Inizia a fare musica quasi per gioco: Roberto, che canta la sua Palermo fino a Lisbona
Pur vivendo all'estero, è profondamente legato al Mediterraneo e porta con sé la sua Sicilia, ma anche la Tunisia, la terra della mamma. L'intervista al cantautore
Roberto
La passione per la musica nasce durante gli anni del liceo. Il cantautore racconta di aver iniziato quasi per gioco: «Ho iniziato a strimpellare la chitarra al liceo, quasi per curiosità. Poi è arrivata la mia prima band a Palermo e lì ho capito che scrivere canzoni, cantare e stare su un palco non era più un passatempo, ma qualcosa che doveva fare parte della mia vita».
Da quel momento, spiega, il suo percorso si è sviluppato tra Sicilia, Bologna e Lisbona. «Non c'è stato un momento preciso in cui ho deciso di fare musica: semplicemente mi sono accorto che era il modo più sincero che avevo per raccontarmi», racconta a Balarm.
Parlando della sua identità artistica, Roberto Marrone definisce il proprio stile come «pop introspettivo». Spiega che nelle sue canzoni cerca di far convivere emozioni profonde e sonorità coinvolgenti: «Mi piace mescolare sentimenti densi al groove di un basso, perché mi sento una persona sospesa tra leggerezza e profondità». Per lui, aggiunge, «la musica è uno spazio in cui i chiaroscuri possono convivere senza dover scegliere da che parte stare».
L'obiettivo, dice, è quello di creare un dialogo autentico con chi ascolta: «Vorrei che chi ascolta i miei brani si sentisse compreso, meno solo e libero di accettare le proprie contraddizioni». Tra le sue principali influenze cita il pop e l'R&B contemporaneo insieme alla tradizione del cantautorato italiano, indicando gli Eugenio in Via di Gioia e SZA come due riferimenti artistici particolarmente importanti.
Il rapporto con Palermo continua a rappresentare uno dei punti fermi del suo percorso. Il cantautore racconta che la città è ancora oggi una presenza costante nella sua musica e nella sua sensibilità: «Palermo è il luogo dove sono nati i miei sogni e, in qualche modo, continua ad abitare tutto quello che faccio. Mi riconosco nei suoi chiaroscuri, nella sua capacità di essere bellissima e imperfetta allo stesso tempo», afferma.
Pur vivendo all'estero, spiega di sentirsi profondamente legato al Mediterraneo: «Anche vivendo all'estero porto sempre con me la Sicilia e la Tunisia, la terra di mia mamma: nella musica, nel dialetto, nelle ricette che preparo agli amici e nel modo in cui guardo il mondo». Da questo sentimento nasce anche il suo nome d'arte: «È per questo che il mio nome d'arte è proprio Cartagine, per celebrare il Mediterraneo a cui sento di appartenere visceralmente».
Guardando al futuro, il cantautore, confessa di sognare i grandi festival, ma c'è un palco che avrebbe per lui un significato speciale. Il cantautore dice che vorrebbe esibirsi al Pride di Palermo. «È stato il primo Pride a cui ho partecipato e mi ha colpito la sua capacità di schierarsi con gioia, musica e autenticità contro un mondo che spesso sa essere ingiusto». Salire su quel palco, aggiunge, «sarebbe un ritorno a casa e un modo per restituire qualcosa a una comunità a cui appartengo e che mi ha aiutato a diventare la persona che sono».
Nel presente c'è invece “TOYOTA” il nuovo singolo disponibile su tutte le piattaforme digitali. Il cantautore spiega che questo brano rappresenta una ripartenza dopo un periodo in cui aveva pubblicato meno musica. «Per il futuro voglio continuare a fare quello che amo di più: suonare, scrivere e portare le mie canzoni in giro», afferma.
Infine, rivolge un consiglio ai giovani che desiderano intraprendere una carriera artistica. Il cantautore invita a fare esperienza dal vivo, senza aspettare che tutto passi dai social. «Suonare, suonare tanto e ovunque. Nei piccoli bar, alle feste degli amici, negli open mic, nei contesti più improbabili».
E conclude: «Le opportunità esistono e spesso arrivano proprio dai luoghi più piccoli. Bisogna avere pazienza, costruire un passo alla volta e imparare a godersi il viaggio, sapendo celebrare anche i propri successi».
Con autenticità, sensibilità e uno sguardo sempre rivolto al Mediterraneo, Roberto Marrone continua così a costruire il proprio percorso artistico, trasformando la sua storia personale in musica e facendo di ogni canzone un invito ad accogliere la complessità delle emozioni.
Infine, più che rincorrere le tendenze del momento, il cantautore, sembra aver scelto una strada precisa: quella della coerenza con se stesso. Le sue canzoni non cercano effetti speciali, ma lasciano spazio a emozioni sincere e a un racconto che affonda le radici nella sua terra e nella sua storia. È un percorso costruito con pazienza, fatto di esperienze, chilometri e palchi, che oggi trova una nuova ripartenza con TOYOTA.
Se continuerà a percorrerlo con la stessa autenticità, il suo progetto artistico potrà ritagliarsi uno spazio sempre più riconoscibile nel panorama della nuova musica d’autore italiana.
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