ARTE E ARCHITETTURA

Rosa Balistreri sulla facciata di Palazzo Bonagia: una mostra all'aperto per i 100 anni

Ripulita dai cittadini l'area del palazzo storico di Palermo che espone foto delle persone vicine alla cantante, appartenenti al mondo dello spettacolo e del teatro

  • Pubblicato il
    5 ottobre 2026

La mostra “Le vie en rose – Un secolo di Rosa Balistreri” a Palazzo Bonagia

"Cu ti lu dissi ca t'aiu allassari?" cantava Rosa Balisteri. Ma Palermo (e non solo) non lasciano e non dimenticano di certo lei. Alla regina della musica siciliana, il capoluogo dedica la mostra “Le vie en rose – Un secolo di Rosa Balistreri” a Palazzo Bonagia.

Una mostra all'aperto

Siamo in via Alloro, 50, dove volontari (che spontaneamente hanno ripulito la zona), associazioni e privati si sono rimboccati le maniche per dare lustro all’intera area e per rendere indelebile la memoria della "Voce della Sicilia". La mostra, all’aperto è visitabile fino al 21 marzo 2027: foto e aneddoti lungo la facciata di Palazzo Bonagia rendono un palazzo (non nelle condizioni migliori) attrattivo, con la speranza che questo possa scuotere le istituzioni a (ri)donarlo ai palermitani.

«Il materiale e i documenti esposti fanno parte dell’archivio dell’Associazione Alberto Favara – dichiara Pino Apprendi, presidente del Centro Studi Tradizione Popolare “Alberto Favara” - . È stata allestita da Carlotta Magliocco e Giovanni Apprendi, che hanno selezionato le immagini di persone che sono state vicine a Rosa appartenenti al mondo dello spettacolo, della cultura e del teatro. In occasione dei 100 anni dell’artista, il 21 marzo del 2027, abbiamo pensato a questa mostra, ma anche a tanti altri eventi a lei dedicati. Abbiamo, per esempio, collocato una panchina rossa in Viale Campania. Da anni, invece, c’è il premio Rosa Balistreri». La mostra è sostenuta e promossa dal Comune di Palermo, dalla Soprintendenza e dall’agenzia di viaggi “Conca d’Oro”.

Un anno di appuntamenti per il centenario

«Sarà un anno intenso con concerti, convegni e non solo – prosegue Apprendi -. Metteremo, infatti, delle maioliche nelle residenze anagrafiche di Rosa, come Partinico, Scicli, Campobello di Licata, Castelfiorentino e Firenze. Previsti convegni, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e, in particolare, con i docenti Bonanzinga, Buttitta e Perricone».

C’è poi una grande aspirazione: quella di fare un concerto, dedicato a Rosa Balistreri al Teatro Massimo di Palermo. La data? Si spera il 21 marzo, giornata dei 100 anni della “Voce della Sicilia”. «Abbiamo già parlato con il Sovrintendente, Marco Betta, e attendiamo una risposta», conclude Apprendi.

«Io e Pino ci siamo trovati in questa comunione di intenti e visione, perché entrambi viviamo il centro storico - racconta Carlotta Magiocco, ideatrice della mostra -. Circa sei mesi fa, abbiamo deciso di donare a Via Alloro e a Palermo, un ricordo di Rosa Balistreri. Proprio lei perché Pino possedeva un archivio immenso fotografico e cercava qualcuno che potesse realizzare una mostra. Lui era alla ricerca di uno spazio e io, vivendo qui, e vedendo la facciata del Palazzo, ho avuto l’idea. Ho fatto un lavoro di editing e post produzione delle immagini. Abbiamo scelto le foto dove Rosa venisse ritratta con i grandi autori del ‘900».

«Scriverò, intanto un saggio scientifico sulla Voce della Sicilia – racconta il professore di etnomusicologia dell’Università degli Studi di Palermo, Sergio Bonanzinga -. Il nostro contributo è quello di essere riusciti a organizzare il convegno “Rosa e le altre: figure femminili nel folk music revival”. In questo convegno, che avrà sede a Palermo e Firenze, ci saranno diversi relatori che parleranno di figure che animano la scena del folk e di cui Rosa è stata una grande esponente».

La riqualificazione degli spazi della cultura

All’inaugurazione della mostra era presente anche Giampiero Cannella, sottosegretario alla Cultura: «Ho subito sposato l’iniziativa di Pino Apprendi – dichiara -. Iniziative come questa di riqualificazione di uno spazio o che vedranno l’inaugurazione del Teatro Garibaldi, tra un mese e mezzo, e, ancora, la riapertura dei due spazi, lungo via Alloro, e le scuderie di Palazzo Cefalà, sono momenti che possono trasformare la movida selvaggia in movida consapevole».

Chissà, allora, se queste possono essere le basi per un restyling di Palazzo Bonagia, nato nel cuore della Kalsa su di un preesistente edificio del ‘400. L’aspetto monumentale, che oggi conosciamo, lo ha assunto però, nel ‘700. Il Palazzo, con il suo prospetto scenografico e il celebre scalone monumentale testimonia la grande stagione di rinnovamento architettonico che attraversò Palermo nel XVIII secolo. Nel tempo, ha subito vicende, trasformazioni e periodi di abbandono che ne hanno reso inaccessibile l’ingresso.
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