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È il dessert che racconta l'estate in Sicilia: rinfrescarsi col gelo di "mellone"

Basta una fetta di anguria ben fredda a dissetare e regalare quella sensazione di freschezza che pochi altri frutti sanno offrire e basta poco per fare un dessert

Cesare Salvadori
Neolaureato in Comunicazione per l’Enogastronomia
  • 26 luglio 2026

Il gelo di melone (o di mellone)

Fine luglio, caldo torrido, e solo una voglia: rinfrescarsi a tutti i costi! Se c'è un frutto che più di ogni altro racconta l'estate è l'anguria. Basta una fetta ben fredda a dissetare e regalare quella sensazione di freschezza che pochi altri frutti sanno offrire. Ma quando il cocomero è davvero maturo, c'è un modo ancora più goloso per valorizzarlo: trasformandolo in gelo di melone (o mellone).

Il nome può trarre in inganno il forestiero che, come me, si approccia alla gastronomia isolana , ma il "mellone" è proprio l'anguria. Il bello di questo dolce è che nasce da pochi ingredienti e da una preparazione alla portata di tutti. Si parte eliminando i semi dalla polpa, che viene poi frullata e filtrata con un colino a maglie fini, così da ottenere un succo liscio e privo di fibre.

Una piccola parte del succo servirà a sciogliere l'amido – di frumento secondo la ricetta più diffusa, oppure di mais nelle versioni senza glutine – ingrediente fondamentale per la consistenza gelatinosa del gelo. Sciolto l’amido si uniscono il resto del succo e lo zucchero a freddo. Il composto viene poi trasferito in una casseruola e cotto a fuoco dolce, mescolando continuamente con una frusta o un cucchiaio di legno.

Dopo pochi minuti dall'ebollizione il liquido cambia consistenza, diventando lucido e vellutato, simile a una crema leggera. È il momento di spegnere il fuoco e lasciarlo intiepidire. Quando il gelo è ormai tiepido si incorporano le immancabili gocce di cioccolato fondente, richiamo dei semi dell’anguria che dona ancora più dolcezza e gusto al nostro dessert; quindi, si versa il composto in uno stampo o in coppette monoporzione leggermente inumidite. Obbligatorio avere pazienza, il passaggio in frigorifero per qualche ora – meglio se tutta la notte – darà al dolce la consistenza perfetta e potrà essere sformato o servito direttamente nelle coppette.

Le varianti non mancano, la mia preferita è la crostata al gelo, che unisce alla consistenza gelatinosa del gelo una parte friabile che di certo rende l’esperienza gustativa ancora più soddisfacente. Anche negli ingredienti le varianti non mancano: una spolverata di cannella, granella di pistacchio, qualche cubetto di zuccata oppure una delicata profumazione al gelsomino, ottenuta lasciando i fiori freschi in infusione nell'acqua o direttamente nel succo prima della cottura.

C'è anche chi preferisce la vaniglia o le mandorle, ma il protagonista resta sempre lui: il sapore fresco e pulito dell'anguria, racchiuso in un dessert che riesce a essere semplice, elegante e incredibilmente estivo.
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