ARTE E ARCHITETTURA

Dai calcinacci al nuovo splendore: conclusi i lavori della chiesa simbolo di Palermo

In questa lunga e torrida estate palermitana che non concede tregua, c’è almeno una gioia: ad agosto torna a risplendere la maestosa chiesa di San Domenico

Maria Oliveri
Storica, saggista e operatrice culturale
  • 24 agosto 2026

La chiesa di San Domenico dopo il restauro (foto di Fabio Megna)

In questa lunga e torrida estate palermitana che non concede tregua, c’è almeno una gioia: ad agosto torna a risplendere la maestosa chiesa di San Domenico, che sorge nell’omonima, coreografica piazza barocca.

Sono finalmente terminati i lunghi e impegnativi lavori di restauro cominciati alla fine del 2024, che avrebbero dovuto concludersi a dicembre 2025. La chiesa necessitava da tempo di un restauro tempestivo e strutturale, perchè perdeva, letteralmente, pezzi. I vigili del fuoco erano intervenuti ad esempio il 2 dicembre del 2021, per un preoccupante distacco di parte dell'intonaco della facciata: era caduta la parte alta della lesena con festone in stucco.

I vigili avevano messo in sicurezza l’area e in alcune zone della volta e delle navate laterali erano stati posizionati dei teli verdi, proprio per riparare i fedeli e i visitatori dalla possibile, ulteriore caduta di calcinacci. C’erano già stati alcuni interventi parziali, come ad esempio il recupero del chiostro effettuato dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo nel corso degli anni ’90 del secolo scorso, ma la stessa Soprintendenza nel 2021 affermava la necessità di interventi urgenti e progettava un processo di riqualificazione del complesso monumentale.

L’inizio dei lavori per i restauri per le chiese di San Domenico e di Santa Caterina a Palermo era stato ufficializzato il 3 Settembre del 2024 con un sopralluogo delle Autorità coinvolte, tra le quali il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Entrambe le chiese fanno parte di uno speciale Fondo (Fec, Fondo Edifici di Culto) che è gestito dal ministero dell'Interno.

I progetti di restauro sono stati finanziati con fondi PNRR. Il costo dei lavori per San Domenico e Santa Caterina, ammonta complessivamente a 3 milioni e 190 mila euro. A San Domenico ci sono stati interventi su coperture e campanili per 1,3 milioni. L'intervento è stato finalizzato a eliminare le criticità legate alle infiltrazioni e all'umidità sui tetti, e a consolidare gli elementi lapidei esterni e interni.

Le maestranze si sono occupate dunque di rimuovere le condizioni di degrado rilevate sui tetti e inoltre hanno lavorato alla conservazione e alla tutela delle strutture murarie, dei paramenti interni, degli apparati decorativi della cappella di San Giuseppe. Sono state eseguite operazioni di ripristino della funzionalità delle coperture, il rifacimento con nuove travi in legno e capriate, la revisione del sistema di smaltimento delle acque piovane, il consolidamento della volta della navata centrale e della crociera e, infine un intervento conservativo del fronte esterno sulla piazza.

I lavori di restauro della facciata sono terminati ad agosto 2026, restituendo alla piazza il prospetto “pulito” della chiesa dei padri domenicani. La scelta dei colori per la facciata della Chiesa di San Domenico a Palermo si è basata sul recupero delle cromie originarie del Settecento e sul rispetto dei materiali lapidei storici. Gli interventi conservativi e le analisi stratigrafiche condotte dalla Soprintendenza hanno mirato a ripristinare l'equilibrio cromatico originario del prospetto barocco, stravolto da scelte sbagliate del passato, valorizzando i dettagli in stucco di Giovan Maria Serpotta e le murature in pietra e cotto.

La chiesa di San Domenico a Palermo ha una complessa storia costruttiva: dal primo impianto trecentesco - di cui purtroppo nulla è rimasto - alla prima ricostruzione avvenuta tra il Quattro e il Cinquecento, fino alla seconda e definitiva ricostruzione seicentesca e ai cantieri del Settecento per la realizzazione della facciata riccamente decorata e dei bei due campanili.

L’interno, benché realizzato nella seconda metà del Seicento, risponde alla scelta di un barocco essenziale e sobrio, corrispondente ai dettami dello stile di vita dell’Ordine Domenicano. La chiesa inoltre dal 1853 è “Pantheon dei palermitani illustri”, grazie all’impegno profuso dallo storico ed erudito Agostino Gallo, appoggiato dagli stessi padri domenicani. Gallo, che aveva avuto modo di visitare la chiesa di S. Croce di Firenze, aveva maturato l’idea di riunire a Palermo, in un sacrario, tutti quei cittadini illustri che avevano esaltato le glorie della Sicilia; ma sotto il regime dei Borbone i tempi non erano ancora maturi.

Poteva destare molti sospetti la proposta di celebrare uomini e glorie del passato; l’iniziativa poteva essere letta in quel momento come strumento di cospirazione politica. Gallo decise allora di proporre uno scrittore palermitano poco “pericoloso” agli occhi dei governanti: il poeta Giovanni Meli. I suoi resti vennero traslati il 6 giugno 1853 nella chiesa di San Domenico, e furono posti nel sepolcro realizzato dallo scultore Valerio Villareale, allievo del celebre Antonio Canova.

Iniziò, così, la creazione di un pantheon di donne e uomini illustri, che arricchirono tutti gli angoli della chiesa San Domenico. Ricordiamo, tra le traslazioni più recenti, quella della salma di Giuseppe Pitrè dal cimitero dei Rotoli nel 1923; quella del magistrato Giovanni Falcone dal cimitero di Sant’Orsola, nel giugno del 2015 e quella dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, dal cimitero dei Cappuccini, nel marzo 2024.

Dal 9 dicembre 2021 nella Cappella del Ss. mo Crocifisso si trova anche l’urna contenente le ceneri dell’archeologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso nella tragedia aerea avvenuta in Etiopia il 10 marzo 2019. La chiesa di San Domenico è dunque uno dei “luoghi del cuore” di tutti i palermitani, ma è molto apprezzata anche dai turisti, classificandosi al n. 26 di 592 attività da fare a Palermo secondo la classifica di Trip Advisor. In tanti ne apprezzano la sobria austerità ravvivata da alcuni elementi di barocco molto raffinati.

La chiesa è luogo di culto e di commozione e l’omaggio alla tomba del giudice Giovanni Falcone è sicuramente ciò che rende indimenticabile la visita. Oggi San Domenico torna così a essere quello che è sempre stato per Palermo: uno dei suoi luoghi più iconici. Non è soltanto un magnifico monumento barocco, ma un luogo della memoria collettiva. Tra le sue navate, accanto a dipinti, statue e marmi mischi, riposano uomini e donne che hanno segnato la storia e la cultura siciliana. Dopo anni di impalcature provvisorie, la chiesa oggi è finalmente tornata a splendere ed è stata restituita alla città.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

LEGGI ANCHE