Macchie giallastre nel mare tra Capaci e Carini: l'Arpa Sicilia spiega di cosa si tratta
In seguito alla segnalazione ha eseguito una serie di campionamenti nell'area interessata agli inizi di questo mese e in altre 21 stazioni, individuando l'origine
Una fioritura di Pyramimonas in mare
Nelle ultime settimane il litorale compreso tra Capaci, Isola delle Femmine e la vicina Carini ha attirato l'attenzione di residenti e bagnanti per una insolita macchia verde-giallastra comparsa in mare. Un fenomeno che ha suscitato curiosità e preoccupazione, spingendo l'associazione LiberAmbiente a segnalare tempestivamente la situazione agli enti competenti affinché venissero effettuate verifiche approfondite. La risposta non si è fatta attendere.
In seguito alla segnalazione, Arpa Sicilia ha eseguito una serie di campionamenti nell'area interessata agli inizi di questo mese e in altre 21 stazioni, individuando l'origine della particolare colorazione delle acque. I risultati delle analisi attribuito il fenomeno a una massiccia proliferazione di microalghe presenti naturalmente nell'ecosistema marino.
La specie predominante rilevata dai tecnici è risultata appartenere al genere Pyramimonas, una microalga unicellulare che in particolari condizioni ambientali può moltiplicarsi rapidamente fino a raggiungere concentrazioni molto elevate. Nei campioni analizzati sono state registrate circa 2.500.000 cellule per litro, un valore che spiega l'evidente alterazione cromatica osservata lungo la costa.
Sebbene il numero possa apparire impressionante, gli esperti sottolineano che questa specie non è conosciuta per la produzione di tossine dannose per l'uomo. Le fioriture di Pyramimonas sono fenomeni naturali che tendono a verificarsi quando si combinano temperature elevate dell'acqua, scarsa circolazione delle correnti marine e una maggiore disponibilità di nutrienti nell'ambiente.
Questa esplosione algale può essere quindi vista come un fenomeno di risposta a un’eccessiva antropizzazione ed eutrofizzazione dell’area, oltre che al repentino aumento delle temperature segnalato nel corso delle ultime settimane.
Le analisi hanno inoltre evidenziato la presenza di una seconda microalga, molto più nota agli studiosi e agli operatori sanitari: Ostreopsis ovata. In questo caso la concentrazione rilevata è stata pari a 69.840 cellule per litro, un valore che rientra nella fase di allerta prevista dalle linee guida nazionali per il monitoraggio di questa specie.
A differenza della Pyramimonas, Ostreopsis ovata è una microalga bentonica, cioè vive prevalentemente sulle superfici sommerse come rocce e alghe marine. Durante i periodi di forte sviluppo può rilasciare sostanze che, in presenza di mare agitato e aerosol marino, possono entrare in contatto con le persone provocando sintomi generalmente lievi come irritazioni delle vie respiratorie, tosse, mal di gola, arrossamenti oculari o leggere manifestazioni cutanee.
La presenza contemporanea di queste due specie racconta molto dello stato dell'ambiente marino costiero. Le microalghe, infatti, rappresentano una componente fondamentale degli ecosistemi acquatici e costituiscono la base della catena alimentare marina. Tuttavia, quando particolari condizioni climatiche e ambientali ne favoriscono una crescita accelerata, possono verificarsi le cosiddette fioriture, eventi sempre più studiati dagli scienziati anche in relazione ai cambiamenti climatici e all'aumento delle temperature del Mediterraneo, come abbiamo già spiegato l’anno scorso in un articolo inerente Mondello.
Per questo motivo Arpa Sicilia ha già programmato ulteriori controlli e nuovi campionamenti per monitorare l'evoluzione della situazione e verificare l'andamento delle concentrazioni algali nei prossimi giorni. L'obiettivo è seguire costantemente il fenomeno, raccogliendo dati utili sia per la tutela dell'ambiente sia per la salvaguardia della salute pubblica.
L'episodio dimostra ancora una volta quanto sia importante la collaborazione tra cittadini, associazioni ambientaliste ed enti di controllo. La segnalazione effettuata da LiberAmbiente ha consentito infatti di avviare rapidamente le verifiche scientifiche necessarie per comprendere la natura del fenomeno ed evitare interpretazioni errate o inutili allarmismi.
