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L'eroe (dimenticato) che a Palermo disse no alla mafia: un libro racconta Paolo Giaccone

A distanza di anni, il medico legale continua a parlare al presente e il libro della giornalista restituisce voce a una figura rimasta ai margini per troppo

Alice Marchese
Giornalista
  • 23 giugno 2026

Tiziana Lenzo e Milly Giaccone

Un eroe marginale che ha combattuto la sua battaglia fino all'ultimo e anche se il materiale su di lui scarseggia, c'è chi gli ha ridato dignità scrivendo un libro su di lui. A Paolo Giaccone, assassinato dalla mafia l'11 agosto 1982, ci ha pensato la giornalista Tiziana Lenzo che attraverso interviste, testimonianze, atti giudiziari e documenti rinvenuti dell'ex facoltà di Medicina, ci restituisce la figura del medico legale, ucciso perché svolse «con rigore e coerenza il proprio lavoro», come dice l'autrice stessa.

A quarantaquattro anni dall’omicidio del medico legale che si è rifiutato di alterare una perizia dattiloscopica, arriva "Paolo Giaccone. Storia, eredità scientifica e morale tra interviste e ricordi": «Ho deciso di scrivere questo libro perché è una figura marginale nonostante la sua storia preziosa. La figlia (Milly, ndr) mi diceva sempre che era un eroe dimenticato - racconta a Balarm Tiziana Lenzo -. Era un professionista che faceva il suo dovere e per questo viene ucciso.

Non riesco ad oggi a capire perché sia stato oscurato dalla città e dall'Università. Credo che ci sia stato un insufficiente riconoscimento nei confronti di Giaccone. Durante le guerre di mafia molti professionisti si piegavano al volere della criminalità organizzata e per questo sento che è doveroso fare un omaggio alla sua memoria, ma anche una riflessione di responsabilità individuale.

Paolo Giaccone era un servitore dello Stato e commemorare questa figura è importante, anche se quando la sua voce è stata spenta, purtroppo nel 1982 la città non aveva un linguaggio necessario per parlare di mafia. Tutto cambia nel famoso '92, quando esplode un moto di coscienza collettiva e a partire dal 2000 assistiamo a una rivalutazione generale. Anche se comunque della sua figura nemmeno l'ombra».

È bastato questo a Tiziana Lenzo per raccontare senza fermarsi, correggere e riscrivere, senza mai abbandonare il progetto. Era giusto che Palermo sapesse: «Ho percepito senso di appartenenza dal momento che lavoro per l'istituzione intitolata a lui e volevo che tutti lo conoscessero. Ho ricostruito la sua figura con le interviste, volevo evidenziare sia l'aspetto professionale, scientifico, ma soprattutto umano».

Il 30 giugno il volume verrà presentato alla Feltrinelli e con questo un viaggio che ha inizio tempo prima: «Ho iniziato nel 2024 e ho finito a maggio di quest'anno. Passavo tutto il tempo a leggere e cambiare, poi mi sono data un freno. Ho avuto la fortuna di inserire le testimonianze di Paolo Procaccianti, del professore Leoluca Orlando e della figlia Milly».

Il percorso della memoria di Giaccone è stata un'evoluzione, culminata nel 2025 quando è stato realizzato il murale da Igor Scalisi Palminteri così da dare un volto a quella ribellione non silenziosa, ma purtroppo silenziata: «Vorrei che questa città lo ricordasse di più - continua Tiziana Lenzo -. È un punto di riferimento etico, lui sceglie di perseguire la verità e non soccombere alla mafia. Nel primo capitolo mi immagino il tormento interiore di Giaccone a causa delle minacce continue.

«La storia umana, l’esperienza professionale e la sua uccisione – scrive Leoluca Orlando nella prefazione – hanno reso il professore Paolo Giaccone, professionista di grande umanità, un eroe normale in una realtà palermitana segnata da una violenza straordinaria, dove società e istituzioni erano profondamente condizionate dall’arroganza criminale mafiosa, divenuta sistema culturale e istituzionale.

Le coraggiose testimonianze raccolte in questo doveroso esercizio di memoria richiamano diffuse omissioni, reticenze e assordanti silenzi, anche da parte di chi operava nelle istituzioni e nel mondo universitario e medico. Il libro di Tiziana Lenzo restituisce una memoria viva che continua a interrogare il presente, ponendo domande ancora attuali sulla responsabilità individuale e collettiva».

A distanza di anni dalla sua uccisione, Paolo Giaccone continua a parlare al presente. La sua non è soltanto una storia di mafia, ma la testimonianza reale di chi ha scelto di non tradire il proprio ruolo. Il libro di Tiziana Lenzo restituisce voce e dignità a una figura rimasta ai margini per troppo tempo e che Palermo non può permettersi di dimenticare.
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