fil rouge connette ogni tassello della sua vita. Trova lavoro con una società armatrice italiana che possiede delle navi petroliere e lo ingaggia come elettricista di bordo.
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Inizia così un’avventura lunga che vede Pietro imbarcarsi a Genova per poi spostarsi alla volta di un giro in tutto il bacino del Mediterraneo con soste in Georgia, ex Unione Sovietica e Mar Nero...bei giri insomma.

Da lì altre esperienze simili nelle navi chimichiere prima e da crociera dopo, tra Singapore e i Caraibi, in piccole città galleggianti dove tutto è esponenzialmente grande, tecnologicamente all’avanguardia, un ambiente multirazziale con colleghi di oltre cento nazionalità differenti e tutte le difficoltà linguistiche del caso, che segnano il corso della sua esistenza e accendono la passione che lo ha portato, oggi, ad essere hook up e line manager nel settore oil&gas.

Un altro momento fondamentale nella vita di Pietro è rappresentato dall’incontro con Anastasia, una bella donna russa, con la quale lavora sulle stesse navi per ben due anni fino a quando decidono di andare a vivere insieme in Italia, proprio a Pozzallo, e che sposa nel 2008.

Tornato a casa però, Pietro si trova ad assaporare, si fa per dire, l’amaro e la frustrazione della quotidianità di una terra che nonostante tutto continua ad amare visceralmente.

La Sicilia gli sta stretta e così, insieme alla moglie, fotografa freelence, decide di riprendere la ricerca del lavoro e poco dopo viene assunto da una grande azienda con il compito di seguire, in Cina, il progetto di costruzione della più grande nave posatubi del mondo. Questo porta i Sangiorgio a vivere a Singapore dove, nel 2012, nasce la primogenita Sofia Rita.

Appena un anno dopo, tutta la famiglia, perchè questo prevede il lavoro di Pietro, si trasferisce a vivere in Olanda dove rimane fino al 2014, poi in Azerbaijan, dove nel 2019 nasce Anna Adelia e per concludere - sempre che sia davvero l’approdo finale - dal 2021 risiedono ad Abu Dhabi.

Lì Pietro si occupa di ammodernamento ed installazione di nuove piattaforme in mare per quanto riguarda la parte elettrica ed elettronica, e gestisce anche la forza lavoro che poi andra’ a realizzare il progetto in mare aperto.

I Sangiorgio vivono a Reem Island, un’isola a largo della costa nord-orientale di Abu Dhabi, collegata alla città tramite ponti. Uno di quei luoghi da sogno che vediamo nelle pubblicità turistiche.

Sofia e Anna frequentano felicemente la nuova scuola internazionale Nord Anglia, mentre Anastasia si occupa di loro due e in più, nel tempo libero, continua a coltivare la sua passione per la fotografia come freelance. Ovviamente la vita per Pie- tro non è fatta solo di progettazione e supervisione, ma si concede delle passioni che comunque vedono sempre e ciclicamente tornare il mare: kayak e pesca.

Ogni momento della sua vita, nonostante gli anni di distanza da casa trascorsi, è scandito dall’attesa del ritorno in Sicilia per la quale nutre, come la definisce lui stesso, una "attrazione magnetica". Qui trascorrono le feste di Natale e oltre un mese in estate.

Al momento, giorno per giorno, è vissuto in funzione di quando a giugno, con la fine della scuola, potranno venire in Sicilia e, se adesso avviene solo per le ferie e quando riesce a sfuggire alla routine del lavoro, una volta arrivata la pensione è qui che vuole ristabilirsi.

Questo magnetismo di cui Pietro parla lo si percepisce chiaramente nelle sue parole e si sente come non lo molli neanche per un attimo, nonostante la sua terra lo abbia portato lontano non una ma due volte.

Come le cose più belle che spesso ci fanno male ma di cui non possiamo fare a meno, così è la Sicilia per Pietro...non è sicuramente lavoro, ma è amore, è vita, è casa e sarà il suo buen retiro certamente.
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