In attesa dei prossimi risultati, gli esperti raccomandano prudenza soprattutto nei giorni caratterizzati da mare mosso e formazione di aerosol marino, condizioni che possono facilitare il contatto con eventuali tossine prodotte da Ostreopsis ovata.
In seguito alla segnalazione, Arpa Sicilia ha eseguito una serie di campionamenti nell'area interessata agli inizi di questo mese e in altre 21 stazioni, individuando l'origine della particolare colorazione delle acque. I risultati delle analisi attribuito il fenomeno a una massiccia proliferazione di microalghe presenti naturalmente nell'ecosistema marino.
La specie predominante rilevata dai tecnici è risultata appartenere al genere Pyramimonas, una microalga unicellulare che in particolari condizioni ambientali può moltiplicarsi rapidamente fino a raggiungere concentrazioni molto elevate. Nei campioni analizzati sono state registrate circa 2.500.000 cellule per litro, un valore che spiega l'evidente alterazione cromatica osservata lungo la costa.
Sebbene il numero possa apparire impressionante, gli esperti sottolineano che questa specie non è conosciuta per la produzione di tossine dannose per l'uomo. Le fioriture di Pyramimonas sono fenomeni naturali che tendono a verificarsi quando si combinano temperature elevate dell'acqua, scarsa circolazione delle correnti marine e una maggiore disponibilità di nutrienti nell'ambiente.
Questa esplosione algale può essere quindi vista come un fenomeno di risposta a un’eccessiva antropizzazione ed eutrofizzazione dell’area, oltre che al repentino aumento delle temperature segnalato nel corso delle ultime settimane.
Le analisi hanno inoltre evidenziato la presenza di una seconda microalga, molto più nota agli studiosi e agli operatori sanitari: Ostreopsis ovata. In questo caso la concentrazione rilevata è stata pari a 69.840 cellule per litro, un valore che rientra nella fase di allerta prevista dalle linee guida nazionali per il monitoraggio di questa specie.
A differenza della Pyramimonas, Ostreopsis ovata è una microalga bentonica, cioè vive prevalentemente sulle superfici sommerse come rocce e alghe marine. Durante i periodi di forte sviluppo può rilasciare sostanze che, in presenza di mare agitato e aerosol marino, possono entrare in contatto con le persone provocando sintomi generalmente lievi come irritazioni delle vie respiratorie, tosse, mal di gola, arrossamenti oculari o leggere manifestazioni cutanee.
La presenza contemporanea di queste due specie racconta molto dello stato dell'ambiente marino costiero. Le microalghe, infatti, rappresentano una componente fondamentale degli ecosistemi acquatici e costituiscono la base della catena alimentare marina. Tuttavia, quando particolari condizioni climatiche e ambientali ne favoriscono una crescita accelerata, possono verificarsi le cosiddette fioriture, eventi sempre più studiati dagli scienziati anche in relazione ai cambiamenti climatici e all'aumento delle temperature del Mediterraneo, come abbiamo già spiegato l’anno scorso in un articolo inerente Mondello.
Per questo motivo Arpa Sicilia ha già programmato ulteriori controlli e nuovi campionamenti per monitorare l'evoluzione della situazione e verificare l'andamento delle concentrazioni algali nei prossimi giorni. L'obiettivo è seguire costantemente il fenomeno, raccogliendo dati utili sia per la tutela dell'ambiente sia per la salvaguardia della salute pubblica.
L'episodio dimostra ancora una volta quanto sia importante la collaborazione tra cittadini, associazioni ambientaliste ed enti di controllo. La segnalazione effettuata da LiberAmbiente ha consentito infatti di avviare rapidamente le verifiche scientifiche necessarie per comprendere la natura del fenomeno ed evitare interpretazioni errate o inutili allarmismi.
In attesa dei prossimi risultati, gli esperti raccomandano prudenza soprattutto nei giorni caratterizzati da mare mosso e formazione di aerosol marino, condizioni che possono facilitare il contatto con eventuali tossine prodotte da Ostreopsis ovata.
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