In Sicilia nella Cattedrale di pietra dei Giganti: tour per un magico solstizio d'estate
A oltre 1200 metri i boschi dei Nebrodi si diradano e danno spazio a un Altopiano "sospeso tra il fuoco dell’Etna e l’orizzonte azzurro delle Eolie”. Vi ci portiamo
L'Argimusco al tramonto
I contadini e pastori che arrivavano fin quassù, guardando queste rocce antropomorfe e zoomorfe, si erano dati l’unica risposta possibile: era il luogo di sepoltura dei Giganti, esseri alti decine di metri, dalla forza sovraumana capaci di spostare le montagne e scolpire la pietra a mani nude Torna spesso in Sicilia il legame con il Mito, e nel caso di Giganti come primi abitatori dell’Isola il cuore della leggenda lo troviamo in Omero; nell’ Odissea sono i Ciclopi e i Lestrigoni, i primi monocoli (con un occhio solo) abitatori di un luogo selvaggio, non coltivato, un paesaggio rupestre molto simile ad Argimusco.
I Lestrigoni, invece organizzati in una società, esseri alti, feroci e antropofagi (mangiatori di uomini). I Giganti sono parte dei miti religiosi, parlano di un periodo in cui dominava il Caos, quando ancora l’ordine naturale e sociale non si era affermato, e dove le divinità si affrontavano per determinare il potere. Presenti anche nella Bibbia, erano nati dall’unione dei figli di Dio con le figlie degli uomini, potenti e violenti erano antecedenti al Diluvio Universale. Torniamo ad Argimusco e alla percezione che ne ebbero i locali, che si racconta, evitassero di menzionarli convinti di disturbare il loro sonno eterno sotto il peso della montagna.
Ma quali sono queste figure che hanno fatto pensare ad una Stonehenge siciliana? Tra i più celebri c’è L’Aquila un ammasso roccioso che visto da una precisa angolazione, sembra con ali spiegate e il becco verso l’Etna. Simbolo del potere celeste è lo psicopompo, colui che guida le anime verso l'aldilà, un ponte tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Una sentinella posta a guardia dell’Etna, quasi un tramite tra la Terra e il fuoco del Vulcano. Altra figura molto particolare è La Dea Orante pietra enigmatica e spirituale studiata da Archeoastronomi. È un monolite slanciato, alto 27 metri, che riproduce con eleganza il profilo di una figura umana.
Ha le mani giunte sul petto, il capo coperto da un velo e sembra assorta in un’eterna preghiera. Nei giorni del solstizio d’estate, cioè tra pochi giorni i raggi del sole nascente colpiranno la roccia proiettando ombre geometriche sul terreno. Si è pensato a una Meridiana, punto chiave di un gigantesco santuario dedicato al culto della Grande Dea Madre protettrice delle prime civiltà del Mediterraneo. Vi sono poi I Due Menhir: uno maschile e uno femminile posti a breve distanza.
La Coppia ha forme genitali maschile e potrebbero simboleggiare fertilità e nascita. In alcuni momenti dell’anno anche il sole gioca con queste pietre, allineandosi perfettamente tra i due, evento che ha incuriosito e prodotto varie interpretazioni. Mi ha colpito molto anche un’altra roccia con un profilo di un uomo, è chiamato il Siciliano.
Vi sono poi altre sculture tra cui Il grande Mammuth e il Babbuino. Luce ed Ombre in questo luogo che lasciano spazio a varie interpretazioni, dove se le ombre sono rappresentate dal mistero, la luce è la geologia con le sue impeccabili leggi. Queste rocce megalitiche sono state scolpite da milioni di anni di piogge, gelo e vento sferzante.
Non c’è quindi un parallelo con la famosa Stonehenge, dove le enormi pietre furo portate da luoghi lontani dagli uomini e lì posizionate per creare un grande luogo di culto e guarigione. Eppure guardando la Dea Orante possiamo notare canalette di scolo, piccole vasche e camminamenti scavati nella roccia. Coincidenze naturali o azione dell’Uomo notò la magia di un perfetto allineamento astronomico? La scienza analizza e dà i suoi responsi logici, non ci sono tracce umane in questo luogo Eppure, mentre ci si allontana lasciandosi alle spalle le sagome, quella logica sembra diventare stretta.
Le coincidenze naturali lasciano il posto a interpretazioni che vedono questo sito come una “Cattedrale di pietra dove gli antichi siciliani portavano i loro malati, leggevano il futuro, stabilivano il loro calendario affidandosi ai Giganti. La bellezza di questo angolo segreto di Sicilia è proprio nel non volere una risposta definitiva ma nel lasciarsi avvolgere dal luogo senza fretta apprezzandolo nelle diverse ore del giorno, affidando a queste pietre interrogativi e richieste.
Informazioni per chi volesse regalarsi un solstizio d’estate magico. Argimusco si trova nella Riserva Naturale Orientata Bosco di Malabotta, uno degli ultimi boschi naturali della Sicilia. A pochi Km. da Montalbano Elicona, dove consiglio di fermarsi, un borgo straordinario con il Castello svevo- aragonese e con prodotti gastronomici da non perdere.
Nel dettaglio: Da Nord, autostrada A20 (Palermo-Messina) uscita Falcone, 30 metri dopo il casello, svoltare a sinistra e prendere la strada che sale verso Montalbano Elicona. Arrivati, seguire la segnaletica per l’Argimusco, la distanza dell’altipiano dal borgo è di circa 6 km. Da Sud: autostrada A18 (Catania-Messina) uscire a Giardini Naxos. Prendere per Francavilla di Sicilia/ Mojo Alcantara/Roccella Valdemone. Superato quest’ultimo paese salire verso i monti, lungo la strada SP2, fino al bivio con la strada SP110, raggiungere Montalbano Elicona. Se sceglierete di andare ricordate: il segreto rimane, lasciando a chi salirà fin quassù a cosa credere.
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