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Il Gagini ottiene la prima stella Michelin: in un video il pianto di gioia dei proprietari

Un percorso intrapreso dieci anni fa in una zona defilata della città di Palermo e da poco più di un anno la scelta di puntare sull'estro dello chef e della sua brigata

Balarm
La redazione
  • 24 novembre 2021

Un riconoscimento che lascia il segno nella ristorazione palermitana: il ristorante Gagini di Palermo si aggiudica la prima stella della Guida Michelin. Lacrime di gioia ieri per il gruppo guidato da Franco Virga e Stefania Milano. Un sogno che diventa realtà per lo chef Mauricio Zillo e per la sua brigata.

Nel tempo il ristorante è cresciuto, arrivando a raggiungere l'eccellenza. “Il percorso intrapreso dieci anni fa non senza difficoltà e paure sembra quindi essere quello giusto e questo c’inorgoglisce - affermano Franco Virga e Stefania Milano -. Oltre alla cucina di Mauricio, è stata forse premiata la nostra costanza insieme alla lungimiranza di avere investito in tempi non sospetti su un luogo defilato, definito poco affidabile dai più”.

Lo chef brasiliano Zillo ormai da poco più di un anno ha portato il suo personale contributo al progetto Gagini. Un progetto in progress, senza soste, in costante monitoraggio del mondo e le sue influenze.



Il gruppo Virga e Milano ha scommesso sulle sue capacità convinto che nessuno meglio di lui avrebbe saputo capire e interpretare la Sicilia, quella dei prodotti di qualità, artigianali, unici e dalle mille declinazioni che di questi si possono fare. Il tutto combinandoli con sensibilità, estro e spregiudicatezza.

Il risultato, che per anni è stato perseguito, è una cucina autenticamente siciliana, figlia delle dominazioni e delle influenze, della multiculturalità e dell’accoglienza. Una cucina che ha saputo fondere sapori ancestrali e forme contemporanee, che solo il figlio di una cultura meticcia come quella brasiliana avrebbe saputo concepire e realizzare.

Classe 1980, lo chef brasiliano “con l’anima napoletana”, famiglia italiana e passaporto pure, arriva in Italia nel 2011, a Milano, dopo esperienze con Santi Santamaria, al DOM di Alex Atala e da Alain Ducasse a Parigi. Al Pont De Ferr accanto a Matias Perdomo, prima, e come chef del Rebelot poi, si sancisce il suo amore di fatto per l’Italia, la sua cucina e i suoi prodotti.

Innamoramento che si porta dietro anche a Parigi, nel suo ristorante A Mere, una scheggia di sud del mondo nel 12°Arrondissement. Seguono una breve parentesi spagnola e un anno in giro per le cucine del pianeta, prima di riapprodare in Italia, questa volta in Sicilia, al ristorante Gagini, nel 2020, dove mescola con disinvoltura culture e linguaggi internazionali a una sicilianità autentica.

Spiegare l’arrivo di Mauricio Zillo al Gagini e cosa ha comportato significa spiegare la storia della Sicilia e di Palermo. Panormus, la città “tutto porto” che accoglie il nuovo e il diverso e lo integra.

Lo chef brasiliano arrivato in città in piena pandemia da Covid non si è lasciato intimorire ma ha colto subito il grande potenziale dei mercati cittadini, la disponibilità pressoché infinita di biodiversità alimentare della Sicilia, i colori e i suoni, i profumi e i gesti.

Assaggia ovunque, dai ristoranti ai chioschi dello street food, approfondisce la conoscenza della cultura gastronomica locale, scopre e rielabora ricette della tradizione, le stravolge, le disseziona e conferisce loro nuova e moderna identità.

Il Gagini, il teatro dove questo processo di evoluzione della cucina siciliana va in scena, si trasforma così in veicolo culturale e laboratorio sperimentale. Torna ad essere, insomma, quello che è sempre stato: un incubatore di bellezza.

Ieri quello dell’architetto e scultore rinascimentale Antonello Gagini, che qui metteva in mostra le sue opere finite, prima di esportarle in tutta la Sicilia e in Calabria. Oggi quello dello chef brasiliano che qui dispensa piatti apprezzati da clienti in arrivo da tutto il mondo.
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