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Ha amato la musica suonando col papà: da Palermo la voce di Martina incanta il mondo

C’è chi scopre la musica casualmente e chi, invece, ci cresce dentro fin da bambina: nell'articolo vi raccontiamo la storia di un'artista emergente palermitana

Marika Ballarò
Studentessa di Scienze della Comunicazione
  • 24 maggio 2026

Martina Cirri

C’è chi scopre la musica casualmente e chi, invece, ci cresce dentro fin da bambina. Per Martina Cirri, tutto è iniziato nei pomeriggi trascorsi accanto al padre, mentre lui suonava la chitarra e lei imparava a memoria i testi delle canzoni. Aveva circa dieci anni quando quella passione è diventata parte integrante della sua quotidianità, trasformandosi con il tempo in un percorso artistico autentico e personale, ricco di molteplici esperienze e formazioni.

Oggi Martina porta avanti un progetto musicale che sfugge alle etichette e ai generi già definiti. Le influenze che hanno accompagnato la sua crescita artistica sono davvero tante: da Elisa, artista che ha segnato l’inizio del suo cammino, fino a Lucio Dalla, Norah Jones, Amy Winehouse, Bon Iver e Paramore.

A queste esperienze si aggiunge anche lo studio del canto lirico, culminato con un diploma ottenuto durante il percorso scolastico liceale. Un insieme di mondi musicali differenti che l’hanno portata a non sentirsi mai davvero appartenente a un solo genere, ma bensì definirsi “versatile”, raccontala cantante.

Secondo la musicista, tutto ciò che rappresenta soprattutto uno spazio di libertà emotiva si riconduce alla parola “musica” . «È il mezzo con cui riesco a esprimere le parti più vulnerabili e vere di me», racconta a Balarm. Attraverso il canto riesce a dare voce a emozioni spesso difficili da comunicare, superando anche quella timidezza che per anni ha rappresentato uno degli ostacoli più grandi nella sua crescita personale e artistica.

Nei suoi brani trovano spazio temi come l’inclusione, l’amore e la necessità di imparare ad accettarsi, approfondendo a volte anche il tema dell’amore verso noi stessi ( che a volte ne dimentichiamo l’importanza). Non manca poi una riflessione sul ruolo delle donne nel panorama musicale contemporaneo, un tema che sente particolarmente vicino a lei.

Martina racconta infatti di avere spesso percepito pregiudizi legati al fatto di essere una musicista donna: «Dopoi concerti mi dicevano spesso: "Con la chitarra sei brava, non me l’aspettavo". La domanda che continuo a farmi è: perché non se lo aspettavano?», racconta la musicista. Anche durante gli anni del liceo musicale, Martina Cirri, ha vissuto situazioni che oggi definisce discriminatorie, come trattamenti differenti riservati alle ragazze durante le lezioni di chitarra. Esperienze che però hanno rafforzato ancora di più la sua determinazione nel voler dimostrare il proprio valore artistico.

All’inizio sono stati momenti difficili, ma poi si sono trasformati in vittoria personale per la cantante. Nel corso degli anni la cantante, ha avuto l’opportunità di esibirsi su palchi importanti. Una delle prime esperienze significative è stata al Castello Sforzesco, seguita poi dai concerti a I Candelai e Palazzo Bonocore.

Tra i momenti più importanti del suo percorso c’è anche l’apertura del tour “Giorni Felici” de La Rappresentante di Lista, con tappe al Teatro Cartiere Carrara e al Fabrique. Nel 2024 la sua musica è arrivata anche all’estero, con un’esibizione a Reykjavik presso il locale 12 Tónar, oltre al concerto al Parco archeologico di Selinunte per “A Nome Loro”.

Più recentemente si è esibita al Teatro Lauro Rossi in occasione di Musicultura, evento abbastanza importante. Uno dei momenti di svolta più importanti, però, è stato il primo concerto con la sua attuale band, composta da Elisa Zimbardo e Gaspare La Sala. Dopo anni trascorsi a esibirsi da sola con la chitarra, condividere il palco con altri musicistile ha dato una nuova consapevolezza artistica e umana. È stata anche ospite del collettivo “Canta fino a dieci” per il concerto che hanno portato ai Candelai il 2 Aprile.

Il rapporto con il pubblico resta per lei qualcosa di estremamente intimo. Durante i live cerca spesso uno sguardo, una presenza capace di trasmetterle serenità e sicurezza: «L’obiettivo – spiega – è arrivare a sentirmi completamente me stessa sul palco».

Guardando al futuro, Martina è già concentrata sulla pubblicazione del suo primo disco, prevista nel 2026. Un progetto a cui lavora da due anni insieme a Dario Mangiaracina e che rappresenta il prossimo passo di un percorso costruito con pazienza, dedizione, sacrificio e voglia di dimostrare sempre di più le sue competenze professionali ed artistiche.

Anche i social network hanno avuto un ruolo importante nella sua crescita artistica, permettendole di condividere i propri progressi, creare connessioni e incontrare altri musicisti ed anche ricevere inviti. Pur riconoscendone l’importanza, Martina sottolinea però che la visibilità non può diventare il fine ultimo della musica: «I social sono un mezzo, non l’obiettivo».

Infatti spiega, che la musica non gira solamente attorno ai social, ma che questi possano essere da integrazione nel mondo musicale/ artistico. Alla domanda su cosa significhi oggi emergere davvero nel panorama musicale,la sua risposta è stata nitida e sincera: «Mi sento ancora all’inizio del sentiero». Un’immagine che racconta bene il suo modo di vivere questo mestiere, con la consapevolezza che il valore del percorso conta quanto, se non più, della destinazione finale.

E proprio ai giovani che desiderano intraprendere questa strada lascia un consiglio semplice ma profondo: vivere ogni esperienza senza paura di cambiare direzione, perché «nessun giorno dedicato alla musica è davvero tempo perso», conclude la musicista. Le parole di Martina Cirri si collocano nella prospettiva futura di una crescita artistica, non una corsa al successo.

Per Martina ogni esperienza, anche quella che sembra essere molto lontana dall’obiettivo finale, contribuisce comunque a formare un’identità più vera e compatta. Invita i giovani di oggi, che aspirano a questa professione, di non avere paura dei cambiamenti e di vivere la musica con libertà, curiosità e consapevolezza di se stessi.
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